Daniele Grassucci
Autore
Valeria Fedeli

Il mondo della scuola saluta Valeria Fedeli, scomparsa all'età di 76 anni. Ex parlamentare, vice-Presidente del Senato dal 2013 al 2016 e ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca dal dicembre 2016 al giugno 2018 (durante il Governo Gentiloni), Fedeli è stata una figura centrale in una fase di transizione delicata per il sistema scolastico italiano.

Il suo passaggio a Viale Trastevere ha lasciato un segno culturale preciso, a partire dal linguaggio. È stata lei a volere fortemente che in ogni discorso ufficiale, circolare o documento ministeriale si utilizzasse la formula "studentesse e studenti" oppure "ragazze e ragazzi" anteponendo sempre il femminile. Un gesto simbolico, ma potente, per ribadire che la scuola è il primo luogo dove si costruisce la parità di genere.

E poi non si possono dimenticare: la sua determinata attuazione della legge sulla "Buona Scuola", cercando di stemperare i contrasti tra le parti in gioco; le sue battaglie contro bullismo e cyberbullismo; la costante ricerca di innovazione per il mondo dell'istruzione. Il tutto, fatto sempre in modo garbato.

Ripercorriamo il suo percorso, dalla militanza sindacale fino ai banchi del Ministero, analizzando l'eredità concreta delle sue riforme.

Indice

  1. Chi era Valeria Fedeli: dal sindacato al "caso" del titolo di studio
  2. L'eredità morale: l'articolo 3 della Costituzione al centro
  3. Le principali iniziative di Valeria Fedeli da ministra dell'Istruzione
  4. Le Maturità di Valeria Fedeli: da Caproni alla riforma

Chi era Valeria Fedeli: dal sindacato al "caso" del titolo di studio

Nata a Treviglio (Bergamo) nel 1949, Valeria Fedeli ha dedicato gran parte della sua vita all'impegno sociale e politico. Prima di approdare in Parlamento, è stata una sindacalista di lungo corso: ha iniziato la sua attività a Milano alla fine degli anni '70, scalando i vertici della CGIL fino a diventare segretaria generale della categoria dei tessili (FILTEA) e successivamente vicepresidente del Senato nella XVII legislatura.

Il suo insediamento al MIUR, nel dicembre 2016, fu però accompagnato da una forte polemica mediatica. Al centro del dibattito finì il suo curriculum: inizialmente fu indicato un diploma di laurea che si rivelò essere, in realtà, un diploma di assistente sociale. Per diverse settimane, l'opinione pubblica e la stampa si concentrarono sulla trasparenza dei titoli di studio dei Ministri, scatenando attacchi politici feroci.

Valeria Fedeli affrontò, però, la questione ammettendo l'errore di comunicazione ("leggerezza", la definì), ma scelse di rispondere sul campo, lavorando per dimostrare che la competenza politica e amministrativa poteva andare oltre il "pezzo di carta". E, a conti fatti, il suo biennio è stato uno dei più prolifici in termini di provvedimenti attuati.

L'eredità morale: l'articolo 3 della Costituzione al centro

Se dovessimo cercare un testamento morale della sua visione, lo troveremmo nelle parole pronunciate durante un evento svolto proprio assieme a noi di Skuola.net, nell'ottobre del 2017, per la presentazione del nostro libro "Chi se ne frega della scuola", a cui si accompagnava un Manifesto in 20 punti con le priorità delle studentesse degli studenti per migliorare la scuola.

In quell'occasione, Valeria Fedeli parlò con passione dell'Articolo 3 della Costituzione, definendolo il pilastro dell'educazione al rispetto. Come ricordò l'allora Ministra dell'Istruzione, questo articolo rappresenta "la sintesi delle culture liberale, cattolico-democratica, socialista e comunista" che hanno fondato la nostra Repubblica.

Per Fedeli, infatti, la scuola doveva essere il luogo dove rendere "umana la questione della qualità della relazione", insegnando a contrastare la violenza attraverso il "riconoscimento delle origini e delle diversità". Un pensiero che si ricollegava all'operato di Aldo Moro, il primo a introdurre l'educazione civica nelle aule.



Le principali iniziative di Valeria Fedeli da ministra dell'Istruzione

Il mandato Fedeli si è concentrato, come detto, soprattutto sulla gestione della fase post-riforma della cosiddetta "Buona Scuola" e su alcune iniziative progressiste. Ecco i punti chiave del suo operato:

  • La pacificazione e il contratto docenti: Dopo le tensioni della riforma Renzi, Fedeli ha lavorato per ricucire lo strappo con il mondo della scuola. Il risultato più tangibile è arrivato nel 2018 con la firma del rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca, che ha portato aumenti salariali agli insegnanti dopo quasi dieci anni di blocco.

  • Attuazione delle deleghe della "Buona Scuola": Ha portato a compimento i decreti legislativi della Legge 107/2015. Tra i più rilevanti: il decreto sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, la riforma degli Istituti Professionali (per renderli più legati al mondo del lavoro) e il nuovo sistema di reclutamento docenti (il percorso FIT, poi rivisto dai governi successivi).

