Chimienti, M5S: l'orientamento deve partire dalle scuole medie

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Di manliogrossi

Manifesto Skuola.net, Chimienti M5S intervista

“Sono proposte fattibilissime e molto concrete, questa è la cosa meravigliosa”. Così Silvia Chimienti, deputata del Movimento 5 Stelle, nel commentare il Manifesto della scuola, composto da ben 20 idee votate da 37mila ragazzi per una ‘Nuova scuola’, che gli studenti hanno avuto la possibilità di presentare all’interno dell’evento organizzato da Skuola.net per il lancio del libro Chi se ne frega della scuola’.

L’importanza dell’orientamento scolastico

Tra le 20 proposte, a colpire maggiormente l’onorevole Chimienti, è stata quella riguardante l’orientamento al mondo del lavoro. “Anche io ritengo che sia fondamentale soprattutto in questo momento storico - ha affermato la deputata - che si forniscano agli studenti degli strumenti per capire anche cosa li aspetta dopo la scuola”. La Chimienti spiega poi la sua idea di orientamento scolastico “con cui si faccia capire ai ragazzi la complessità del mondo di fuori e si cerchi di capire per ognuno i talenti, le inclinazioni; questo lavoro dovrebbe essere fatto dagli insegnanti durante il percorso scolastico”. Secondo la deputata è quindi essenziale e importante iniziare già dalle medie “un lavoro personalizzato su ogni ragazzo” in modo da capire quali sono i punti di forza e le inclinazioni di ogni studente e indirizzarlo verso il percorso più adatto a lui.

Sì all’abolizione del numero chiuso

L’onorevole Chimienti è poi d’accordissimo con gli studenti per quanto riguarda la proposta di abolire il numero chiuso per accedere all’università. “Noi pensiamo – commenta la deputata – che la selezione dovrebbe essere fatta durante il corso, non all’inizio perché con il sistema attuale si rischia di escludere tutta una serie di persone che magari sono molto motivate ma non hanno la fortuna di superare il test inziale”. Un pensiero che come specificato dalla Chimienti stessa, si è concretizzato in una proposta di legge a firma Francesco d’Uva, volta proprio all’abolizione del numero chiuso.

La valutazione dei prof? “Un aspetto delicato”

Nonostante l’entusiasmo per le proposte arrivate dai ragazzi - “la maggior parte è realizzabile con una formazione degli insegnanti che va migliorata e implementata sui diversi aspetti” - ci sono alcuni punti, nello specifico due, che suscitano nella Chimienti dei dubbi. Sono le uniche due che riguardano molto da vicino i docenti, una vorrebbe premiare i più meritevoli, l’altra rinnovare la figura del professore. “Sono due dei punti – commenta la Chimienti – un po’ delicati, nel senso che tutto il tema della valutazione a scuola è delicato”. L’onorevole infatti ricorda che bisogna contemperare diversi diritti: “Da un lato quello degli studenti ad avere degli insegnanti sempre motivati, aggiornati, preparati e appassionati, e dall’altra quello dei lavoratori di vedersi riconosciuti trattamenti adeguati sia a livello economico che a livello lavorativo, e psicologico”.
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18 novembre 2017 ore 09:30

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