Maria Montessori

Maria Montessori nasce a Chiaravalle e si laurea in medicina divenendo la prima donna medico d'Italia.
I suoi interessi si rivolgono in modo particolare all'antropologia per preparare la tesi in psichiatria ed è proprio in questa disciplina che ottiene la libera docenza.
Il lavoro svolto all'interno della clinica psichiatrica universitaria Predispone il suo percorso nello studio dei bambini anormali. Comincia Quindi ad interessarsi anche della pedagogia e viene fortemente coinvolta nei Congressi pedagogici.
Così apre la prima casa dei bambini nel 1907 in cui applica quello che lei stessa definisce il metodo della pedagogia scientifica.
La casa dei bambini:
Nel 1907 Maria Montessori apre a Roma la prima casa dei bambini, una struttura con forti elementi innovativi destinata a rivoluzionare la concezione tradizionale dell'educazione infantile.

Vediamo elementi di valutazione interessanti, come il fatto che non si parla di scuola ma di una casa.
Deve essere un ambiente offerto al bambino capace di dargli i mezzi per sviluppare le sue attività un ambiente quindi pensato a misura di bambino.
Vediamo anche che lo immagina come un insieme di stanze, con un giardino di cui bambini fossero padroni. Questo giardino poi doveva essere, un pezzo coperto e un pezzo aperto così da essere protetti, ma comunque stando all'aria aperta dalla pioggia e dal sole.
Nulla deve rimandare a qualcosa di familiare o di domestico e non deve essere quindi un ambiente materno.
Montessori è ben consapevole dei limiti imposti dall'ambiente quotidiano e bisogni infantili Infatti le case dei bambini non sono strutture per Fanciulli ricchi abituati a disporre di spazi adeguati per la loro crescita ma per bambini popolari che sono privi di qualsiasi spazio personale, infatti la sua prima esperienza la farà nel quartiere di San Lorenzo.
Il termine casa si traduce quindi in un luogo proprio dell'infanzia, un ambiente destinato ad affrontare i bisogni infantili ea stimolare le potenzialità di ciascun individuo sollecitando In primo luogo i bisogni intellettuali e conoscitivi.
Vediamo diverse sale come la sala centrale che è quella in cui ha luogo il lavoro intellettuale fulcro dell'attività educativa. in questa sala si svolgono esperienze cognitive utilizzando oggetti e strumenti adatti a soddisfare il desiderio di conoscenza dei bambini che devono potersi muovere in modo autonomo in ambienti organizzati a loro misura, Infatti seggioline, tavolini e tappeti sono a misura del bambino.
Illavoro intellettuale è il perno attorno al quale ruota l'attività educativa tutto il resto ha una funzione complementare.
La sua casa è pensata come un mezzo in cui può muoversi senza dover dipendere in modo costante dagli adulti.
Il fine primario è che tutto deve concorrere compresi l'arredamento e il materiale didattico ai quali Montessori dedica un interesse del tutto particolare infatti i mobili devono essere leggeri In modo tale da poter essere spostati con una forza limitata e la pulizia di tali immobili deve essere fatta da parte dei bambini stessi, per poterli formare meglio.
Ci sono due mobili importanti e indispensabili per lo svolgimento della didattica La Credenza e il mobile a cassetti: infatti ogni bambino ha il proprio cassetto nel quale ripone le cose che gli appartengono, così che l'ambiente educativo offra in questo modo al bambino la possibilità di riconoscere uno spazio personale distinguendolo da quello collettivo.
Poi la credenza molto lunga con sportelli grandi alta quanto un bambino ci deve essere messo il materiale didattico che è di proprietà Comune di tutti i bambini.
Nessun luogo della casa riservata agli adulti compresa la sala di riunione organizzata come un salottino nel quale i bambini svolgono attività di socializzazione di ascolto musicale di lettura e di gioco.
La vita quotidiana deve riprodurre la realtà sforzandosi di evitare gli infantilismi Infatti i piatti sono sempre di porcellana i bicchieri e le bottiglie sempre di vetro e Montessori e consapevole di rendere in questo modo i bambini più responsabili delle loro operazioni ma ciò si inserisce in un progetto Pedagogico che non ammette sconti e che decide di correre dei pericoli Infatti è certo rischioso sollecitare Fanciulli di 3 o 4 anni a manipolare i coltelli e forchette
Libertà e individualità nell’apprendimento:
La libertà non esprime semplicemente un valore universale ma appartiene al metodo educativo e lo determina.
Educare attraverso lo strumento della Libertà Infatti l'obiettivo dell'atteggiamento e sperimentale che deve caratterizzare il lavoro dell'insegnante.
La maestra è una dirigente, che Orienta e guida il bambino esso sa compiere esperienze personali, ogni bambino può essere protagonista attivo di un processo di autoeducazione che prevede un'interazione con i materiali e con l'ambiente regolata da un ordine mentale che si sviluppa a partire dal senso di responsabilità spontaneamente assunto grazie al particolare tipo di organizzazione prevista dal metodo di Montessori, la libertà diviene in questo senso disciplina.
Per raggiungere l'obiettivo di un’educazione alla libertà sono necessarie alcune premesse:
Il bambino deve essere lasciato libero di operare mettendo in gioco tutte le sue abilità.
L'intervento dell'insegnante deve essere indiretto predisponendo l'ambiente in modo tale da offrire gli stimoli necessari per dar vita ad un autoeducazione e studiando ogni singolo bambino al fine di rendere più facile l'acquisizione delle competenze.
L'organizzazione della scuola funziona come strumento principale per ottenere la disciplina che occorre per garantire il raggiungimento degli obiettivi educativi.
La disciplina Attiva contiene un principio educativo nuovo al quale deve essere in primo luogo educata la maestra poi secondo il suo modo di operare dipende la capacità del bambino di apprendere. Un modo di agire di pensare che gli sarà da guida nella vita e non semplicemente nella scuola.
L'azione educativa deve seguire quella del bambino, poiché l'arresto di movimenti spontanei inducono delle imposizioni alla volontà soggettiva soffocando lo slancio verso la soluzione di un problema.
Le cose vanno da se’ e occorre studiarle e indagarne i segreti senza intervenire direttamente soffocando negli sviluppi.

