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Alfieri

Vittorio Alfieri di Asti apparteneva a una famiglia nobile. Ha un carattere caparbio, ostinato. Nasce nel 1749 viene educato in casa da insegnati privati. All'età di 9 anni (1758) entra in accademia reale di Torino. Ne esce nel 1766 con il titolo di “porta insegne”. Sono anni che ricorderà con tristezza. L'unica nota positiva è lo studio del latino. Finita l'accademia inizia a viaggiare Questo suo desiderio di muoversi è dettato da una sorta di inquietudine e quindi è un segno di un carattere ribelle. Nel 1772 rientra in Italia e si appassiona allo studio in particolare a Plutarco. Nel 1774 scrive la sua prima tragedia che riscuote un buon successo, ma si rende conto di avere delle lacune, non conosceva bene l'italiano. Così comincia a studiare l'italiano e per approfondire meglio questo studio nel 1777 si stabilisce a Siena. Decide in questo periodo di rompere i legami con la sua classe sociale di appartenenza e rinuncia al suo titolo. A Firenze conosce Luisa Stolberg e si innamora di lei, che diventerà la sua compagna di vita. Questo è il periodo di produzione più intensa: pubblica 19 tragedie, 2 trattati e una raccolta di rime (1775-1786): nel 1786 con la sua compagna si trasferisce a Parigi e segue gli eventi storico politici del suo tempo. Nel 1792 è costretto a rientrare a Firenze dove muore nel 1803. In questo periodo si dedica alla stesura di alcune opere: 17 satire, 6 commedie (di scarso valore) e la “vita” un'autobiografia (di grande valore).

Viene sepolto in Santa Croce. Alfiere esprime atteggiamenti illuministici e preromantici.
Delle idee illuministe condivide la visione meccanicistica del mondo, lo spirito liberale e il fatto che le lettere possono aiutare i popoli a migliorare.
Del preromanticismo anticipa l'esaltazione del sentimento, la consapevolezza dei limiti della ragione, l'intolleranza nei confronti di questi limiti e la visione della morte come mezzo per liberarsi dei limiti, quindi il suicidio. Il suicidio alfierano è una protesta ai limiti della realtà.

Alfieri scrive due trattati politici:
“Della tirannide”: è un trattato composto da 2 libri del 1777 in cui Alfieri Spiega che cosa sia la tirannide.
Nel primo libro da una definizione di tirannide. Nel secondo libro dice come si deve comportare l'uomo libero: per vivere l'uomo libero si deve isolare, mentre per fuggire alla tirannide deve o suicidarsi o uccidere il tiranno.

“Del principe e delle lettere”: (1778) in questo trattato viene esaminato il rapporto tra intellettuale/cultura e potere. Rifiuta qualsiasi forma di mecenatismo, la cultura di esser libero.

Le tragedie

Sono 19 e sono scritte rispettando le unità aristoteliche. Il tono delle tragedie è elevato e le fonti a cui si ispira sono quelle classiche (il mito, la storia, La Bibbia)Egli procede secondo lo schema ideare, stendere, verseggiare. Ideare: reperire l'argomento, la materia e distribuirla nei vari atti fare uno schema. Stendere: riprendere la materia e scrivere in prosa i vari dialoghi, verseggiare (portare la prosa in versi. I protagonisti sono 2 o 1: il tiranno e l'eroe.

La vicenda si svolge in modo molto asciutto verso la conclusione.
Le tragedie con il tiranno sono definite liberatorie, ma non sempre la libertà corrisponde alla libertà politica, ma della struttura sociale e delle passioni e le sue tragedie migliori sono quelle con quest'idea di libertà (esempio “Saul” e “Mirra”), in cui lo scontro tra tiranno e eroe avviene all'interno di uno stesso protagonista, cioè con le passioni.

Saul

Saul è il re di Israele ormai vecchio. Egli in gioventù ottenne grandi vittorie. Ora però è consapevole di non avere più la forza per svolgere il suo ruolo. Si sente di perdere le forze e il consenso del popolo. Capisce che deve lasciare il suo posto al suo successore, Davide (questo ragionamento viene pensato dal “Saul saggio). Però al Saul saggio si oppone il re Saul desideroso di potere che non accetta di invecchiare di essere superato da altri. E così per porre fine a questo conflitto tra queste due parti di se stesso decide di suicidarsi.

La mirra

Mirra è presa da una passione violenta e incestuosa nei confronti del padre. Ella sa benissimo che è sbagliato questo sentimento, ma non riesce a frenarlo e a nasconderlo. Tanto che questo suo sentimento viene fatto trapelare e Mirra per porre fine a questa sua vita così tormentata decide di suicidarsi.

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