Valeria Fedeli: 5 cose da sapere sul nuovo Ministro dell’Istruzione (e cosa aspettarsi da lei)

Marcello G.
Di Marcello G.

valeria fedeli ministro dell'istruzione

A lei spetterà una delle missioni più difficili del governo Gentiloni: ricostruire i rapporti con il mondo della scuola. Ma il suo curriculum sembra adatto a svolgere questo compito. Il nuovo ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, dovrà mettersi subito al lavoro per recuperare il terreno perduto in questi mesi di gelo tra il Miur e i docenti; in ballo ci sono il rinnovo dei contratti di mobilità, la partita delle supplenze, l’attuazione della riforma sulla ‘Buona Scuola’; temi che avevano portato, tra l’altro, alla rottura tra i rappresentanti degli insegnanti e il ministero di viale Trastevere. Ma la storia della Fedeli ci porta a immaginare molti altri scenari nella scuola del prossimo futuro. Basta studiare la sua biografia per capirlo.

5. Una sindacalista di ferro

Lei stessa si definisce una “sindacalista pragmatica”. Ed è proprio questo, probabilmente, il motivo che ha spinto il nuovo Presidente del Consiglio ad affidarle il dicastero dell’Istruzione, centrale nell’architrave del governo Renzi. Trent’anni di sindacato dovrebbero bastare per richiamare all’unità tutte le sigle che avevano lasciato il tavolo delle trattative col ministro Giannini. Esponente di spicco della CGIL dagli anni 70 - prima nel settore ‘pubblico impiego’ poi in quello tessile – con lei si potrebbe trovare un accordo sul reclutamento e le assunzioni degli insegnanti, gli spostamenti e i contratti, problema pruriginoso che ha tolto consenso al governo in occasione del famigerato "concorsone".

4. Una paladina dei diritti civili dal cuore tenero

Tra i progetti di legge più importanti legati al suo nome non si può non ricordare quello per l’istituzione di una Commissione parlamentare che studi il drammatico fenomeno del femminicidio e cerchi le soluzioni più opportune per arginarlo. Un provvedimento profondamente voluto dal neo-ministro e che ha incontrato il favore di tutte le forze politiche; peccato che sia bloccato nei corridoi del Parlamento da inizio legislatura. E poi ci sono le proposte finalizzate all’introduzione dell’educazione di genere nelle scuole e nelle facoltà universitarie. "La battaglia contro la violenza alle donne comincia sui banchi di scuola, con un insegnamento che la smetta di tramandare luoghi comuni che inchiodano maschi e femmine a stereotipi, che ignora quanto l'altra metà del cielo ha fatto in tutti campi, dalla storia alle letteratura passando per l'astronomia" avrebbe dichiarato in una recente intervista a La Repubblica.
Sempre votata alla difesa delle pari opportunità, ha avuto un ruolo da protagonista anche nella proposta della legge Cirinnà sulle unioni civili. La sua è una battaglia portata avanti con passione, come dimostra un episodio recente: la commozione durante la lettura in aula della testimonianza di una mamma a cui è stata tolta la tutela dei figli in seguito alla separazione dalla sua compagna.

3. Un parlamentare ‘giovane’

A dispetto della sua lunga militanza politica, Valeria Fedeli ha messo piede in Parlamento per la prima volta solo tre anni e mezzo fa, all’inizio di questa legislatura. Nel 2012, infatti, ha lasciato il sindacato per candidarsi al Senato nelle liste del Partito Democratico. È stata eletta, come detto, nel febbraio 2013. Da senatrice, è stata membro della commissione Difesa.

2. Vicepresidente del Senato

La sua breve carriera parlamentare non le ha però impedito di diventare in un attimo una delle più alte cariche istituzionali. Neanche il tempo di giurare come senatrice che si è vista catapultata sullo scranno più alto di Palazzo Madama, con la carica di Vicepresidente (ruolo che ha lasciato con la nomina a Ministro). Un impegno che ha ricoperto con una certa continuità, sostituendo in più di un’occasione il presidente Grasso. Un battesimo di fuoco che l’ha vista addirittura Presidente del Senato tra il gennaio e il febbraio 2015, quando Grasso assunse la carica di Presidente della Repubblica vicario, prima dell’elezione di Sergio Mattarella.

1. Le prospettive per la scuola

Con una figura così, donna delle istituzioni ma con un passato che l’ha portata a ‘sporcarsi le mani’ con i problemi della gente, rispettosa dei ruoli ma al tempo stesso dal carattere deciso e rigoroso, ci si possono aspettare molte novità. A partire, come detto, dall’opera di ricostruzione dell’asse Miur-docenti. Ma, volendoci spingere un po’ più in là, potrebbe essere il momento buono per far entrare nelle scuole degli elementi di rottura con il passato: l’educazione all’affettività, la lotta al bullismo, la cittadinanza attiva. Filoni che potrebbero avere un’accelerazione decisiva sotto il ministero Fedeli. E chissà che alla prossima maturità non si possa parlare di temi - come il femminicidio e i diritti civili - chiesti a gran voce da anni. Anche se molto dipenderà dalla durata di questo Governo.

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