Il Giorno

Rappresenta l’opera più importante di Parini a cui lavorò 50 anni senza però riuscire a portarla a termine. Il poemetto è preceduto da una dedica in prosa “Alla Moda” in cui l’autore giustifica la scelta stilistica di adottare l’endecasillabo sciolto. La dedica è seguita da una breve sezione in versi dal carattere introduttivo in cui l’autore presenta se stesso nelle vesti del precettore del Giovin Signore, aristocratico protagonista dell’opera.
Il poema è diviso in 4 parti:
- Il Mattino: ha inizio con la descrizione dell’alba, ora che per il contadino segna l’inizio di una dura giornata di lavoro mentre il risveglio del Giovin Signore avviene molto più tardi, dopo una notte dedicata agli impegni mondani. Le scelte difficili dell’aristocratico riguardano la colazione che comporta la scelta tra cioccolata e caffè, le lezioni di ballo, canto e musica, la toeletta con la pettinatura, incipriatura e vestizione. Seguono le descrizioni dei suoi impegni quotidiani di carattere frivolo. L’autore descrive anche lo spazio in cui il Giovin Signore si muove, pieno di oggetti futili e preziosi. Il poemetto si chiude con l’immagine del Giovin Signore che lascia il palazzo in carrozza la cui corsa veloce non deve incontrare ostacoli che altrimenti verrebbero travolti;
- Il Meriggio: la descrizione si allarga sul mondo dei nobili. Gran parte del poemetto è dedicato al pranzo che si svolge nella dimora della dama di cui il Giovin Signore è il cavaliere servente. Il pranzo è un’occasione che i commensali sfruttano per sfoggiare le proprie ricchezze e per dialogare su temi vari. Il poemetto si conclude con la descrizione dei giochi con i quali si intrattenevano a fine pasto ( es: tric-trac);
- Il Vespro: inizia con la descrizione del tramonto, momento della giornata durante il quale il Giovin signore riscuote ciò che i lavoratori hanno guadagnato durante la giornata. Mentre i lavoratori rientrano per la cena, la nobildonna e il Giovin Signore danno inizio alla loro serata mondana facendo visita agli amici. L’autore ritrae il salotto nobiliare in cui le signore si perdono in conversazioni futili piene di ipocrisia e fondate su pettegolezzi;
- La Notte: il Giovin Signore e la dama prendono parte a un ricevimento notturno presso la casa di un nobile. L’autore si sofferma sui personaggi presenti al ricevimento ritratti nei loro passatempi di uomini ottusi, vittime della noia e del vizio. Come nel Mattino, l’autore si sofferma a descrivere gli ambienti sovraccarichi di oggetti di vario tipo e natura. Gli invitati si intrattengono con conversazioni vuote e stanche mentre la padrona di casa si preoccupa di allestire la sala dei giochi ben attenta alla disposizione degli ospiti in modo da evitare litigi e tentando di agevolare nuovi incontri. Il Giovin Signore sperpera il denaro dei lavoratori sui tavoli da gioco.
Il Giorno è un poemetto satirico che prende di mira l'aristocrazia corrotta, la quale approfitta della sua superiorità sociale per sfruttare gli altri come i contadini. Parini mette in risalto l'ingiustificata situazione di benessere in cui vivono determinate classi come la nobiltà, una classe sociale che non porta vantaggi al popolo ma gode solo dei privilegi. Per dimostrare questo prende come esempio la giornata di un personaggio aristocratico il quale conduce una vita frivola e mondana basata su relazione infondate e conversazioni futili.
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