Educazione civica, Azzolina: ci sarà anche l'educazione digitale

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
azzolina media education

Si è tenuto ieri presso la Nuova Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati il convegno “Media Education: più consapevolezza, più opportunità, più futuro”, giornata di approfondimento fortemente voluta e promossa dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
È sempre più forte l’attenzione delle istituzioni e della politica alla media education, ovvero alla formazione delle capacità di utilizzare i mezzi di comunicazione di massa, attività educativa a volte scontata e che spesso confusa con l’educazione con i media, quella “didattica tecnologia” che si avvale semplicemente dei mezzi di comunicazione in prospettiva strumentale.
Essere propensi all’uso della tecnologia non significa possedere il senso critico e la giusta prudenza per sfruttare al meglio le sue potenzialità ed evitare i pericoli.

L’evento, moderato da Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, ha accolto gli interventi di esperti del mondo della scuola e dell’università, dell’associazionismo e del settore privato. Tra i relatori il professor Marco Gui, Università di Milano Bicocca, la professoressa Gianna Cappello, Università di Palermo, il professor Pier Cesare Rivoltella, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Rosy Russo, Presidente dell’associazione ‘Parole Ostili’. Nella sessione pomeridiana si sono alternati gli interventi di Maria Palermo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione, di Salvatore Giuliano, Dirigente scolastico dell’Istituto Majorana di Brindisi ed ex Sottosegretario all’Istruzione, di Angelo Mazzetti, Public Policy Manager Facebook e di Annalisa D’Errico, comunicatrice e autrice del libro ‘Figli virtuali’.

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  • Educazione civica: nelle linee guida anche la Media Education

    Nel corso del suo intervento la Ministra ha più volte ribadito che investire sull’educazione digitale vuol dire educare alla cittadinanza consapevole. “Saper usare bene uno smartphone e gli altri strumenti tecnologici, in tutte le loro potenzialità, orientarsi in modo corretto durante la navigazione in Rete, esprimersi con il linguaggio giusto che la Rete richiede è diventato indispensabile per ogni ragazzo. Questo per poter avere relazioni sane con i propri coetanei, con ciò che li circonda. Ma anche in un’ottica di opportunità per lo studio e per il lavoro”. Da qui la volontà di scrivere le Linee Guida per l’Educazione civica con un chiaro riferimento alla Media Education, oltre a Legalità e costituzione ed Educazione dalla sostenibilità (agenda 2030).

    Per la ministra, tema di cruciale attualità, che riguarda tutti i cittadini e che tocca un principio cardine delle nostre società democratiche, è sicuramente il diritto a una corretta informazione. In un mondo in continua corsa, le informazioni circolano rapide e spesso è difficile arginare l’avanzata di quelle che sono le fake news: notizie false capaci di danneggiare gravemente privati e aziende, influenzare l’opinione pubblica su temi importanti come la salute e la sicurezza, condizionare la politica, distruggere la reputazione di figure pubbliche e non solo.
    La politica non dà il buon esempio “perché alimentando gli egoismi, l’individualismo si guadagnano voti”. A farne le spese è la collettività e quando si perde il senso di comunità, si mette a rischio la convivenza civile. “Anche il bullismo e il cyberbullismo sono frutti amari che derivano da questo stato di cose”.


    Azzolina: “Bisogna lavorare per contrastare il linguaggio d’odio”

    Un’attenzione particolare è stata dedicata al linguaggio dell’odio, contro il quale è sempre più necessario battersi per favorire la diffusione della cultura del rispetto, a partire dai più giovani. Per la ministra, infatti, bisogna “lavorare affinché nei più giovani nasca l’urgenza di mettere un freno alle volgarità e alla brutalità che stanno caratterizzando il vissuto sociale nei contesti digitali”. Per questo si devono stringere nuove alleanze o rafforzare quelle già in campo con le realtà che stanno lavorando su questi temi, come ad esempio Parole Ostili. In Parlamento, inoltre, si sta approvando una legge sul bullismo e cyberbullismo per rafforzare il sistema di prevenzione, per cercare di arginare questi fenomeni, ormai sempre più diffusi, con un occhio di riguardo per chi ne è vittima.

    Dalla consapevolezza al successo: come sfruttare le opportunità della rete

    Durante la giornata di formazione la ministra ha rinnovato la volontà del Ministero nel rilanciare i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale. Già nel decreto scuola si parla della formazione in relazione alla programmazione informatica e presto insieme alla Vice Ministra Anna Ascani si creerà un gruppo di docenti esperti sull’innovazione didattica. L’impegno del Miur è quindi duplice: se da una parte si impegna a fornire agli studenti le competenze digitali per utilizzare in modo corretto il web, comprese le nozioni di base del coding, dall’altra è consapevole che sia indispensabile anche la modernizzazione in chiave digitale degli istituti scolastici, fornendo alle scuole le tecnologie per connettersi alla rete e strumenti didattici moderni.
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