Ministra Fedeli ‘bacchetta’ i docenti anti-alternanza: “È scuola a tutti gli effetti”

Marcello G.
Di Marcello G.
ministra valeria fedeli presentazione libro skuola.net

Da un banco di scuola a punto di riferimento per migliaia di ragazzi. Skuola.net punta in alto e, ora, arriva nei palazzi che contano, rivolgendosi direttamente alla politica, per aprire un dibattito che porti verso una ‘nuova scuola’. La sua ‘arma’ il Manifesto degli studenti, elaborato assieme a circa 37mila studenti tramite un’indagine on line.
Mesi di interviste e riflessioni che sono sfociate in una serie di proposte concrete per riformare la scuola dall’interno. L’asse portante del libro ‘Chi se ne frega della scuola’: la fotografia di quello che i ragazzi vorrebbero dal luogo in cui passano le loro giornate. Idee presentate in anteprima alla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ma che sembrano mettere d’accordo tutte le forze politiche.

Dalla teoria alla pratica: ecco la scuola a misura di studente

“Già il titolo contiene in sé gli obiettivi che ci siamo prefissati – dice Daniele Grassucci, co-founder di Skuola.netovvero chiamare a raccolta chi veramente ha a cuore le sorti dell’istruzione italiana. Docenti, studenti, personale della scuola, famiglie: nessuno è escluso. Per far uscire fuori quei talenti che mettono passione nel lavoro quotidiano. Ma soprattutto per dar voce ai ragazzi”. Gli fa eco Marco Sbardella, l’altra mente dietro Skuola.net: “Dal punto di vista dell’insegnamento teorico – dice – quello italiano è probabilmente uno dei sistemi migliori d’Europa. A mancare, però, è un approccio pratico alle cose. Per questo abbiamo ‘interrogato’ gli studenti per capire su quali tasti spingere per colmare questa lacuna”. Un’iniziativa che ottiene il placet anche della ministra dell’Istruzione: “Interessante che siano gli studenti a dire cosa va e cosa non va nella scuola”.


Alternanza scuola lavoro: momento didattico vero e proprio

La concretezza, però, almeno recentemente la scuola italiana sembra averla ritrovata. Lo conferma la stessa Ministra: “Negli ultimi 15-20 anni – sottolinea la responsabile del Miur – si è cercato di marginalizzare l’istruzione. Dimenticando che la scuola è l’oggi e il domani del Paese. Ma, negli ultimi tre anni, gli investimenti sono di nuovo tornati a concentrarsi anche su questo settore”. Una delle innovazioni didattiche di maggior rilievo, secondo la Ministra, è aver dato finalmente pieno sviluppo all’alternanza scuola lavoro. Uno strumento che, ricorda la Fedeli, “non è un lavoro (come ad esempio l’apprendistato) ma un momento didattico vero e proprio”. Anche se, a volte, la scuola sembra dimenticarlo (proprio su questo punto si concentra gran parte del malcontento dei ragazzi): “C’è un parte dei docenti che considera l’alternanza una cosa estranea alla scuola e alla formazione. È un errore – continua la Ministra - quando vai a fare alternanza stai esattamente imparando e formandoti”.

Gli strumenti in arrivo per potenziare l’alternanza

Certo ci sono ancora molte cose da migliorare, il meccanismo va ben oliato. Ma in partenza ci sono degli strumenti che potrebbero essere utili alla causa. Una priorità assoluta per il Miur: “c’è bisogno di qualificare e monitorare i progetti – dice la Fedeli – e ci stiamo attrezzando per farlo”. Con la Carta dei diritti e doveri, con i corsi online gratuiti sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, con l’accordo con il ministero del lavoro per avere mille tutor sul territorio (“che non si sostituiscono a quelli delle scuole ma che devono coordinare il rapporto tra scuole e aziende, per favorire la qualità”), con la piattaforma del Miur dedicata all’alternanza (in cui si racconteranno le storie positive di alternanza) e in cui ci sarà un tastino rosso (“che potranno usare i rappresentanti degli studenti per segnalare disfunzioni nel sistema”) per poter intervenire in tempo reale”.



