Le tappe dell’educazione dal 600 fino all’800


Comenio


Il primo autore di cui abbiamo parlato è stato Comenio Che fu il primo ad interessarsi della scuola materna perché comunque prima nessuno aveva mai pensato ad interessarsi dei bambini.
Comenio contemplerá 4 periodi dotati di caratteristiche proprie e del tutto particolari;
E la prima cosa importante è che in questi periodi di formazione l’educazione deve essere sempre graduale, perché gli argomenti vengono approfonditi ad ogni passaggio successivo tenendo conto delle abilitá che gli allievi acquisiscono
Tra l’altro lui dice che gli argomenti devono essere sempre impartiti tutti insieme nel modo che un albero cresca sempre tutto intero. Nessuno infatti aveva mai sottolineato l’importanza della gradualitá delle conoscenze, ma soprattutto cosí da rendere le conoscenze alla portata di tutti.
La schola materna: dagli 1 ai 6 anni. Qui le cose della vita devono essere apprese molto velocemente, ma non si possono impartire lezioni di scienze fisiche e naturali. Soprattutto lui predispone un clima scolastico in grado di avvicinare il bambino al contatto con diverse esperienze, cosí che nascono le curiositá e gli interessi. In questo primo momento bisogna contare sulla spontaneitá del bambino
La schola vernacula: 6-12 elelmerari. Qui afferma che la lingua insegnata deve essere quella dello stato nazionale in modo da rafforzare i rapporti tra i bambini. Alla fine del ciclo devono essere in grado di leggere scrivere e di sviluppare le prime competenze aritmetiche.
La schola latina: 12-18 anni ricopre il ruolo di liceo. Si basa sullo studio del tedesco e del latino a cui poi si aggiunge l’ebraico e il greco. alla fine di ciò devono essere possessori di solidi fondamenti
Accademia: 18-25 universitá. Qui gli studi arrivano a possere un valore universale. Infatti parla di Pansofia che è l ideale del sapere universale e che persmette alle menti di essere chiare.

Locke


Locke invece non specifica come Comenio i vari momenti della vita in diverse scuole, lui parla di educazione con Esperienza questo è il suo punto di partenza.
L'educazione aiuta a sviluppare un Punto Di vista critico sul rapporto con la realtà naturale.
Lui infatti parla di esperienza diretta dell'allievo deve mettere in moto la curiosità è l'interesse sostenendo cosí la realizzazione di ogni apprendimento.
Lui parla soprattutto dell'educatore: il lavoro dell'educatore assume quindi una nuova funzione che coincide in buona parte nel predisporre un piano di esperienze che l'allievo dovrà puoi compiere in autonomia.Una grande differenza tra Locke e Comenio è che lo sa che a favore di una istituzione privata mentre Comenio voleva un'educazione di tutto a tutti.
Lui tra l'altro vuole educare un uomo alla formazione della virtù infatti vuole educare un uomo virtuoso che pensi a ed operi secondo la ragione.
E l'obiettivo del pedagogista è creare un percorso articolato di esperienze.
Ma soprattutto dice che l'educatore deve a questo punto del percorso guidare il bambino nell'uso della libertà e della ragione perché con esse si può dare a loro una legge interiore.

Rosseau


Anche Rousseau sviluppa le tappe del percorso educativo e parla di diversi percorsi di formazione di un bambino.

L'educazione fino a 5 anni:In questo periodo iniziale si limita a criticare gli atteggiamenti tipici che gli adulti rivolgono nei confronti dei bambini in tenera età. In questo periodo la sua attenzione è rivolta all'alimentazione e agli esercizi fisici convinto che una robusta costituzione fisica possa essere utile per avere un carattere forte e pieno di volontà dice che se un bambino è cattivo è perché è debole e renderlo forte sarà la cura ad ogni danno e lo renderà buono
Educazioni dai 5 ai 12 anni: questa fase è il periodo più critico della vita e per questo è necessario intervenire con il solo modello negativo lasciando che le cose avvengono spontanee e io in questo periodo deve lavorare sulla curiosità del bambino in modo da motivare l'attivismo naturale e quindi sul desiderio di conoscere la realtà.
Educazione dai 12 ai 15 anni: l'individuo raggiunge un grado maggiore di energia e si fa sempre più potente la sua curiosità intellettuale infatti in questo momento della vita è possibile dare il massimo e cercare di stimolare il sapere.La guida dell'insegnante rimane comunque la curiosità.
Educazione dai 15 ai 20 anni: fino a 15 anni ragazzo estate Ducato a sviluppare le doti individuali e il fisico i Sensi la curiosità verso le cose ma da questo momento in poi inizia la vera e propria educazione rivolta verso gli altri infatti il giovane deve essere preparata entrare nella vita sociale e quindi a comprendere il significato e le modalità delle relazioni. Perché lui educa l’ Emilio appunto fino a 20 anni in solitudine e in natura.

La natura per Rousseau può essere considerata il concetto e la parola fondamentale.
L’uomo nasce buono ma la natura che lo circonda lo fa diventare cattivo.
Prima cosa lui parla del mito del buon selvaggio dove dice che l'uomo è buono ma la società tende a farlo diventare cattivo. Seconda cosa nel contratto sociale per vivere bene in armonia l'uomo deve stipulare Contratti.
tutto infatti si basa sulla natura e bisogna fare i conti su di essa.

