Imma Ferzola
Autore
Ministro Valditara
Fonte: Il Fatto Quotidiano


Dopo la tragedia di Paolo, il 14enne che si è tolto la vita in provincia di Latina, la vicenda scuote le istituzioni e riaccende il dibattito sulla responsabilità delle scuole. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha telefonato al padre del ragazzo, esprimendo solidarietà e vicinanza.

Intanto, partono le ispezioni negli istituti frequentati dal giovane, mentre la scuola superiore, dove Paolo stava per iniziare il secondo anno, respinge le accuse di negligenza.

Indice

  1. La difesa dell’istituto tecnico
  2. Le parole del ministro Valditara
  3. Indagini in corso e verifiche sui compagni

La difesa dell’istituto tecnico

La scuola superiore frequentata da Paolo si dice “sconvolta” per quanto accaduto e respinge le critiche avanzate dalla famiglia del ragazzo. La dirigente scolastica ha dichiarato che “nessuna segnalazione” è mai arrivata dai genitori e che la psicologa dello sportello di ascolto attivo, presso cui Paolo si recava con regolarità, non ha mai evidenziato situazioni tali da far scattare un protocollo d’emergenza. Al funerale del ragazzo, ha aggiunto la preside, erano presenti “l’intera classe e tutta la scuola”.

La preside definisce “profondamente ingiusto” il racconto della famiglia e afferma, come riporta 'Ansa.it', che “illazioni su docenti indifferenti o addirittura conniventi non trovano corrispondenza da nessuna parte”. La classe di Paolo viene descritta come “caotica”, ma secondo la dirigente non si trattava di una situazione riconducibile al bullismo.

Le parole del ministro Valditara

Valditara ha ricordato: "con una legge abbiamo previsto l'obbligo dei dirigenti scolastici, nel caso di atti di bullismo, di chiamare i genitori dei ragazzi coinvolti come autori dei fatti e di attivare le attività educative necessarie. Nei casi più gravi di reiterazione è prevista anche la denuncia alle autorità preposte".

Il Ministro ha quindi comunicato che verrà accertato se le disposizioni previste dalla normativa siano state applicate correttamente nel caso specifico.

Indagini in corso e verifiche sui compagni

La Procura dei minori, intanto, ha aperto un’indagine sulla morte del giovane. Il sospetto è che Paolo possa essere stato spinto al suicidio da comportamenti vessatori. Le verifiche riguardano anche i compagni di scuola e l’eventuale presenza di messaggi o contenuti riconducibili a episodi di bullismo.

I Carabinieri stanno acquisendo informazioni su come l’istituto abbia gestito la situazione: se ci siano state segnalazioni ufficiali da parte della famiglia, se queste siano state protocollate e se sia stato attivato l’iter previsto per contrastare il bullismo. Sotto esame anche l’eventuale coinvolgimento dei servizi sociali e l’accesso al supporto psicologico.

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