Alternanza al liceo, parlano i ragazzi: così lo stage è di qualità

Marcello G.
Di Marcello G.

alternanza al liceo esempi positivi

Sono i portabandiera dell’alternanza scuola lavoro di qualità. La dimostrazione concreta che, anche al liceo, si possono svolgere tirocini dall’elevato valore formativo. Anche se non seguono le regole classiche dello stage in azienda. Le tredici scuole protagoniste del convegno "Alternanza scuola-lavoro nei licei. Missione possibile" - organizzato dal Miur e in cui si è fatto il punto sull’alternanza degli indirizzi liceali - sono l’esempio di come, anche in queste scuole, la riforma sta iniziando a dare i suoi buoni frutti. Poca teoria e tanta pratica. Per entrare a piccoli passi nel mondo del lavoro. Basta ascoltare le loro storie per capirlo.

Anche i licei sono pieni di esempi di alternanza positiva

C’è ad esempio il liceo scientifico Farnesina di Roma che, attraverso il sistema delle simulazioni Onu, ha mostrato come persino la cosiddetta alternanza ‘simulata’ può essere altamente formativa. Dando anche l’opportunità di viaggiare per il mondo. Lo spunto da cui è nata una rete di scuole che coinvolge 11 istituti romani nell’organizzazione di corsi – teorici e privati - per gli alternanti. Al liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino, invece, si è scelto di valorizzare le eccellenze del territorio. Assieme a quasi 300 alunni, di dodici licei torinesi, ci si è immersi nel mondo del restauro e della tutela dei beni culturali; andando materialmente ‘a bottega’, con gli studenti protagonisti del lavoro. Scegliendo come scenario la Reggia di Venaria Reale.

Tecnologia protagonista di molti progetti

Al liceo scientifico Galilei di Catania la tecnologia è stata messa al servizio dei diversamente abili, in un progetto che ha visto collaborare assieme studenti e ragazzi ipovedenti. Mentre il liceo scientifico Convitto Vittorio Emanuele di Roma ha incontrato l’università e le imprese per capire i meccanismi del lavoro in contesti internazionali. Il liceo classico Giacomo Leopardi di Lecco ha sviluppato il prototipo di un ‘villaggio formativo’ che fosse una sorta di ponte tra la scuola e il lavoro. Il liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli, invece, ha puntato tutto sull’innovazione, spronando i ragazzi ad approfondire i concetti della fisica per applicarli al mondo dell’arte, per creare opere multimediali.

La tutela del patrimonio culturale ottimo punto di partenza

Arte che è la grande protagonista di tantissimi progetti di alternanza messi in piedi proprio dai licei. In particolare dagli Istituti statali d’istruzione superiore (che accorpano vari indirizzi di studio). Al Tommaso Campanella di Lamezia, gli studenti si sono immersi nel patrimonio culturale del proprio territorio. All’Ernesto Pascal di Pompei i ragazzi hanno fatto rivivere gli scavi archeologici della città con modelli virtuali, guide interattive e storytelling digitali. A Firenze, gli alunni del Giuseppe Peano, si sono formati all’interno del museo degli Uffizi e nello storico teatro La Pergola. Al Galilei-Ferrari di Torino una stampante 3D ha fatto rinascere il tempio di Hera Lacinia. Mentre al Filippo Pacini di Pistoia, gli alternanti si sono calati nei panni di ambasciatori della cittadina toscana.

Licei sportivi: un’alternanza ‘alternativa’

Anche le nuove forme di liceo, però, hanno voluto essere della partita. Il liceo delle scienze applicate Nitti di Napoli, ad esempio, ha dimostrato come il gioco del Rugby possa essere uno strumento di formazione ma anche di educazione per le nuove generazioni. E il liceo sportivo Galletti-Marconi di Domodossola ha portato avanti la costruzione di un modello didattico alternativo che mostrasse i benefici dello sport (non solo fisici) nella vita di tutti i giorni; per comunicarlo è stata scelta la forma del racconto giornalistico. Tutti spunti da cui partire per far sì che l’alternanza scuola lavoro diventi definitivamente protagonista anche all’interno dei licei. Una scommessa? No, una missione possibile.


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24 gennaio 2018 ore 16:30

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