Brutti voti in pagella: è giusto prendersela coi professori?

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
bad teacher

Trovare dei brutti voti in pagella al primo quadrimestre crea uno sconforto generale in molti studenti, pronti a demoralizzarsi presto e a non affrontare la situazione. Se stai leggendo questo articolo forse anche tu avrai spiacevolmente trovato un voto più basso di quello che ti aspettavi e sai perfettamente che ai tuoi genitori questo non piacerà.
Dei consigli per migliorare? Non serve cercare giustificazioni dando la colpa ai professori o a qualche problema della didattica della scuola italiana, basta solo comprendere i propri sbagli e prendere in mano la situazione!

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Le valutazioni dei professori sono davvero imparziali?

Il momento della valutazione per ogni insegnante è sicuramente un momento complesso che richiede ponderatezza, prudenza e oggettività. Ogni insegnante deve dunque costruire un repertorio di strumenti e metodologie di valutazione nel corso dei mesi: non si può decidere se uno studente possiede o meno una competenza sulla base di una sola prestazione, ma dopo un insieme di sue manifestazioni o prestazioni raccolte nel tempo.
Molti studenti, però, credono che alla base di un voto ingiusto dipenda da una certa antipatia o da un malumore passeggero di chi sta in cattedra. E' davvero così? Naturalmente no, sul giudizio di un docente non deve assolutamente gravare alcuna forma di preconcetto!


Come funzionano i voti scolastici

Il Ministero dell’Istruzione ha ideato un regolamento di valutazione suddiviso per diversi gradi di istruzione nel quale vengono definite le linee guida per l’assegnazione dei voti scolastici. Si parla, però, delle considerazioni da fare prima di una valutazione nel Patto educativo di corresponsabilità. In questo documento, infatti, si legge che il 3 deve essere considerato come valutazione minima e il 10 come quella massima, in ogni prova di verifica scritta o orale. Il voto, inoltre, è “solo una delle componenti della valutazione dell’alunno, per cui si devono prendere in considerazione altri elementi quali il contesto emotivo del ragazzo, l’andamento durante tutto l’anno scolastico, l’analisi dei momenti di calo e di progresso, la situazione scolastica nel suo complesso”.
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