Dall’educazione sensoriale allo sviluppo intellettivo e morale: L'educazione sensoriale il fondamento del metodo montessoriano poiché l'espressione senso motoria rappresenta la modalità naturale attraverso la quale il bambino coglie la realtà che lo circonda.
Lo sviluppo degli organi di senso precede quello intellettuale e morale pertanto un percorso educativo che intende essere pratico deve avere origine da esso.
Se Inoltre gli organi sensoriali fanno parte del corredo naturale di ciascun bambino non si capisce Per quale ragione e si debbano ricevere un così grande interesse educativo Infatti su questo punto Montessori appare piuttosto chiara: non si tratta di affinare processi già Capaci da soli di produrre il loro obiettivo ma di finalizzarlo verso una consapevolezza è una padronanza che li rende traducibili in azioni nuove
In questo modo il bambino diventa un vero osservatore a cui non bastano gli occhi le orecchie e il tatto ma deve andare ben oltre per conoscere le potenzialità insite in simili strumenti fino a farle diventare dei mezzi che consentono scoperte inaspettate.
La Montessori accoglie Pertanto il principio di Rousseau in base a cui le radici delle attività superiori devono essere ricercate nelle funzioni operative e sensoriali più semplici
Occorre lavorare sul bambino per gettare le fondamenta della personalità ma per far questo è necessario utilizzare le abilità infantile e liberarli dai retaggi di una visione adultistica, ma non bisogna incorrere in errori
Maria Montessori crea una serie di sussidi didattici cioè i famosi materiali in grado di garantire un passaggio graduale Dalle prime esperienze piuttosto semplici e intuitive fino a quelle più complicate in cui l'esplorazione degli oggetti richiede una maggiore abilità e presuppone competenze intellettive più elevate

