Le Rosey, è in Svizzera la scuola più cara del mondo. Ecco perché costa così tanto

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Di redazione

Le Rosey, è in Svizzera la scuola più cara del mondo. Ecco perché costa così tanto

Qualcuno si lamenta per i costi troppo alti dell'istruzione in Italia. Forse perché non sanno che a pochi passi dal nostro Paese c'è la scuola più cara del mondo. Si chiama Le Rosey ed è l’istituto privato più costoso che si possa trovare sul Pianeta. Questa scuola, infatti, si trova in Svizzera, sulle sponde del Lago di Ginevra. E, visto l'ammontare della retta, è destinato solo a veri paperoni o a personaggi influenti della finanza e della politica. Per questo uno degli slogan de Le Rosey è: riservato ai ragazzi che “comanderanno il futuro”. Non è un caso, quindi, che nei suoi corridoi siano passati nobili, figli di miliardari, di ambasciatori, di capi di Stato. E naturalmente alcune delle persone più ricche e importanti del XIX e XX secolo. La retta scolastica annuale? È di ben 101 mila euro all’anno.

La giornata tipo degli studenti

L’istituto, costruito nel 1880, oggi ospita 360 ragazzi, metà maschi e metà femmine, dai 7 ai 18 anni. Gli studenti frequentano le normali attività didattiche dal lunedì al venerdì - otto lezioni da tre quarti d’ora ciascuna, dalle 7 alle 16 - a cui si aggiungono due ore di attività extra scolastiche di tutti i tipi (sport, passatempo, corsi di vario genere). Gli alunni, inoltre, alloggiano in camere tutte uguali, ognuna dotata di una scrivania, un comodino ed un letto personale; le lenzuola e i vestiti per la notte sono gli stessi per tutti e vengono cambiati due volte a settimana.

Due diverse sedi, a seconda della stagione: una in città, l'altra in montagna

Ma la particolarità di Le Rosey è che ha una sede itinerante. In autunno e in primavera, infatti, gli studenti alloggiano nel campus di Rolle, dove possono praticare un numero enorme di attività sportive e artistiche, in uno spazio di ben 28 ettari di terreno. Tra gli sport in elenco ci sono tennis, calcio, rugby, teatro, corsa, palestra, piscina, equitazione, tiro con l’arco e tiro a segno. Nel periodo invernale, però - tra Gennaio e Marzo - tutti gli studenti si trasferiscono nel campus di Gstaad, rinomata e prestigiosa località di montagna dove, appunto, al posto degli sport elencati ci si può dedicare alle attività tipicamente 'da neve', sci su tutte.

La libertà fuori dall'istituto nel periodo invernale spaventa i genitori

Ma questo non significa che Le Rosey sia un'isola felice. Tutt'altro. Ad esempio, una delle cose che preoccupa di più i genitori è proprio il periodo invernale. Infatti, Gstaad è una città piena di discoteche e bar notturni, cosicché gli studenti dell’istituto sono invogliati a uscire (solo durante il weekend però è concesso farlo). Non c’è da meravigliarsi, quindi, se molti alzano il gomito o assumono droghe, più o meno leggere. Bere alcool è vietato all’interno dell’istituto, così quando i ragazzi escono tendono a sbizzarrirsi. Per arginare il problema, la direzione della scuola ha così deciso di fare il test del palloncino a quegli studenti che rientrano particolarmente alticci o su di giri. Talvolta, viene fatto loro anche quello delle urine. Ma c'è anche un altro pericolo: gli alunni maggiorenni, spesso e volentieri, sfrecciano per le strade svizzere con i loro bolidi da centinaia di migliaia di euro, in condizioni tutt'altro che sicure.

Il multiculturalismo dell'istituto

Questa scuola, negli anni, si è distinta soprattutto per la varietà culturale degli studenti e con il passare del tempo molte nazionalità diverse si sono avvicendate; negli anni ’50 e ’60, era presente un altissimo numero di italiani, greci e americani, negli anni ’70 invece era molto alto il numero di iraniani e arabi, negli anni’80 fu la volta di giapponesi e coreani e, nell'ultimo decennio del secolo scorso, crebbe vertiginosamente il numero di studenti russi. Questo fu l’ultimo periodo che il numero di persone provenienti da una nazione fu molto superiore a quello degli altri. Gli studenti russi tendevano infatti ad abusare della libertà serale. Non solo, la fisicità dei ragazzi russi, più prestanti dei propri colleghi, portò a non pochi episodi di bullismo nei confronti di gente proveniente da altri paesi. La dirigenza fu perciò obbligata a prendere delle decisioni: non fu più possibile, infatti, fare sì che il numero di studenti provenienti da una determinata nazione fosse superiore del 10% al numero di studenti totali.

Le altre scuole a misura di Paperone

L'istituto Le Rosey ovviamente non è l'unico che possono permettersi solo persone con il conto il banca a sei zeri. La Svizzera è la patria di questo tipo di scuole. C'è ad esempio l'Aiglon College (il secondo più costoso) che a differenza del Le Rosey ha una sola sede (che si trova in montagna, in mezzo alla neve). Ma il paese elvetico è rappresentato da ben 7 istituti tra i primi dieci della classifica. Oltre a Le Rosey e Aiglon ci sono: il Collège Alpin International Beau Soleil; il Collège du Léman International School; la Leysin American School; The American school in Switzerland; il Brillantmont. Mentre, al di fuori della Svizzera, troviamo l'Institut auf dem Rosenberg in Norvegia, che come gli altri hanno ospitato alcune persone che hanno ricoperto alte cariche politiche. C'è, poi, un altro college che non ha una sede fissa: la Think Global "Travelling High School", fondata solo sette anni fa, che come nota particolare ha il fatto di avere un professore ogni tre studenti e la percentuale di alunni che poi entrano nelle migliori università del mondo (è del 100%). Chiude la top ten l'istituto inglese di Hurtwood House si trova in una mansione 'edoardiana' di 80 ettari ed è specializzata in attività creative e artistiche.
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