  • Contrasto a Bullismo e Cyberbullismo: ha sostenuto con forza l'approvazione della Legge 71/2017, una pietra miliare nella tutela dei minori online. Ha inoltre emanato le linee guida che hanno introdotto in ogni istituto la figura del docente referente per il cyberbullismo.

  • Smartphone in classe (BYOD): è stata la prima Ministra a sdoganare l'uso dei dispositivi personali (Bring Your Own Device) a fini didattici. Con un apposito decalogo, ha cercato di trasformare smartphone e tablet da "nemici" a strumenti di apprendimento consapevole.

  • Piano per l'Educazione al Rispetto: ha lanciato un programma nazionale per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza di genere, puntando sulla sensibilizzazione fin dai primi anni di scuola. Come dimostrato, tra le altre cose, dalla citatà decisione di cambiare l'impostazione delle comunicazioni ministeriali.

  • Alternanza Scuola-Lavoro: sotto la sua guida è stata pubblicata la "Carta dei diritti e dei doveri" degli studenti in Alternanza e lanciato il portale unico per gestire i percorsi, con l'obiettivo di garantire esperienze formative di qualità e non mero sfruttamento.

  • Focus sulle STEM: coerente con la sua battaglia per la parità, ha promosso "Il mese delle STEM" e numerose iniziative per incentivare le ragazze a intraprendere carriere scientifiche, cercando di colmare il divario di genere in questi settori.

Le Maturità di Valeria Fedeli: da Caproni alla riforma

Un capitolo, per npi di Skuola.net, meritano ovviamente le Maturità di Valeria Fedeli. Da ministra dell'Istruzione, ha gestito due esami (2017 e 2018) e firmato la riforma per quelli successivi. Il 2017, in particolare, sarà ricordato per la scelta di Giorgio Caproni come autore protagonista della prima prova scritta, quella di Italiano: un nome considerato "di nicchia" che spiazzò migliaia di maturandi, ma che ebbe il merito di riaprire il dibattito sulla letteratura contemporanea a scuola. 

Nello stesso periodo, inoltre, firmò i decreti che hanno ridisegnato l'Esame di Stato (in vigore dal 2019): introducendo le prove INVALSI come requisito obbligatorio per l'accesso alle prove finali (poi slittato più volte), riducendo il numero delle prove con l'eliminazione della terza prova (il "quizzone"), dando più peso al percorso scolastico con l'aumento del numero dei crediti ottenibili grazie ai voti ottenuti nell'ultimo triennio delle superiori ai fini della composizione del punteggio finale.

Il mondo della scuola saluta Valeria Fedeli, scomparsa all'età di 76 anni. Ex parlamentare, vice-Presidente del Senato dal 2013 al 2016 e ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca dal dicembre 2016 al giugno 2018 (durante il Governo Gentiloni), Fedeli è stata una figura centrale in una fase di transizione delicata per il sistema scolastico italiano.

Il suo passaggio a Viale Trastevere ha lasciato un segno culturale preciso, a partire dal linguaggio. È stata lei a volere fortemente che in ogni discorso ufficiale, circolare o documento ministeriale si utilizzasse la formula "studentesse e studenti" oppure "ragazze e ragazzi" anteponendo sempre il femminile. Un gesto simbolico, ma potente, per ribadire che la scuola è il primo luogo dove si costruisce la parità di genere.

E poi non si possono dimenticare: la sua determinata attuazione della legge sulla "Buona Scuola", cercando di stemperare i contrasti tra le parti in gioco; le sue battaglie contro bullismo e cyberbullismo; la costante ricerca di innovazione per il mondo dell'istruzione. Il tutto, fatto sempre in modo garbato.

Ripercorriamo il suo percorso, dalla militanza sindacale fino ai banchi del Ministero, analizzando l'eredità concreta delle sue riforme.

Indice

  1. Chi era Valeria Fedeli: dal sindacato al "caso" del titolo di studio
  2. L'eredità morale: l'articolo 3 della Costituzione al centro
  3. Le principali iniziative di Valeria Fedeli da ministra dell'Istruzione
  4. Le Maturità di Valeria Fedeli: da Caproni alla riforma

Chi era Valeria Fedeli: dal sindacato al "caso" del titolo di studio

Nata a Treviglio (Bergamo) nel 1949, Valeria Fedeli ha dedicato gran parte della sua vita all'impegno sociale e politico. Prima di approdare in Parlamento, è stata una sindacalista di lungo corso: ha iniziato la sua attività a Milano alla fine degli anni '70, scalando i vertici della CGIL fino a diventare segretaria generale della categoria dei tessili (FILTEA) e successivamente vicepresidente del Senato nella XVII legislatura.

Il suo insediamento al MIUR, nel dicembre 2016, fu però accompagnato da una forte polemica mediatica. Al centro del dibattito finì il suo curriculum: inizialmente fu indicato un diploma di laurea che si rivelò essere, in realtà, un diploma di assistente sociale. Per diverse settimane, l'opinione pubblica e la stampa si concentrarono sulla trasparenza dei titoli di studio dei Ministri, scatenando attacchi politici feroci.