Lo studio del materiale occupa una posizione privilegiata nel metodo educativo e nessun particolare viene trascurato colori forme e grandezze misure sono di scritte prodotte nei minimi dettagli.
I materiali sensoriali procedono per contrasti rispetto al tatto la coppia liscio-ruvido, distinguere diverse superfici che vengono presentate dal bambino in modo da poterle liberamente manipolare per le dimensioni. vale la coppia grande- piccolo per i suoni forte-debole per gli odore acre-dolce e così via...
Ogni serie di oggetti offre al bambino la possibilità di scoprire eventuali errori commessi e cioè autocorrettiva infatti nel giocon i tubi se il bambino non colloca al loro giusto posto tutti i cubetti non riesce a ottenere il risultato finale.
Le esperienze senso-motorie sono guidate Dal semplice al complesso in modo da consolidare ogni singolo passaggio prima di passare ad una fase successiva Infatti il lavoro sui colori parte dalle tinte base per poi passare a quelle composte e ancora dai colori più distinto alle sue forme sfumate.
Questi principi sono considerati da Montessori come guide valide per l'apprendimento in generale quindi non stupisce se essi siano presenti nel momento in cui l'educazione sensoriale si affianca a quella intellettuale
L'approccio analitico adottato fin dall'inizio non varia al posto del materiale sensoriale troviamo letterine di legno di vari colori con cui si invita il bambino a compiere combinazioni tra vocali e consonanti fino a quando non riesce casualmente a creare parole dotate di un significato.


John Dewey


Vita: John Dewey nasce a Burlington, nel Vermont, il 20 ottobre 1859.
Il percorso formativo,si caratterizza per l'intreccio tra filosofia- psicologia e pedagogia che consente allo studioso di affrontare le problematiche educative in modo del tutto nuovo.
A Chicago realizza un centro di prima importanza riuscendo ad aprire anche una scuola elementare sperimentale mettendo in pratica i principi del suo insegnamento anche grazie alla collaborazione di una serie di giovani studiosi destinati a dar vita a una vera e propria scuola di pensiero la cosiddetta scuola di Chicago.
Di muore nel 1952 a New York.

L’eredità del pragmatismo: Il pensiero di John Dewey matura all'interno di un contesto storico caratterizzato da grandi mutamenti sociali e politici, quindi lui vede l’avviarsi di una società in rapida trasformazione che si adatta alle nuove condizioni di vita, spesso inadeguate.
Tra L'Ottocento e il Novecento(1 riv.industriale) l'equilibrio geopolitico si sposta gradualmente verso il Pacifico segnando l'emergere di nuove potenze industriali come gli Stati Uniti e il Giappone e gli Stati Uniti rappresentano un interlocutore economico di primo ordine e la Rapida espansione delle città industriali attrae lavoratori da tutto il mondo. Lo sviluppo centrato sul processo industriale si verifica per tutte le maggiori potenze dando vita ad una trasformazione del territorio imponente e spesso poco controllata questo si riflette in modo consistente sulle etichesociali ( ciò che è giusto e ciò che è sbaglito), permettendo la nascita di forti ideologie politiche in grado di produrre narrazioni collettive.
Da un lato il capitalismo Sollecita la nascita di democrazie improntate al liberismo economico, dall'altro si diffonde il pensiero socialista orientato verso il collettivismo e la gestione comune dei beni di produzione
Lui preferisce utilizzare per il proprio pensiero il termine strumentalismo, dove la logica viene considerata uno strumento critico, che serve per fornire spiegazioni e formulare previsioni su ciò’ che accade, per migliorare il processo di adattamento degli individui all’ambiente.
L'intelligenza umana serve come processo dinamico che si esplicita nell’azione.
Lui dice che il pensiero si esprime interamente nell’ esperienza intesa come punto di congiunzione del futuro con il presente. L’intelligenza dunque funziona come un processo in grado di operare trasformazioni nella prospettiva di un impulso progressivo destinato a compiersi nell’avvenire.
L'intelligenza viene vista come anticipazione del futuro e come mezzo per giungere ad una sua attuazione compatibile con i fini che l'individuo si prefigge di raggiungere.
L'avvenire assume in questo modo il significato del possibile di qualcosa che si concretizza mediante una serie di scelte personali legate ad un'opera continua di adattamento ai cambiamenti ambientali che richiede una posizione flessibile Attenta ai particolari.
L'uso dell'intelligenza è quello di liberare e liberalizzare l'azione rendendola così efficace di fronte alle necessità che volta per volta si presentano nel corso delle esperienze.
Si tratta quindi di un intelligenza che egli definisce pragmatica, cioè creativa ed è quindi un'attività di creazione, per questo l'intelligenza possiede la caratteristica della critica Infatti non si limita ad accettare l'esistente ma lo affronta mediante atti liberati attraverso i quali l'individuo espone una propria prerogativa
L'esperienza individuale del tutto conforme ai modelli astratti descritti dalla filosofia infatti la filosofia diventa uno strumento usuale e cessa di trattare dei problemi dei filosofi per diventare un metodo coltivato dai filosofi per trattare dei problemi degli uomini.
Il compito dell'educazione è farsi strumento della critica e della democrazia.
L'esercizio quotidiano della libertà e della responsabilità è fondato su un modello che vede l'uomo impegnato in prima persona a usare gli strumenti intellettuali in suo possesso in maniera Attiva finalizzando così le proprie azioni verso un bene comune
La guida dell'intelligenza pragmatica è legata all'utilizzo di un pensiero organizzato che Dewey identifica Nella logica intesa come teoria dell'indagine.

