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Vittorio Alfieri: uno scrittore preromantico

Nelle opere di Vittorio Alfieri accanto ad aspetti tipici della cultura e del pensiero illuministi, troviamo anche alcuni elementi che anticipano e saranno sviluppati nel Romanticismo dell’ Ottocento e, per questo, chiamati preromantici
Gli elementi che collegano Alfieri al preromanticismo sono:
• Descrizione delle passioni
• Lotta contro il tiranno
• Ammirazione per l’Inghilterra
• Titanismo
Pessimismo
• Interesse per la tragedia
Nelle sue opere, Alfieri dà molta importanza al sentimento e alle passioni dell’uomo Amore, vendetta, odio, ira, ecc…) in contrasto con gli Illuministi che accettavano soltanto tutto ciò che poteva essere spiegato dalla ragione. Il Romanticismo sviluppa il tema del sentimento e di tutto ciò che non è razionale.
L’obiettivo principale dell’ Alfieri è la lotta contro il tiranno come faranno più tardi alcuni personaggi del Risorgimento italiano come Mazzini ed altri che lontano contro gli Asburgo per rendere libera l’Italia dalla dominazione austriaca
Come tanti giovani della sua stessa generazione, Alfine prova una grande ammirazione per l’Inghilterra perché il regime politico inglese (= monarchia parlamentare, cioè potere del re controllato e limitato da un Parlamento eletto dai sudditi) è considerato quello che, più degli altri, può garantire la libertà; nei confronti della Francia, per quanto esso abbia conosciuto la Rivoluzione, Alfieri prova un po’ diffidenza poiché è pur sempre la patria della monarchia assoluta in cui non c’è alcun spazio per la libertà del suddito. Tale pensiero sarà condiviso qualche anno dopo, nel XIX secolo da Giuseppe Mazzini, da Ugo Foscolo e da tanti patrioti italiani.
Un altro elemento caratterizzante le opere dell’ Alfieri è il titanismo e la visione pessimistica della realtà. IL termine “titanismo” deriva dalla mitologia greca in cui si racconta che i Titani erano dei giganti che si ribellarono al potere dio Zeus. Facendo riferimento a questo episodio, per titanismo si intende ogni atteggiamento di ribellione su tutte le autorità che opprimono l’uomo: il tiranno, il destino, le leggi, Dio stesso. Alla base di tale ribellione c’è comunque l’orgoglio, il desiderio di libertà e di sfidare le autorità anche se lo scrittore sa in partenza di essere sconfitto. Da questa lotta, lo scrittore esce ancora più grande e quindi ingigantito.
Nel trattato Della tirannide e in molte tragedie Alfieri dipinge un eroe generosamente sfida la potenza avversaria, anche a prezzo della vita. La sfida è destinata alla sconfitta, perché il potere del tiranno è sempre invincibile; l’eroe, anche se vinto, affronta con coraggio la morte pur di affermare la sua scelta di libertà
In Foscolo, troviamo un eroe che assomiglia all’ Alfieri perché schiacciato dall’autorità del tiranno. Anche in Leopardi troviamo il titanismo dell’Alfieri. In questo poeta troviamo tutta l’umanità che lotta contro la natura nemica.
Alfieri ci dà molti esami di tragedia, anzi, scrivere delle tragedie diventa l’obiettivo della sua vita.
I personaggi delle sue tragedie sono pochi e rappresentano le passioni dell’uomo. Queste passini sono legate alla lotta fra il tiranno, oppressore delle libertà e l’eroe alla ricerca della libertà. Nelle tragedie di Manzoni troviamo la stessa funzione della tragedia.
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