Il tirocinio in azienda diventerà protagonista delle maturità

Anche perché l’alternanza è qualcosa di centrale: abbatte il problema storico dell’orientamento, fa capire come si lavora, come ci si rapporta con gli altri, quali sono i propri talenti. E, tra poco, lo sarà ancora di più: “Dall’anno scolastico 2018/2109 entrerà anche negli Esami di Stato, per questo già da oggi deve essere un’esperienza effettivamente formativa. A dicembre - annuncia la Ministra - ci saranno gli stati generali dell’alternanza proprio per fare chiarezza su strumenti e finalità. Per chiamare a responsabilità pubblica tutti i rappresentanti dei soggetti coinvolti (scuola, imprese, istituzioni). Non possiamo fallire. Altrimenti si torna indietro”.

Scuola digitale, bullismo, cyberbullismo, affettività: tante le sfide da raccogliere

Ma le proposte avanzate dai ragazzi sono tante, ben 20. Tra queste una delle più ‘sentite’ è sicuramente quella che chiede un maggior livello di digitalizzazione delle scuole. Per la Ministra, attraverso la tecnologia “si possono attivare nuovi percorsi didattici, allenandosi alla conoscenza trasversale”. La lotta al bullismo e al cyberbullismo, invece, è una vera e propria urgenza: “La nuova legge (approvata a maggio dal Parlamento e da quest’anno scolastico pienamente operativa) – ricorda Fedeli – ci deve rendere orgogliosi. Avere punti di riferimento nelle scuole per aiutare i ragazzi in difficoltà è di vitale importanza”. Un discorso a cui si lega anche quello sull’educazione all’affettività: “È in atto una preoccupante stereotipizzazione della sessualità maschile e femminile e del rapporto trai due sessi che non fa bene – dice la Ministra – A scuola si può dare consapevolezza, per distinguere tra contenuti utili e contenuti distorsivi. È una delle principali responsabilità della scuola ma anche degli adulti. L’alfabetizzazione all’uso dei contenuti del digitale, ad esempio, può migliorare le cose. Prima di insegnare bisogna dare il buon esempio.

Il Manifesto degli studenti: 20 punti per disegnare la scuola del futuro

E, ancora: edilizia scolastica (“sono 9 i miliardi investiti per mettere in sicurezza gli edifici ma anche per avvicinare gli ambienti ai metodi didattici più innovativi”), educazione alla cittadinanza attiva (“ripartire dalla lettura dell’art.3 della Costituzione: il primo contrasto alla violenza, non solo di genere, sta nel saper accettare le differenze”), valutazione dei professori (“non è facile da introdurre ma l’ascolto del parere degli studenti potrebbe portare a rivitalizzare gli organismi di raccordo”), viaggi sicuri (“necessario un lavoro più stringente”), educazione civica e stradale (“già introdotto dal PON 830 milioni per sviluppare progetti”), rapporto più stretto tra formazione e mondo del lavoro (“gli ITS possono essere un punto d’incontro, il luogo per sviluppare le competenze che servono oggi al mondo del lavoro. Anche le lauree, però, devono essere costruite per essere qualificanti”).



Ecco la ‘Nuova Scuola’: l’accordo c’è, ora bisogna mettersi al lavoro

Tanta carne al fuoco su cui, da oggi, tutte le forze politiche dovranno confrontarsi. Sembra che sulla maggior parte di questa piattaforma programmatica ci sia accordo, come hanno sottolineato gli interventi dei referenti della scuola di Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, presenti all’evento. Anche se con modalità e tempistiche differenti. In ogni caso, ora, tocca a loro fare un passo verso gli studenti. Sarebbe un peccato non ascoltare le richieste dei veri protagonisti della scuola. Anzi, sarebbe un’occasione persa.


Marcello Gelardini
Skuola | TV
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