Bocciati l'anno del Covid, studenti fanno ricorso

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
bocciati covid-19

Molto si è discusso in merito alla didattica a distanza, metodo che ha dovuto obbligatoriamente soppiantare le lezioni frontali a causa dell’emergenza sanitaria tutt’ora in atto nel nostro Paese. Se ne è parlato parecchio soprattutto in periodo di chiusura dell’anno scolastico 2019/2020, con dubbi sull’effettiva validità di voti, bocciature e promozioni.
Infatti, se all’inizio sembrava che il Ministero dell’Istruzione avrebbe voluto promuovere tutti gli studenti in corso lo scorso anno scolastico, proprio dal Dicastero di Viale Trastevere sono arrivate nel corso dei mesi delle precisazioni in merito, che hanno di fatto reintrodotto la bocciatura per i ragazzi. Ma non tutti sono d’accordo con le decisioni prese dagli istituti scolastici: in Calabria sono infatti spuntati i primi ricorsi post bocciatura nell’anno del Covid-19.

Bocciatura al tempo del Covid: possibile o no?

La didattica a distanza ha preso il via in Italia a partire da metà febbraio 2020, e nonostante l’anno scolastico 2019/2020 sia ormai concluso, i ragazzi e i loro insegnanti non hanno ancora avuto l’opportunità di tornare tra i banchi di scuola. Infatti a causa del Covid, le scuole sono rimaste serrate e quindi è con la didattica a distanza che la scuola ha finito quest’anno scolastico prima della pausa estiva. Come già accennato, questa situazione ha fatto emergere non poche perplessità legate alla validità dell’intero anno scolastico e delle valutazioni annotate in quarantena. Tuttavia, il Ministero dell’Istruzione aveva assicurato che ci sarebbe stata più comprensione per tutti gli studenti che fossero rimasti indietro durante la quarantena e che i docenti avrebbero dovuto dare loro la possibilità di recuperare a settembre, senza quindi sospendere il giudizio, ma promuovendo e affidando il compito alla classe successiva di mettere in pari gli alunni sulle nozioni non apprese nel corso della seconda metà dell’anno scolastico: un promossi tutti, quindi? Ebbene no, infatti sono arrivate anche le bocciature: ma come mai? Scopriamolo.


Bocciati in quarantena durante il Covid fanno ricorso

Dopo la quarantena ci sono state anche delle bocciature: ma come l'hanno presa gli studenti e i loro genitori? Non benissimo, soprattutto in Calabria, dove i ricorsi presentati contro le bocciature di alunni di scuole di istruzione di secondo grado sono stati moltissimi. I docenti davanti a queste accuse non hanno perso l'occasione per entrare nel merito della questione e per rispondere ai ragazzi e ai loro genitori: “Abbiamo bocciato alunni - spiega un professore al portale OrizzonteScuola - che non si sono quasi mai presentati a scuola nel primo quadrimestre e che durante la pandemia si sono fatti vedere solo nell’ultima settimana di lezione, a giugno, pretendendo di essere interrogati. Ovviamente li abbiamo accolti con interesse e anche con piacere. Purtroppo non erano preparati, anzi non hanno aperto bocca, pretendendo di avere un voto positivo”.
Dunque, sulla base di queste motivazioni, la bocciatura sembra essere lecita, in quanto la normativa sulla valutazione, emanata dal Ministero dell'Istruzione in seguito ai decreti sull’emergenza sanitaria, ammetteva chiaramente la possibilità di bocciatura solo in presenza di due condizioni: la sparuta presenza a scuola dell’alunno (anche durante il primo quadrimestre) e la mancanza di voti.
Tuttavia spetterà ai rispettivi legali valutare la presenza o meno di violazione della normativa da parte dei consigli di classe e, successivamente, ai giudici, nel caso si sia deciso di adire la via giudiziaria.
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1 settembre 2020 ore 11:00

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