pexolo di pexolo
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  1. La scienza dell’educazione è una disciplina e non una materia, non è un insieme di contenuti oggettivi ma è ciò che m’informa e che mi forgia. La disciplina è l’interiorizzazione di una struttura, una forma mentis, un linguaggio e una procedura.

  1. Riguarda, come scienza umana, la formazione umana nel suo divenire evolutivo, le problematiche educative e formative.

  1. L’educazione è tutto ciò che si può educere (tirar fuori ed elevare), di bene e di male. Pedagogia è educazione, istruzione e formazione; l’istruzione è un insieme di esperienze interiori di apprendimento.

  1. La pedagogia non si studia, piuttosto è possibile una riflessione sulla pedagogia, si possono considerare all'interno della propria angolazione filosofica le competenze da acquisire per essere futuri professionisti. La pedagogia è una riflessione che, all'interno di una preparazione filosofica, non solo per insegnare ma anche per noi stessi, riguarda ciò che filosoficamente rappresenta la formazione, il formarsi, l’educarsi.

  1. La formazione è un processo e non un prodotto, è un divenire, un cambiamento, si spera in linea con un miglioramento: in certe cose migliorare è in possibile, proprio come sosteneva Eric Fromm, “non ci può essere un progresso economico illimitato, continuo, indefinito”, perché la storia procede per corsi e ricorsi storici.

  1. La riflessione pedagogica cerca di comprendere come l’umanità possa migliorare, di riflettere su come un uomo possa crescere e un bambino maturare. La pedagogia è una scienza autonoma (autòs+nomos), perché ha un suo preciso oggetto di indagine, ovvero un suo statuto epistemologico, cioè l’uomo in formazione, l’educazione. La pedagogia è autonoma ma è anche interdipendente, interdisciplinare.

  1. La pedagogia è una scienza teorica e pratica: è una riflessione che parte dalla pratica e si pone domande teoriche per rispondere a difficoltà, problemi, situazioni difficili, mancanze. È una scienza teorica in quanto studia i modi per permettere ad ogni singola persona di sviluppare tutte le sue capacità, formando la propria personalità sia in prospettiva morale che sociale. È pratica perché dev'essere confrontata con le situazioni esistenziali: non è solo dottrina dell’essere naturale, che si deve formare, ma è anche situazione dell’essere, dei bisogni contingenti.

  1. La pedagogia è descrittiva, perché descrive dei fenomeni (p.e. bullismo), ma è anche prescrittiva: “Che facciamo?”. Secondo la legge di Hume, da qualcosa che descrivo non posso desumere il prescrittivo, i valori non possono essere derivati dai fatti. Tuttavia, descrivere ci aiuta per prescrivere, ma non è sempre possibile giungere al prescrittivo; rilevando mancanze, desideri e disagi dall'analisi descrittiva di una situazione, cerco di prescrivere ma non è detto che ci riesca.
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