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Un ruolo fondamentale durante l’educazione veniva rivestito dal gioco; quest’ultimo fa parte dell’educazione fisica che è finalizzata allo sviluppo armonioso del corpo e della personalità attraverso il corpo e la sua esperienza. Al gioco vengono attribuite differenti funzioni:
- Freud sostiene che il gioco assicuri l’equilibrio del bambino, in quanto ha una funzione catartica; il gioco consente, infatti, al bambino di esprimere e soddisfare desideri che la società non ammette.
- Winnicot ritiene che il gioco sia un ausilio fondamentale per superare la separazione del bambino dalla madre; lo psicanalista ha, infatti, introdotto la nozione di "oggetti transizionali", ovvero degli oggetti dai quali il bambino trae un senso di sicurezza nel periodo in cui gli attaccamenti infantili evolvono verso il distacco.
- Secondo Bruner il gioco è funzionale all’apprendimento, poiché il bambino, senza doversi preoccupare dei bisogni reali, sperimenta liberamente soluzioni ai problemi, facilitando così l’inventiva e le correlazioni.

- Il gioco simbolico (che veniva svolto durante tutti i momenti in cui c’era l’attività libera) ha in particolare la funzione di preparare alle esperienze di vita sociali future durante la socializzazione secondaria. Il bambino attraverso questa tipologia di gioco acquisisce tutte quelle abilità che metterà in pratica in futuro.

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