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Vittorio Alfieri: Agamennone – riassunto

La mitologia narra che Atreo, padre di Agamennone e fratello di Tieste, preparò a quest’ultimo un banchetto con le carne degli stessi figli. Il sole inorridito da tanta efferata scelleratezza fermò il suo giro. Narra anche che Agamennone, per ottenere da diana i venti favorevoli per intraprendere il viaggio versi Troia fu costretto a sacrificare alla Dea la propria figlia Ifigenia. Questi due episodi sono alla base del mito riguardante la fine tragica di Agamennone.
Egisto, figlio di Tieste, suscita un’insana passione nell’animo della regina Clitennestra, moglie di Agamennone per vendicare l’ombra del padre. Da parte sua, la donna accoglie il suggerimento di Egisto di uccidere il marito Agamennone per placare l’ombra della figlia Ifigenia, cioè più per amore materno che per amore colpevole. Alfieri trasforma la personalità dei due protagonisti: Egisto viene travolto dall’odio puro e dalla libidine, mentre Clitennestra è attirata dallo sguardo del giovane ed è presa dal desiderio sfrenato di commettere un adulterio.
Egisto persuade Clitennestra a compiere il delitto nel giorno stesso in cui Agamennone rientra dalla guerra di Troia. Tuttavia, nel momento individuato, la donna viene travolta dalle Furie e, presa dalla paura, fa un passo indietro. Sopraggiunge Egisto che risveglia il furore dell’amante. A tal fine, egli le annuncia che Agamennone ha scoperto il loro amore, che egli stesso ha ricevuto l’ordine di presentarsi davanti a re per udire la sua condanna e che pertanto, ha deciso di sottrarsi alla vergogna, ricorrendo al suicidio. Clitennestra crede alle menzogne di Egisto e, accettato di nuovo il pugnale, si reca verso il talamo dove sta giacendo il marito. È a questo punto che si ha l’ Inno del sangue cioè il grido senza misura di Egisto che incita alla morte e alla vendetta. Da parte sua la regina, presa coscienza della sua colpa irrimediabile, emerge come se si fosse risvegliata da un lungo sonno e compie l’omicidio.
La figlia del re ucciso, Elettra, raccoglie il pugnale e lo conserva per consegnarlo al fratello Oreste, per il giorno in cui egli ritornerà ad Argo in veste di vendicatore.
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