Dall’esperienza alla logica come strumento di indagine: Dewey stabilisce che ogni esperienza possiede un valore universale che riguarda ciascun essere vivente nel momento in cui si pone di fronte a un mondo precario instabile.
Da un lato,L'organismo si trasforma in relazione alle necessità ambientali e da un altro lato è la realtà stessa ad essere oggetto di cambiamento divenendo così compatibili con i bisogni individuali.
L'esperienza ha sempre un valore soggettivo e fa riferimento alle strutture, chiama in causa il passato che si è sedimentato all'interno di ogni singolo individuo.
L'esperienza è il primo gradino della conoscenza ed è la capacità di agire in modo creativo che conferisce all'esperienza un modo nuovo di operare.
Lui afferma che l'individuo In quanto io è in grado di padroneggiare gli eventi che circondano la sua esistenza e si appropria in maniera responsabile delle sue inclinazioni e le indirizza verso le richieste dell'ambiente naturale e soprattutto sociale.
L'intelligenza serve ad individuare un percorso individuale avventuroso che non si limita a rispecchiare la realtà ma la anticipa impegnandosi a modificarne le fattezze in direzione dei suoi bisogni e dei suoi desideri.
Si sviluppa poi la logica che soddisfa sia le esigenze del senso comune per mezzo della quale l'individuo affronta le questioni pratiche sia quelle che riguardano la scienza legate alle risoluzioni dei problemi astratti,infatti secondo Dewey la logica mediata dall'intelligenza Guida l'espletamento delle operazioni fisiche che sono al centro della vita normale e le indagini intellettuali che dominano il campo dei saperi,
Dewey Individua una serie di tappe per il processo dell'indagine:
In un primo momento, si percepisce il carattere incerto e confuso della situazione nuova che si propone all'osservatore e questo induce un certo turbamento una creazione del valore anche emozionale
A seguito di una prima interpretazione dei dati viene proposta poi una congettura spesso collegata alla tendenza più probabile che gli elementi in gioco possono condurre a certe conseguenze.
Si esegue poi un esame scrupoloso cioè un investigazione per valutare in modo analitico tutti i termini del problema senza lasciarsi deviare da pregiudizi o da suggestioni dovute alle ipotesi più consuete
Qui si cercano confronti con situazioni analoghe finché le ipotesi non vengono confermate o rigettate
Al termine si agisce per verificare risultato previsto e confrontarlo con la realtà
La logica è dunque essenzialmente uno strumento critico che serve agli uomini per fornire spiegazioni e formulare previsioni sui fatti in cui sono immersi.

