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Carlo Goldoni - Pensiero e riforma del teatro


Con Goldoni inizia la riforma della commedia proprio perché ormai gli attori non facevano altro che ripetere senza un copione le stesse commedie. Essi si erano specializzati su un determinato ruolo. L’attore deve invece essere colui in grado di adattarsi a diversi ruoli. Così il teatro era scaduto sia per quanto riguarda il linguaggio sia per quanto concerne i contenuti. Goldoni fu il primo a proporre una riforma del teatro. Egli entrò a far parte di una compagnia di attori, la Imer, e per essa scrisse delle tragicommedie e dei melodrammi. Dopo essere stato a servizio della compagnia Imer entrò a servizio della compagnia Medebat e diventò scrittore di commedie (doveva scrivere otto commedie all’anno). Lo scrittore non vive più a carico del mecenate, ma lavora per vivere. Goldoni non scrive solo per un pubblico di letterati, ma scrive per il mercato: il teatro diventa un’impresa commerciale. Ci fu una battuta di arresto perché una delle commedie che scrisse non ottenne il successo del pubblico, così egli si assunse il compito di scrivere 16 nuove commedie ed il fatto che egli scrivesse per un mercato imponeva la concorrenza, infatti egli si scontrò con un altro artista, Pietro Chiavi, che per avere successo non badava alle conseguenze morali delle opere che produceva. Egli si recò in seguito a Parigi per lavorare per la Comedien de Paris. Egli morì lo stesso giorno in cui gli venne concessa la pensione. Goldoni visse nel periodo dell’illuminismo. Era un illuminista moderato.
Goldoni applica la filosofia del buonsenso: bisogna agire sempre con moralità, bisogna sempre pagare le tasse e non bisogna mai comportarsi in modo negativo. Egli prova disprezzo per i nobili che, come parassiti, vivono pesando sulle spalle altrui; apprezza invece chi va avanti grazie al proprio lavoro. Questa borghese antipatia per il privilegio porta Goldoni ad agognare utopisticamente ad un’uguaglianza tra le diverse classi sociali: egli auspica ad una concordia tranquilla tra i ceti più abbienti e i membri medi della società.. La società dovrebbe essere una famiglia allargata, ma questa visione è puramente utopica perché non corrisponde alla realtà.
Goldoni attua una riforma del teatro. Con la commedia dell’arte gli attori recitavano basandosi sull’improvvisazione intercalando le battute con termini e frasi volgari che contribuivano a rendere questa forma teatrale decadente e ripetitiva. La riforma del teatro attuata da Goldoni incontra vari ostacoli.
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