Scuola troppo cara? La paga l'azienda

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Le spese per andare a scuola aumentano? Ci pensa l’azienda. Alcune di loro infatti per aiutare le famiglie hanno ideato dei piani economici di sostegno, come riporta un articolo di Linkiesta. Secondo il Codacons, anche quest’anno libri e materiale scolastico avranno un impatto non di poco conto sui bilanci delle famiglie, con un costo di 1.100 euro per alunno. Oltre a zaini, cartelle, quaderni e penne, il peso maggiore è la spesa per i libri di testo, da un minimo di 300 euro a un massimo di 600 euro per studente. Il caro libri è la spesa maggiore a cui vanno incontro le famiglie, di cui noi di Skuola abbiamo anche parlato più di una volta. E per chi ha figli iscritti all’università, il costo delle tasse è un salasso sulle casse familiari.

Contro il caro libri c'è il digitale

SOSTEGNO ECONOMICO: TROPPO BASSO - «Un’aiuto può arrivare dall’impresa», dicono da Eudaimon, società che propone pacchetti di servizi di conciliazione vita-lavoro alle aziende. Se le politiche a sostegno della famiglia nel nostro Paese rappresentano ancora l’1,6% del Pil contro il 2,3% della media Ocse e le buste paga si assottigliano, per i più fortunati a sostenere lo studio e l’inserimento lavorativo dei figli contribuisce anche il datore di lavoro. È il secondo welfare, che offre dal rimborso delle spese scolastiche ai corsi di inglese, fino alle agevolazioni per gli asili nido.

LE AZIENDE AIUTANO A STUDIARE - Alla Michelin, ad esempio, è partito quest’anno il servizio di prestito per l’acquisto dei libri scolastici. L’azienda presta un somma, il dipendente la restituisce in rate. La stessa azienda offre anche borse di studio ai figli dei dipendenti che dopo il diploma si iscrivono all’università, con somme che variano in base al voto di maturità, da 350 a 600 euro. Tra le aziende “virtuose” c’è anche Edison con un servizio di rimborso delle spese scolastiche, dalle rette all’acquisto dei libri. I dipendenti si sono ritrovati direttamente la somma in busta paga, ed arrivano a risparmiare in media fino a 150 euro. Anche la multinazionale tedesca della chimica Basf ha firmato da poco un accordo con i sindacati in cui viene riconosciuto ai dipendenti della sede di Bologna un assegno per coprire le spese dei libri, dai 300 euro per chi ha figli all’università ai 100 per chi ha figli iscritti alle medie. Stessa cosa fa da qualche anno Luxottica, con il rimborso ai dipendenti della spesa sostenuta per l’acquisto dei libri di testo previsti dal programma scolastico e per gli esami universitari, e un pacchetto di borse di studio da assegnare in base al merito. A Mediaset, invece, lo scorso anno è stato sperimentato un servizio di orientamento al lavoro per i figli neodiplomati dei dipendenti. «Abbiamo organizzato una giornata in cui si spiegava ai ragazzi come scrivere un curriculum o come prepararsi per un colloquio»

NON SOLO SOLDI, ANCHE CORSI DI LINGUA - Ma ci sono anche le aziende che offrono corsi di lingua convenzionati, contributi per vacanze studio all’estero e campus estivi. Ermenegildo Zegna, ad esempio, propone un campus dedicato ai figli dei dipendenti in modo da favorire la conciliazione vita-lavoro dei genitori. I corsi di formazione e di lingua sono proposti invece da diverse aziende sia online, sia sotto forma di“classi aziendali”. Ma c’è anche chi pensa ai genitori: tra le opzioni proposte da Eudaimon ci sono i “corsi di genitorialità” con il supporto di professionisti, rivolti ai neogenitori o a chi ha figli alle prese con l’adolescenza.

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