Pensiero, interesse e Riflessività: Il problema pedagogico di Dewey è quello di chiedersi come sia possibile da parte della scuola assicurare il funzionamento pieno ed efficace dell'intelligenza In modo tale da liberare le attitudini profonde in ogni persona a partire dall'infanzia.
Il bambino è soggetto immaturo e Tale condizione rappresenta un valore di primaria importanza poiché racchiude in sé un potenziale straordinario da impiegare per giungere ad una completa realizzazione dell'abitudine individuale
Dewey osserva che la prima condizione dello sviluppo è l'immaturità, esprimiamo quindi l'abilità a svilupparsi.
Nella crescita umana, l'educazione si trova Dunque di fronte ad una condizione naturale che rende favorevole il suo intervento purché sappia adattarsi alle caratteristiche tipiche di ogni età e soprattutto sappia calarsi all'interno della sfera di ogni interesse dell'allievo.
L'esperienza che soddisfa le esigenze conoscitive di un bambino nasce dal desiderio di sperimentazione di azioni ha quindi uno scopo essenzialmente pratico.
L'atto stesso di accostarsi a ciò che attrae la sua attenzione provoca la formazione di un pensiero pratico del tutto analogo alle forme di riflessione astratte, che caratterizzeranno le modalità di analisi nelle età successive senza mai destituirlo.
La doti di inventiva la creatività la capacità d'adattamento appartengono ad ogni livello espressivo dell'intelligenza ed è da questo che occorre partire al fine di rendere il processo educativo più adeguato al sostegno del lavoro autonomo del bambino.
L'intervento educativo deve porre attenzione alle attitudini alle disposizioni mentali di ogni allievo consentendo così di apprezzare le diverse forme di intelligenza.
Uno degli aspetti critici, consiste proprio nell'aver preferito l'astrazione, producendo un metodo di insegnamento di tipo intellettualistico.
La curiosità e l'interesse rappresentano le guide per organizzare l'ambiente educativo rendendolo un terreno fertile su cui far sorgere una metodologia basata sulla ricerca e sulla sperimentazione.
A partire dalle singole esperienze individuali il processo educativo interviene incoraggiando il bambino a trasformare la propria ricerca in un'opera più organizzata capace di aggregare le singole esperienze
Un'esperienza nuova inaspettata provoca una brusca interruzione delle credenze di cui il soggetto dispone nel momento in cui si accosta al fatto innovativo.
La sua reazione come quella di uno shok,dal forte valore emotivo, la novità viene percepita come un problema che desta meraviglia e turbamento ad un tempo.
Lo scorrere del modo usuale di affrontare la realtà viene interrotta e si verifica una scossa nel flusso di coscienza
La ricerca si conclude solamente quando si può provare l'efficacia della soluzione fornita al problema che si proietta nel futuro e presuppone la ricerca attiva del suo destino
Il pensiero riflessivo rimanda Quindi al futuro e la riflessione implica una partecipazione diretta per mezzo della quale anche solo in modo immaginario il corso degli eventi viene accompagnato dalla passione che coinvolge l'autore del pensiero.

