Scuola: le richieste dei prof al nuovo ministro

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Richieste dei docenti ministro

Tra il 9 e l’11 settembre, ben 4.500 insegnanti hanno risposto alla petizione lanciata dalla Tecnica della Scuola intitolata ‘Dillo al Ministro Fioramonti’, con lo scopo di inviare al ministro quelle richieste che necessitano di un’attuazione urgente nel mondo della scuola.
Le migliaia di proposte, raccolte anche tramite canali social della Tecnica della Scuola, come Facebook e Instagram, sono state attentamente vagliate dalla redazione della medesima testata giornalistica che ha raccolto quelle maggioritarie con l’intenzione di inviarle al ministro come possibili suggerimenti di proposte di riforma nel suo mandato.

1. Immissioni di ruolo

La prima proposta riguarda l’immissione in ruolo di non solo di coloro che pur avendo vinto i precedenti concorsi, rispettivamente nel 2016 e nel 2018, rimangono tuttavia parcheggiati nelle graduatorie, ma anche dei precari storici che da anni affollano le Graduatorie ad Esaurimento (GaE).

2. Emanazione di Pas, concorsi ordinari e straordinari

Un altro nodo caldo che interessa migliaia di docenti precari, è sicuramente quello relativo alla mancata approvazione del decreto sulla fase transitoria di reclutamento, approvato il 6 agosto ma poi decaduto in seguito alla successiva caduta del Governo.
Al ministro attuale quindi si chiede di riprendere in mano quel decreto e di bandire un concorso straordinario per i precari della scuola secondaria con 36 mesi di servizio e un altro concorso straordinario bis per i diplomati magistrale con un anno di servizio, nonché l’attivazione dei Percorsi Abilitanti Speciali (PAS).

3. Ritorno a casa per i fuori sede

I docenti che nel 2016 sono stati coinvolti nel piano assunzioni della Buona Scuola e che quindi, pur di essere immessi in ruolo, hanno accettato di trasferirsi in una provincia diversa da quella di appartenenza, rivendicano l’approvazione di un piano di mobilità straordinaria che dia loro la gusta possibilità di trasferimenti nelle province di residenza.

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4. Aumento degli stipendi

La questione economica è sicuramente tra i temi più discussi in questi giorni. Gli stipendi percepiti dai docenti e dal personale ATA infatti sono risultati essere fra i più bassi d’Europa.
Mentre i docenti ricevono una retribuzione media inferiore ai 30mila euro annui (superiore solo alla Grecia e ai Paesi dell’Est), il personale amministrativo raggiunge i 23mila euro annui, molto al di sotto della media salariale degli altri dipendenti pubblici.

5. No alle classi pollaio

Il sovraffollamento delle classi è un problema che ogni anno torna ad affacciarsi. La situazione nelle cosiddette ‘classi-pollaio’ appare infatti ogni giorno più precaria e rende molto difficile non solo il lavoro dei docenti ma anche l'apprendimento della classe che rischia di essere labile e dispersivo.
Per questo si chiede un ridimensionamento nel numero dei ragazzi per classe. A tal proposito viene sollecitata l'approvazionedi un disegno di legge da parte del M5S, proposto ma ancora in attesa di essere approvato, che imporrebbe il limite di 22 studenti per classe o 20 nel caso in cui fossero presenti disabili.


6. Che fine fanno i diplomati magistrale?

Le ultime sentenze del Consiglio di Stato rappresentano un motivo di forte preoccupazione per tutti i maestri diplomati nelle scuole magistrali prima del 2002, che rischiano di essere estromessi dalle graduatorie ad esaurimento e di essere licenziati anche nel bel mezzo dell’anno scolastico in corso.
Per questo chiedono la riapertura delle GaE e l'emanazione di un concorso straordinario bis, inserito nello scorso governo nel decreto ‘salva-precari’.

7. Abolizione del bonus merito

La legge 107 ideata dalla Buona Scuola aveva stabilito un bonus tradotto in compenso economico per i docenti più meritevoli che, a detta della maggior parte dei docenti, nella realtà è invece soltanto uno strumento che crea dissidi e fratture fra il personale docente e i presidi. Non sembra infatti che il bonus venga assegnato in base a principi realmente meritocratici quanto piuttosto ad un’intesa fra docenti e la dirigenza scolastica, estranea quindi a tutto ciò che attiene alla professionalità lavorativa. Per questo, se ne chiede l’abolizione.

8. Riapertura della graduatoria di III fascia

Tra coloro che hanno risposto al sondaggio della Tecnica della Scuola, ci sono molti neolaureati in possesso dei 24 CFU che vorrebbero fare esperienza come supplenti in attesa del bando di concorso. Per farlo quindi, chiedono la riapertura delle Graduatorie di Istituto.

9. Aumento dei posti di sostegno

Vista l’emergenza del reclutamento dei docenti di sostegno, soprattutto al Nord, si richiede l’aumento delle assunzioni in ruolo, non solo per coprire le cattedre ma anche per garantire una continuità didattica agli studenti.

10. Interventi sull’edilizia scolastica

La precarietà degli edifici scolastici, spesso sprovvisti di servizi e privi di manutenzione e assistenza, è ormai un fatto comunemente noto. Oltre al problema della sicurezza, carente in molti edifici scolastici, viene lamentata anche l’assenza o la totale inefficienza delle reti internet assegnate alle scuole, oltre che delle relative attrezzature informatiche necessarie tanto agli studenti quanto ai docenti per svolgere il proprio lavoro.
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