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La Riforma Teatrale di Goldoni


Quando Goldoni inizia a dedicarsi il teatro, la Commedia dell’Arte è in crisi (per ripetitività e volgarità delle situazioni proposte, per le maschere e le figure fisse ormai lontane dal contesto sociale dell’epoca, caratterizzato dall’ascesa della borghesia).
Egli decise di ridare dignità culturale al teatro comico, attraverso una riforma teatrale, in linea con i principi dell’illuminismo.
Goldoni non era né un teorico, né un filosofo ma un commediografo quindi conosceva bene il teatro e il pubblico, del quale voleva soddisfare le attese, mettendo in scena la realtà quotidiana, attraverso contenuti reali o verosimili, basati sui valori della borghesia in ascesa.
Attuò la seguente riforma teatrale detta goldoniana, in linea con i principi dell’Illuminismo e con la realtà sociale e culturale dell’epoca, basata sui seguenti punti:
- Trasformazione della commedia d’improvvisazione (detta “a soggetto”) in commedia di carattere.
- Sostituzione dei tipi fissi della Commedia dell’Arte con dei personaggi, o “caratteri”, definiti con precisione, rappresentati nella loro univocità, con i loro sentimenti e comportamenti (talvolta, nelle sue prime rappresentazioni, li fece recitare ancora con la maschera, poi arrivò alla completa eliminazione di esse).
- I personaggi sono calati nella realtà sociale cittadina, in ambienti quotidiani e concreti (case borghese, locande, piazza , strada), in cui vivono le situazioni realistiche e sono riconoscibili nel loro contesto sociale (quindi non si ha più un generico furbo o sbruffone , stereotipato→ modello fisso; in un tipo fisso, ma un particolare furbo o sbruffone, che agisce in un determinato contesto sociale reale; non più servo o un padrone come tipi universali, ma un servo e un padrone ben definiti e legati ad una precisa realtà contemporanea.
- Introduzione del testo integralmente scritto in tutte le sue battute (come nella Commedia antica classica), cioè di un copione (al posto del canovaccio della Commedia dell’Arte)
- La commedia di Goldoni rispettava il canone classicista (ossia il modello di riferimento considerato insuperabile, quindi da imitare elaborato da Aristotele nella “Poetica” nel IV sec. A.C.), basato sulle unità di tempo, luogo e azione: le vicende dovevano limitarsi ad un’unica situazione, incentrandosi su un unico tema principale, senza presentare episodi secondari di rilievo (Unità di azione), l’azione dei personaggi si doveva svolgere sempre nello stesso luogo (Unità di luogo) e in un breve arco di tempo, fissato in 24 ore (Unità di tempo). Tale regola delle tre unità è stata codificata nel 1570, rimanendo per secoli il cardine della produzione teatrale.
- Le finalità della commedia sono quelle di divertire (come la Commedia dell’Arte), ma anche di educare e far riflettere (mostrando le varie sfaccettature, positive e negative, della società reale del suo tempo), in linea con i principi illuministici.
- Utilizzo di un linguaggio misto: scrive le sue opere sia in italiano (usato soprattutto dalla borghesia veneto-lombarda) sia in dialetto veneziano, vicino quindi al parlato (adatto al dialogo ed in particolare ad alcuni personaggi). Vi sono quindi commedie in italiano, commedie in dialetto, commedie con entrambi i linguaggi. Goldoni infatti fa parlare i personaggi con naturalezza, secondo il loro registro (legato ai tipi di carattere e agli ambienti sociali di provenienza). Talvolta, seppur raramente, utilizza anche il francese. Si tratta quindi dell’utilizzo del plurilinguismo e della varietà di registri linguistici, elaborando un linguaggio vicino alla realtà, anche grazie all’utilizzo di espressioni del parlato.
- I ritmi dei dialoghi sono rapidi, con battute brevi (comprensibili anche dal pubblico di estrazione popolare e facilmente memorizzabili dagli autori); lo stile è semplice, naturale, non accademico, né elevato.
- Rapporto diretto con il pubblico: Goldoni si preoccupa del suo pubblico, ossia del lettore e degli spettatori, tanto che spesso si rivolge a loro direttamente (attraverso battute recitate dagli attori in scena, come le ultime della Locandiera, pronunciate da Mirandolina, che invita “lor signori” a fare tesoro di quanto hanno imparato e veduto). Oltre a ciò, Goldoni apre ogni sua opera con una “lettera ai lettori”, considerandoli così i veri destinatari del suo lavoro (“L’autore a chi legge”), per spiegare il carattere, le motivazioni, la produzione dell’opera.
- Goldoni afferma che le sue fonti di ispirazione non erano non erano letterarie, né teoriche, ma il “mondo” e il “teatro”: il mondo, con la sua molteplicità di situazioni e vicende, gli offre varietà di argomenti; il teatro gli offre il modo per rappresentarli. In questo modo, dalla fusione dei due, Goldoni può rappresentare la società e permettere al pubblico di “specchiarsi” nei personaggi e ritrovarsi in essi.
- Trasmissione di un messaggio ottimistico (in linea con i principi illuministici di valorizzazione della ragione, di progresso e di fratellanza) attraverso la rappresentazione delle diverse classi sociali (dall’aristocrazia, alla borghesia, al popolo minuto)
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