Vaccini, dopo sanitari e over 80 tocca alla scuola? Così vuole la ministra Azzolina

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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L’Italia è tra i primi Paesi europei per la velocità con la quale sta vaccinando la popolazione. Infatti crescono di giorno in giorno gli operatori sanitari raggiunti dal vaccino contro il Covid-19, insieme a loro anche gli over 80 stanno ricevendo le dosi del farmaco tanto atteso nel 2020, ma dopo a chi toccherà? La Ministra dell’Istruzione Azzolina vorrebbe che fossero proprio i professori e il personale scolastico a passare avanti agli altri per permettere così la ripresa definitiva dell’attività scolastica in presenza.
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La campagna vaccinale in Italia è molto avanti nel vaccinare operatori sanitari e over 80: “In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da COVID-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento“. Questo è quanto prevede il decreto legge anti Covid approvato in Cdm il 13 gennaio. “Su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata – prosegue il Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri -, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute“. Ma a chi toccherà quindi dopo medici e anziani?

Azzolina: “vaccinate i prof”


A proporre quale fetta di popolazione vaccinare dopo medici e persone anziane è la Ministra dell’Istruzione Azzolina, che il 13 gennaio, durante un question time alla Camera ha affermato che: “La scuola, lo ribadisco, è pronta e in grado di garantire ambienti controllati e con ridotte percentuali di rischio, come rilevato dai dati e dagli studi sui contagi forniti dalle autorità scientifiche. Per quanto riguarda i vaccini, è chiaro a tutti che la scuola sia un servizio pubblico essenziale. Sin dall’avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico. - E ha quindi ribadito - Auspico dunque che si proceda speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata”. Tutto ciò quindi per riportare i ragazzi tra le mura scolastiche, visto che la data fissata per il rientro in classe, l’11 gennaio, non ha visto riaprire tutte le scuole italiane ma soltanto una parte, situazione commentata sempre dalla Ministra che ha aggiunto: “Spiace che gran parte delle Regioni abbiano posticipato il rientro in classe. Tutto ciò con il rischio di causare disorientamento, precarietà, insicurezza e povertà educativa. Rinnovo, anche in questa sede, la mia disponibilità al dialogo, al confronto, con tutti gli attori istituzionali coinvolti, per il bene delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.



Vaccini e scuola: non tutti d’accordo a vaccinare subito gli insegnanti


A sostegno della Ministra Azzolina anche, come riportato da Orizzontescuola, il sindacato Anief. “L’attuale situazione di confusione, con ogni Regione che procede per la sua strada, non fa bene alla scuola – sostiene il presidente Marcello Pacifico-. I monitoraggi vanno fatti scuola per scuola e mirati alle singole situazioni. L’uniformità, da attuare con estrema urgenza, deve invece riguardare docenti, personale Ata e dirigenti scolastici: devono avere la possibilità, ovviamente su base volontaria, di vaccinarsi contro il coronavirus. Ecco perché – ha precisato il leader del sindacato autonomo – è necessario somministrare in fretta i vaccini a questi lavoratori, a partire dai 300 mila over 55, quindi più a rischio del resto della popolazione”. All’appello si unisce anche la Cisl Scuola che ribadisce la necessità di un piano vaccinale per la scuola nel documento dell’Esecutivo Nazionale: “si riconosca una corsia preferenziale per la scuola nell’ambito della campagna vaccinale in atto“, si legge.
Ma non tutti sono d’accordo, infatti a interrompere questa linea solidale con il Ministero dell’Istruzione è intervenuto il commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri: “Non è possibile al momento modificare in una sede diversa questo Piano né l’ordine di categorie previste, benché le richieste siano legittime. Al crescere delle dosi a disposizione è possibile anticipare le somministrazioni a prossime categorie”.

I piani vaccinali regionali danno precedenza ai docenti


Tuttavia la discussione in merito ai vaccini per il personale scolastico non sembra essersi fermata dopo le parole di Arcuri, infatti nel dibattito sono intervenute anche le regioni stesse, come la Regione Sardegna che ha fatto sapere la volontà di adottare un piano di vaccinazione urgente per il personale scolastico: “La scuola è il futuro, è la ricchezza più grande che abbiamo. Per questo chiederò che anche insegnanti e personale non docente siano vaccinati con urgenza. Non credo che ci saranno voci contrarie, bisogna partire subito per la sicurezza di chi sta in aula ogni giorno, professori e studenti”, ha affermato in un’intervista a La Nuova Sardegna l’assessore all’Istruzione Andrea Biancareddu. Simile anche la situazione del piano vaccinale approvato dalla Calabria che prevede la vaccinazione di insegnanti e del personale scolastico ad alta priorità nella seconda fase, compreso il personale scolastico per il quale è stato definito lo stato di fragilità. Infine notizie analoghe arrivano anche dalla Valle d’Aosta, la cui campagna vaccinale prenderà il via lunedì prossimo, 18 gennaio, rivolta al personale docente ed educativo in servizio presso le scuole della Regione, con priorità agli over 55.
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3 marzo 2021 ore 15:30

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