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La dama come altare della beltà

In questi versi, la dama compare davanti alla toilette mentre sta provando e riprovando ciò che di più le si addice. Da notare che nei suoi confronti, il poeta quasi mai ricorre all’ironia anche se il suo aspetto potrebbe prestarsi bene: è bizzarra, leziosa, sensibile, ma in modo languido, e possiede tanti altri difetti
Parafrasi e commento
Al fine di potersi specchiare nel fido [fedele che non mente mai]specchio, la tua Dama cessò i preparativi. Quante volte convenne chiedere e mandare indietro sempre nuovi ornamenti
[la dama simula quando sia incontentabile la sua eleganza ed anche nei versi successivi troviamo lo stesso atteggiamento]; di quante ancelle addette al servizio, con una lode (=lodi) o con un rimprovero (=garriti) rovesciò la sorte
[in questi versi si intravede tutto un modo di gare, di attenzioni e di contrasti finalizzati a far piacere alla dama; si intravede anche tutto un andirivieni di ancelle intorno al fedele specchio];
e quante volte parve opportuno che essa si dichiarasse soddisfatta e di nuovo fu incerta ed espresse dubbi a proposito del suo abbigliamento; e quante volte fu necessario dare ragione a se stessa [al proprio gusto] e quanti volte fu necessario dare ragione al gusto dei suoi ammiratori. Finalmente, l’ancella di fiducia, consapevole del suo cuore, raccolse i mille sparpagliati arnesi necessari per l’acconciatura: infine, la toilette di quell’altare di bellezza (= la dama) viene ricoperta con un velo leggero (= zendado)[sembra di trovarci quasi di fronte ad un rito sacro]; e dopo aver rimosso un po’ la sedia sacra
[sacra perché utilizzata dalla dama; la sedia viene rimossa affinché sia data alla dama la possibilità di essere collocata più in evidenza di fronte ai suoi spasimanti], essa si siede un po’ stanca languidetta per il lungo scegliere e consultarsi con le ancelle.
[con questo aggettivo,languidetta, il Parini rende in modo molto preciso la grazia tutta settecentesca della dama, con tutta la sua morbidezza è la sua grazia, prima di naturalezza.]
Intorno ad essa, pochi spasimanti (giovani eroi) ricordano i legami amorosi esistenti fra altri giovani ed altre dame, mentre altrove intorno ad un’altra dama, pochi giovani spasimanti stanno parlando dei legami amorosi esistenti fra la dama e voi (= Giovin Signore)
[In questo caso il verso viene ripetuto due volte per darci maggiormente l’impressione di un fitto intreccio galante. Bisogna tuttavia precisare che non si trattava di amori veri e propri, bensì di corteggiamenti galanti che legavano fra di loro i nobili dell’epoca]
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