Riforma nel Teatro
Goldoni iniziò a scrivere commedie quando persisteva ancora la forte influenza della commedia dell’Arte, molto cara al pubblico, il cui scopo era il divertimento e non la riflessione e l’educazione. Inoltre, per suscitare il divertimento, le rappresentazioni, basate sulla capacità interpretativa dell’attore, diventavano molto inverosimili. L’inverosimile era ciò che Goldoni non gradiva e per la stesura delle sue commedie si riferiva al mondo e al teatro. Il mondo rappresentava la realtà in cui viveva l’uomo, mentre il teatro era il luogo in cui portare tale realtà attraverso i metodi ed i mezzi tipici di quest’ultimo. Con il suo modo di pensare, egli rivoluzionò la commedia dell’arte. Ciò che ancora non accettava della Commedia dell’Arte erano le maschere, ovvero figure sempre uguali a sè stesse, stereotipi che non mutavano mai. Egli invece era consapevole che il mondo era costituito da individui, non uguali a se stessi ma variavano per il loro carattere, specifica individualità e a seconda degli ambienti sociali in cui operavano e si inserivano. Inoltre il teatro doveva presentare una funzione educativa, non esclusivamente di divertimento. Era importante produrre delle opere teatrali che avessero una morale.
Goldoni poi non era un teorico, non aveva una profonda cultura umanistica e doveva vivere del suo lavoro, differenziandosi dagli intellettuali del tempo e precedenti. Molto importante era il giudizio del pubblico teatrale per Goldoni, che quindi doveva scrivere i suoi testi sulla base delle nuove esigenze emerse. Eli riteneva che il teatro dovesse essere fortemente educativo e dovesse riprodurre la realtà.
Ciò che voleva attuare lo evidenziò attraverso una prefazione di una prima raccolta delle sue commedie, attraverso una commedia vera e propria, il “teatro comico” e nei “memuar”, una sorta di autobiografia artistica. Con la commedia del “teatro comico”, in cui attuò il “teatro nel teatro”, portò sulla scena una compagnia teatrale, composta da due personaggi, Lelio, un poeta, ed il capo comico Orazio. Questi due personaggi discutevano tra loro, portando avanti tesi opposte. Lelio era un forte sostenitore della tesi artistica, difendendo la riforma del Goldoni (teatro educativo e specchio della società) ed il capo comico, che aveva esigenze prosaiche e più pratiche, difendeva la commedia dell’arte, in quanto il suo principale interesse era quello di attirare l'attenzione di più persone possibili. Questa commedia venne definita “poetica posta in azione”, poiché rappresentava un modo molto pratico, in linea con il suo modo di essere e di pensare, per sottolineare il modo di fare teatro per lui più opportuno. Attraverso questa commedia esaltò dei concetti fondamentali della sua riforma:
1. Eliminazione dell’inverosimile: sulla scena dovevano essere rappresentate delle scene di vita quotidiana;
2. Liberare la commedia dall’enfasi e dalla retorica, realizzando una semplice rappresentazione teatrale;
3. Portare sulla scena individui, con il loro carattere e non delle maschere;
4. Ambientare le situazioni reali in luoghi reali;
5. Intreccio verosimile che doveva essere moderato e possibile nella realtà;
6. Movimento: mirava ad inserire il movimento all’interno della scenografia in quanto le scene della commedia dell’arte erano fisse.

La Commedia di Goldoni era divisa in:
• Commedia di Carattere: Goldoni riteneva che la differenza tra la maschera (rigida, uguale a se stessa, che non esprime i sentimenti dell’individuo) e il volto (sempre diverso) era paragonabile a quella della Commedia dell’Arte. Nell'ambito delle opere teatrali dovevano essere presentati dei personaggi reali, con i loro sentimenti e individualità.
Egli riteneva che i caratteri fossero finiti per numero ma infiniti per specie, cioè manifestavano i sentimenti in diversi modi e ciò dipendeva anche dall’ambiente sociale in cui erano collocati. Nella commedia “Donna prudente”, Goldoni evidenziò come il sentimento della gelosia venisse manifestato in maniera aperta dagli uomini di bassa estrazione sociale e celato dagli uomini di altra estrazione sociale che consideravano questo sentimento “vergognoso”. Scrisse anche una commedia chiamata “I Rustici” in cui presentò quattro varietà diverse di uomo rustico, caratterizzato da una povera cultura e spinto ad agire esclusivamente per l’interesse economico.
• Commedia d'ambiente: in quest’ultima si dava grande importanza all’appartenenza sociale dell’individuo. Il carattere di ciascun individuo quindi era influenzato dalla sua appartenenza sociale.

Le commedie di Goldoni erano sia di carattere che d'ambiente. In alcune si dava maggiore importanza all’individualità e ad altre si dava maggiore importanza agli ambienti sociali.
Goldoni doveva combattere contro due diversi avversari:
• Attori: Essi erano abituati a non imparare un copione a memoria, ad avere l’attenzione del pubblico concentrata sulla loro abilità e bravura (per far ridere e divertire il pubblico). Goldoni aveva continuamente bisogno dell’appoggio degli attori e per questo iniziò la sua riforma in maniera graduale. Scrisse soltanto una parte della sua commedia, mentre il resto la lasciò all’improvvisazione degli attori. Un elemento importante era inoltre la caratterizzazione psicologica dei personaggi che erano descritti nei copioni.
• Pubblico: Goldoni abituò anche il pubblico gradualmente ai cambiamenti. Inoltre il pubblico non era più formato soltanto nobili, ma anche dai borghesi che avevano piacere di veder riflettere sul palcoscenico scene della vita quotidiana. In seguito quindi l'autore riscontrò un grande successo di pubblico.
La Commedia dell’arte non era negativa, ma espressione dell’epoca barocca, mentre la Commedia di Goldoni diveniva espressione dell’epoca illuminista. La commedia dell’arte rivelava nell’epoca illuminista la sua inattualità. Goldoni assumeva una grande importanza in ambito teatrale, poiché era capace di realizzare cambiamenti, dovuto al suo modo di concepire la realtà.

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