Video appunto: Rita Levi-Montalcini


All’interno di questo appunto è possibile trovare una descrizione ed un’analisi riguardo la biografia, il ruolo scientifico e pubblico e molto altro, in punti, riguardo Rita Levi–Montalcini. Viene ricordata la sua grande attività di medico, il grande ruolo pubblico che ha rivestito nel campo medico e le sue scoperte, il suo ruolo pubblico mondiale, la sua visione religiosa, inoltre viene anche fatto un piccolo approfondimento sul rapporto che Rita Levi-Montalcini ha avuto con i giovani, a cui è stata in grado di rivolgersi con la sua grande personalità.


Indice:
Biografia di Rita Levi-Montalcini
Morte di Rita Levi-Montalcini
Ruolo nel mondo della scienza come donna e scienziata
Il suo ruolo pubblico
La visione religiosa
Rita Levi-Montalcini e il suo rapporto con i giovani

Biografia di Rita Levi-Montalcini



Ecco le informazioni biografiche di Rita Levi-Montalcini:


  • Nata a Torino il 22 aprile 1909;

  • È stata una neurologa, accademica e senatrice a vita italiana;

  • Rita Levi-Montalcini ha ricevuto il Premio Nobel per la medicina nel 1986;

  • Negli anni Cinquanta scoprì e illustrò il fattore di accrescimento della fibra nervosa, con questa scoperta ricevette il premio Nobel;

  • È stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia accademia delle scienze;

  • Il 1° agosto 2001 è stata nominata senatrice a vita per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale;

  • È stata socia nazionale dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche;

  • Socia – fondatrice della Fondazione Idis – Città della Scienza;

  • In seguito alle leggi razziali del 1938 in quanto ebrea, Rita Levi-Montalcini fu costretta ad emigrare nel marzo del 1939 in Belgio dove si trovava già il suo maestro Giuseppe Levi, e dove si trovava anche la sorella Anna insieme alla famiglia, sebbene stesse ancora terminando gli studi di psichiatria e neurologia;

  • Fino all’invasione tedesca del Belgio, 1940, fu ospite dell’istituto di neurologia dell’Università di Bruxelles dove continuò gli studi sul differenziamento del sistema nervoso.



Morte di Rita Levi-Montalcini




  1. Rita Levi-Montalcini è morta il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni;

  2. Il 31 dicembre viene allestita la camera ardente presso il Senato;

  3. Il giorno seguente la salma viene trasferita a Torino, accolta da una breve cerimonia con rito ebraico;

  4. Il 2 gennaio 2013 si svolgono i funerali;

  5. Dopo la cremazione le ceneri vengono sepolte nella tomba di famiglia in un capo israelitico.



Ruolo nel mondo della scienza come donna e scienziata



Rita Levi-Montalcini:


  • Si è sempre sentita una donna libera;

  • Rinunciò per scelta personale ad avere una famiglia per dedicarsi interamente alla scienza;

  • Descrisse i suoi rapporti personali nell’ambito scientifico con i collaboratori e studiosi come sempre amichevoli e paritari;

  • Fu sostenitrice dell’idea che le donne si trovano sullo stesso livello degli uomini;
  • Nella prima metà degli anni Settanta prese parte all’attività del Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell’aborto;

  • Fu promotrice del libero pensiero.



Il suo ruolo pubblico




  • In onore del padre, nel 1992 Rita Levi-Montalcini istituì con la sorella gemella Paola, la Fondazione Rita Levi – Montalcini, rivolta alla formazione dei giovani, ovvero al conferimento di borse di studio universitarie alle giovani studentesse africane;

  • Questa fondazione aveva l’obiettivo di creare una classe di giovani donne affinché svolgano un ruolo da leader nella vita scientifica e sociale del proprio paese;

  • Nel 1998 co–fondò la sezione italiana di Green Cross International riconosciuta dalle Nazioni Unite;

  • Sempre nel 1998 si schierò a favore della fine del proibizionismo;

  • Aderì all’appello rivolto al Segretario generale delle Nazioni Unite con il quale si chiedeva la liberalizzazione della droga ai fini di sottrarre ai giovani al mercato illegale;

  • Con la vittoria de L’Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, Rita Levi, in qualità di senatrice a vita, accordò la fiducia al governo Prodi II;

  • In quel periodo, a causa della propria capacità ridotta visiva, rifiutò la presidenza del Senato provvisoria che le spettava;

  • Sostenne il governo di Prodi fino alla caduta.



La visione religiosa




  1. Nel libro “Incontri con menti straordinarie” di Piergiorgio Odifreddi in cui vengono intervistati gli scienziati più importanti, tra cui Rita Levi – Montalcini, possiamo trovare una sua affermazione;

  2. Alla domanda dell’autore: “Crede in Dio?”, Rita Levi-Montalcini, ha dichiarato: “Sono atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio”;

  3. Nonostante ciò, la scienziata ha devoluto una parte dei proventi del premio Nobel alla comunità ebraica di Roma, per la costruzione di una nuova sinagoga.



Rita Levi-Montalcini e il rapporto con i giovani



Rita Levi-Montalcini:

  • Ha lavorato con i giovani attraverso dei progetti del CNR;

  • È stata fatta un’indagine in riferimento all’annata del 2006, dalla Tns Infratest, ed è stato rilevato che si pone in testa alla classifica dei migliori testimonial per la sua credibilità;

  • Alla base di questa grandissima volontà di confronto e di lavorare con i giovani, vi è una profonda fiducia nelle capacità innovative dell’uomo;

  • Infatti, ha più volte affrontato il tema del rapporto tra le nuove generazioni e lo sviluppo tecnologico;

  • Di questo rapporto ne descrisse anche i limiti, affermando: “Oggi, rispetto a ieri, i giovani usufruiscono di una straordinaria ampiezza di informazioni; il prezzo è l’effetto ipnotico esercitato dagli schermi televisivi che li disabituano a ragionare (oltre a derubarli del tempo da dedicare allo studio, allo sport e ai giochi che stimolano la loro capacità creativa). Creano per loro una realtà definita che inibisce la loro capacità di “inventare il mondo” e distrugge il fascino dell’ignoto.”;

  • Nei suoi incontri con i giovani, quindi, emerge anche un invito, cioè quello di non concentrare l’attenzione solo su se stessi ma di partecipare ai problemi sociali, di fare delle proposte che sono volte al miglioramento del mondo attuale;

  • Inoltre, suggerì ai giovani ricercatori di fare un’esperienza all’estero per poi tornare in Italia;

  • Era fortemente convinta che proprio nei giovani ricercatori risiede il futuro della ricerca e dell’innovazione scientifica del Paese.



A cura di Fabiola.
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