Pestalozzi


Pestalozzi crede nell'utilità di un'educazione del del popolo che traduca un rinnovamento spirituale il punto di partenza di processi di insegnamento e di apprendimento e lo stimolo delle facoltà mentali occorre infatti che le insegnanti crea le condizioni affinché gli allievi possono sentirsi stimolati dal lavoro scolastico il processo di apprendimento deve essere graduale e si sviluppa meglio tramite l'incoraggiamento del maestro che si colloca a fianco del bambino assume quindi una posizione laterale e stimola il bambino e lo incoraggia il maestro ha il compito di approvare il bambino e arrivare alle sue capacità.
I fondamenti del metodo Pestalozzi a non sono rappresentati dal l'amore e dall'intuizione ossia l'osservazione attenta del bambino.
Pestalozzi educa i bambini all'interno della società perché dice che il bambino si troverebbe male a entrare poi nella società se fosse solo, in confronto a Rousseau che educa un solo bambino lontano da tutti quanti. Pestalozzi cerca di far crescere nel cuore del bambino una fiducia interiore che lo avrebbe portato a guidare la dove non ci sarebbe stato alcun educatori in grado di proteggere o di sostenerlo.
Pestalozzi scrive diverse norme per guidare al meglio l'educazione: la prima e l'osservazione poi il linguaggio poi il maestro non può giudicare i risultati degli allievi ci deve essere un insegnamento graduale e ogni argomento affrontato dal maestro deve prevedere un giusto periodo di tempo affinché possa essere assimilato da tutti quanti dopodiché bisogna rispettare l'individualità di ogni bambino e rapporti tra allievi e maestri devono è avere come regola l'amore.

Fröbel


Riguarda l'educazione Fröbel parla del gioco che si lega poi ai doni i doni sono strumenti adeguati alla natura del bambino che ne compensa il suo sviluppo spirituale l'attività ludica infatti diventa la principale cosa per lui.
I doni: ne individua sei il primo è il gioco con la palla il quale secondo Froebel si nasconderebbe l'approccio nei confronti del mondo la sua sfericità infatti i colori dell'arcobaleno fanno sì che questo oggetto si trasformi in una rappresentazione metafisica del creato il secondo turno è la sfera di legno con un cubo la sera rappresenta rappresenta il movimento il cubo l'inerzia.
Ogni dono nasconde un segreto.
Lui fonderà il King Garden.
L’800: liberali cattolici= quelli che volevano professare il cattolicesimo anche se comunque sapevano che stava prendendo via la laicizzazione.

Rosmini


Il modello didattico adottato dal L’abate procede nel rispetto della tradizione scolastica cioè dal generale al particolare, questo metodo verrà chiamato deduzione ed ha un valore assoluto perché il suo fondamento è l'idea innata che Dio stesso gli ha fornito.
Procedendo dal generale al particolare si affrontano per prima gli aspetti universali e poi piano piano si arriva alle cose particolari; per esempio prima si dice che cos'è un animale e poi si passa a gli animali specifici:quello è un gatto o quello è un mammifero.
Uno degli obiettivi di Rosmini Sara condurre lo ama Dio proprio perché l'insegnamento ha come origine come fine la religione.

Gioberti: 1801-1852


Gioberti parla che lo Stato deve essere governato dai soggetti più meritevoli al di là della loro appartenenza ad una classe particolare a capo
I soggetti meritevoli sono quelli dotati di maggiore ingegno e sono distribuiti tra la popolazione e formano una specie di aristocrazia naturale.
Lui dice che l'educazione deve essere pubblica e gestita dallo stato ma è affidata ai migliori ingegni perché possono guidare al meglio il fanciullo.


Capponi: 1792


Capponi vuole che l’educazione si basi sulle forze creative dello spirito che consentono all’allievo di riconoscere gli obiettivi della propria missione esistenziale.
Voleva che la personalitá venisse tirata fuori cosí da rendere possibile l’agire nel mondo.
L’azione del maestro richiede che il soggetto si avvalga di tutti i mezzi che glu consentono di fortificare dall’interno il suo modo di porsi davanti alla realtà.
Voleva infatti oltre che un’educazione diretta cioè dentro alle scuole, anche un’educazione indiretta, basata sulle culture e sulle tradizioni.
Capponi non definisce un metodo di studio e non viene definita l’organizzazione scolastica.

Lambruschini: 1788


Il maestro non sottomette l'allievo alla sua solita nella lascia in balia di sé stesso bensi deve cooperare con lui e deve diventare cooperatore spirituale del Fanciullo senza farlo essere rigido.
per lui assume una grande importanza all'educazione indiretta in cui il metodo presuppone un atteggiamento di accompagnamento dell' allievo senza togliere la spontaneità.
Lambruschini sostiene la causa delle scuole private e della libertà di insegnamento:
lo Stato tuttavia non devi rinunciare alla creazione di istituti propri ma non si deve assumere il diritto di emanare leggi e regolamenti per quelle privati che non hanno come obiettivi rilascio di titoli di studio.

Ferrante Aporti: 1791


La sua prima esperienza la compie con la scuola dei piccoli un'istituzione a pagamento in cui assume la direzione.
Aprì poi un asilo gratuito per bambini poveri dando vita a un'esperienza inedita per il nostro Paese dal momento che nessuno ci aveva mai pensato.
Aporti si inserisce molto dell'infanzia ma soprattutto all'interno della lotta contro la povertà l'obiettivo delle istruzioni e principalmente quello di educare i bambini più poveri.
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