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Vittorio Alfieri


La figura di Alfieri tra Illuminismo e Preromanticismo


Le basi della formazione di Vittorio Alfieri derivano dai suoi studi autodidatti degli autori più importanti dell'Illuminismo, il periodo in cui vive: Rousseau, Voltaire, Helvetius e Montesquieu. Le opere di questi, basate sui concetti di libertà, fraternità e uguaglianza, danno fondamenti filosofici al suo odio verso la tirannide. Non per questo Alfieri condivideva a pieno i caratteri dell'età dei lumi, anzi li giudicava troppo razionali, pacati e freddi. Egli esaltava la passione sfrenata, senza regole e limiti, l'uomo nella sua spontaneità. Questo aspetto un po' selvaggio sommato al suo egocentrismo, al suo individualismo (contrapposto al cosmopolitismo illuministico), all'amore per i paesaggi deserti e orridi d alla sua inquietudine lo rendono un preromantico.

Gli aspetti formali e contenutistici delle tragedie


Alfieri, per elevare il suo "io", utilizza il genere che tratta i temi in maniera aulica: la tragedia. Questa scelta è legata al suo essere nobile, secondo Alfieri il genere tragico non poteva essere capito dalla gente di ceto borghese o più basso, classi sociali giudicate come passive e senza ideali. Le prime tragedie risalgono al 1775-1777 e in queste vi sono la speranza e la voglia di elevarsi al di sopra di tutto e tutti senza badare ai limiti e agli ostacoli (ciò è influenzato dalla lettura di Plutarco).
Nelle opere seguenti il desiderio di affermazione si scontra con la realtà, una realtà che soffoca e che non permette di realizzarlo; ciò porta a sentimenti malinconici. Si può quindi notare che le opere di Alfieri rappresentano un po' egli stesso, dimidiato tra titanismo e conseguente pessimismo.

L'ideale della tirannide con riferimento all'opera


Nel trattato "Della tirannide" Alfieri spiega cos'è la tirannide: ogni tipo di monarchia che pone il sovrano al di sopra delle leggi. Alfieri, essendo un eroe di libertà, non va contro una tirannide in particolare, ma contro ogni tipo di tirannide. Il potere del tiranno si appoggia alla nobiltà, alla casta militare e a quella sacerdotale. I sudditi, gli uomini liberi come devono comportarsi? L'uomo libero ha tre possibilità:
-ritirarsi dalla vita sociale
-suicidarsi
-uccidere il tiranno diventando così tirannicida
Uomo libero e tiranno comunque sono figure molto simili tra di loro, in quanto entrambe tendono ad affermare la propria individualità; può capitare quindi di identificare il tiranno come uomo libero e che quest'ultimo diventi tiranno.
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