Valeria Fedeli affrontò, però, la questione ammettendo l'errore di comunicazione ("leggerezza", la definì), ma scelse di rispondere sul campo, lavorando per dimostrare che la competenza politica e amministrativa poteva andare oltre il "pezzo di carta". E, a conti fatti, il suo biennio è stato uno dei più prolifici in termini di provvedimenti attuati.

L'eredità morale: l'articolo 3 della Costituzione al centro

Se dovessimo cercare un testamento morale della sua visione, lo troveremmo nelle parole pronunciate durante un evento svolto proprio assieme a noi di Skuola.net, nell'ottobre del 2017, per la presentazione del nostro libro "Chi se ne frega della scuola", a cui si accompagnava un Manifesto in 20 punti con le priorità delle studentesse degli studenti per migliorare la scuola.

In quell'occasione, Valeria Fedeli parlò con passione dell'Articolo 3 della Costituzione, definendolo il pilastro dell'educazione al rispetto. Come ricordò l'allora Ministra dell'Istruzione, questo articolo rappresenta "la sintesi delle culture liberale, cattolico-democratica, socialista e comunista" che hanno fondato la nostra Repubblica.

Per Fedeli, infatti, la scuola doveva essere il luogo dove rendere "umana la questione della qualità della relazione", insegnando a contrastare la violenza attraverso il "riconoscimento delle origini e delle diversità". Un pensiero che si ricollegava all'operato di Aldo Moro, il primo a introdurre l'educazione civica nelle aule.

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Le principali iniziative di Valeria Fedeli da ministra dell'Istruzione

Il mandato Fedeli si è concentrato, come detto, soprattutto sulla gestione della fase post-riforma della cosiddetta "Buona Scuola" e su alcune iniziative progressiste. Ecco i punti chiave del suo operato:

  • La pacificazione e il contratto docenti: Dopo le tensioni della riforma Renzi, Fedeli ha lavorato per ricucire lo strappo con il mondo della scuola. Il risultato più tangibile è arrivato nel 2018 con la firma del rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca, che ha portato aumenti salariali agli insegnanti dopo quasi dieci anni di blocco.

  • Attuazione delle deleghe della "Buona Scuola": Ha portato a compimento i decreti legislativi della Legge 107/2015. Tra i più rilevanti: il decreto sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, la riforma degli Istituti Professionali (per renderli più legati al mondo del lavoro) e il nuovo sistema di reclutamento docenti (il percorso FIT, poi rivisto dai governi successivi).

  • Contrasto a Bullismo e Cyberbullismo: ha sostenuto con forza l'approvazione della Legge 71/2017, una pietra miliare nella tutela dei minori online. Ha inoltre emanato le linee guida che hanno introdotto in ogni istituto la figura del docente referente per il cyberbullismo.

  • Smartphone in classe (BYOD): è stata la prima Ministra a sdoganare l'uso dei dispositivi personali (Bring Your Own Device) a fini didattici. Con un apposito decalogo, ha cercato di trasformare smartphone e tablet da "nemici" a strumenti di apprendimento consapevole.

  • Piano per l'Educazione al Rispetto: ha lanciato un programma nazionale per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza di genere, puntando sulla sensibilizzazione fin dai primi anni di scuola. Come dimostrato, tra le altre cose, dalla citatà decisione di cambiare l'impostazione delle comunicazioni ministeriali.

  • Alternanza Scuola-Lavoro: sotto la sua guida è stata pubblicata la "Carta dei diritti e dei doveri" degli studenti in Alternanza e lanciato il portale unico per gestire i percorsi, con l'obiettivo di garantire esperienze formative di qualità e non mero sfruttamento.

  • Focus sulle STEM: coerente con la sua battaglia per la parità, ha promosso "Il mese delle STEM" e numerose iniziative per incentivare le ragazze a intraprendere carriere scientifiche, cercando di colmare il divario di genere in questi settori.

Le Maturità di Valeria Fedeli: da Caproni alla riforma

Un capitolo, per npi di Skuola.net, meritano ovviamente le Maturità di Valeria Fedeli. Da ministra dell'Istruzione, ha gestito due esami (2017 e 2018) e firmato la riforma per quelli successivi. Il 2017, in particolare, sarà ricordato per la scelta di Giorgio Caproni come autore protagonista della prima prova scritta, quella di Italiano: un nome considerato "di nicchia" che spiazzò migliaia di maturandi, ma che ebbe il merito di riaprire il dibattito sulla letteratura contemporanea a scuola. 

Nello stesso periodo, inoltre, firmò i decreti che hanno ridisegnato l'Esame di Stato (in vigore dal 2019): introducendo le prove INVALSI come requisito obbligatorio per l'accesso alle prove finali (poi slittato più volte), riducendo il numero delle prove con l'eliminazione della terza prova (il "quizzone"), dando più peso al percorso scolastico con l'aumento del numero dei crediti ottenibili grazie ai voti ottenuti nell'ultimo triennio delle superiori ai fini della composizione del punteggio finale.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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