Esperienza, transazionalitá e significato dell’educazione: L’esperienza conoscitiva deriva dalle interazioni fra attivitá innate e ambiente, destinate a modificare sia le prime che le seconde.
Inoltre, possiede un valore che Dewey definisce transazionale: valore assoluto dall’esperienza che consente l’interazione tra soggetto e ambiente,possibile solo grazie alla partecipazione attiva del soggetto e degli eventi.
Nel momento in cui il soggetto prende parte, all’azione conoscitiva, provoca un forte cambiamento allo stato delle cose.
Ogni esperienza si traduce in un’opera di divenire e ha in sé la possibilità di generare altre opere.
L’educazione raggiunge il suo scopo nel momento in cui si trasforma direttamente la qualità dell’esperienza.
L’esperienza pone in campo una presenza totale da parte dell’allievo legata agli esiti del suo sperimentare il rapporto con il mondo: vive il conoscere anche come piacere e come sofferenze.Dewey afferma con decisione come l’esigenza di risolvere una difficoltà sia il fattore permanente che guida l’intero processo della riflessione.
Rapporto tra educazione e democrazia:
Dewey, prende in considerazione la scuola come istituzione sociale profondamente inserita all'interno di un processo storico in cui si vedono riconosciuti in modo esteso gli interessi comuni dei cittadini.
Come sostiene in democrazia e educazione vi deve essere una grande varietà di iniziative e di esperienze condivise, altrimenti le influenze che educano alcuni a diventare i padroni né educano altri alla schiavitù.
Una società incapace di garantire un certo livello di mobilità finisce per provocare un abbassamento di qualità delle prestazioni ad ogni livello.
Anche le classi superiori delle quali hanno tradizionalmente origini i quadri dirigenti risultano influenzate negativamente da un modello socio economico di tipo separato, la cultura delle classi privilegiate tende ad essere sterile o parassitaria la loro arte diventa un ostentazione vistosa e artificiale
Quindi gli stimoli intellettuali diventano disiquilibrati, e mal distribuiti,limitando le azioni entro confini consuetudinari e i possibili scambi di esperienza
Una società democraticamente costituita deve porsi nelle condizioni di apprezzare ogni contributo allargando la base del protagonismo individuale aldilà delle distinzioni in classi sociali .
Secondo dewey sono due gli aspetti che caratterizzano un sistema politico di tipo Democratico:
Il primo: maggiore fiducia nel riconoscimento di interesse comune come fattore di controllo sociale
Il secondo:un cambiamento delle abitudini sociali o il loro riadattamento continua nell'affrontare le nuove situazioni prodotte da relazioni variate
In una Società Democratica l'autorità esterna esercitata in modo unilaterale da una classe dominante deve essere ripudiata e sostituita da interessi molteplici garantiti da un processo che agisce in modo interno cioè l'educazione.
Educazione diventa quindi uno strumento essenziale per lo sviluppo individuale e sociale all'interno del quale si possono analizzare e confrontare i diversi approcci che conducono alla risoluzione dei problemi.
Dewey introduce a questo proposito il concetto di scopo Infatti uno scopo non rappresenta semplicemente il punto di arrivo di un'azione Ma quando è inserito all'interno di un processo di pensiero intelligente, esso deve prevedere una serie di alternative delle quali dipende la scelta di osservazioni e di esperimenti da compiere al fine di valutare in maniera completa la portata dell'altro immaginato o della riflessione compiuta.
Ciò che rende Interessante il lavoro svolto è il metodo che viene impiegato, il processo ha sempre Inizio da una pluralità di ipotesi che devono essere analizzate e confermate attraverso una ricerca di argomenti validi condivisibili.
In questo senso l'educazione è davvero Liberatrice,che rende possibile la creazione di percorsi innovativi ed autonomi.
Il lavoro educativo quindi si configura come processo di indagine ma rigorosamente condotto mediante l'utilizzo di uno strumento in grado di garantire un confronto tra posizioni che possono risultare differenti, infatti riscontriamo il problema del linguaggio che si pone così con forza come metodo di condivisione dei risultati di ogni processo di pensiero fondato
Quando la comunicazione ha luogo tutti gli eventi naturali sono soggetti a riconsiderazione in revisioni essi vengono trattati in modo da rispondere alle esigenze della conversazione, sia essa il discorso pubblico quel discorso preliminare che si chiama pensiero.
Il valore dell'educazione consiste principalmente nella creazione di un terreno entro il quale i processi di indagine fondati danno luogo a comunicazioni linguistiche basate su sapere argomentare in vista di una loro valutazione in termini operativi

Arte e scienza nell’educazione: La padronanza di metodi scientifici consente un accrescimento della Libertà individuale in quanto stimolo continuo è rivolto alla ricerca di nuove soluzioni nei confronti dei problemi favorendo l'inventiva piuttosto che l'applicazione meccanica di alcuni principi tradizionali.
Nell’educazione si pone quindi la possibilità di costruire un sistema di crescita, traendo un beneficio collettivo dalla riuscita delle singole sperimentazioni.
L’educazione è un’arte.
Dewey illustra questo concetto con un esempio
L'ingegneria è anch'essa arte in quanto pratica di costruzione ma è un'arte che incorpora conoscenza e Principi scientifici che appartengono alla fisica alla chimica e alla matematica.
Allo stesso modo dell'ingegneria l'educazione deve rivolgersi alle scienze alla biologia alle cosiddette Scienze Umane così da generare ambienti per l'apprendimento e procedure di analisi coerenti e puntuali.

L’organizzazione della scuola attiva e il metodo dei problemi: Occorre ricordare l'importanza dell'attività svolta all'interno della scuola elementare sperimentale fondatA nel 1896.
Il problema primario della scuola intesa come luogo appositamente dedicato alla società all'educazione dei bambini riguarda la creazione di un Ambiente adatto ai processi di apprendimento e di insegnamento
Occorre In primo luogo essere promotori della curiosità facendo in modo che le proposte educativi Tocchino nel fondo il desiderio di conoscere da parte degli allievi.
Secondo una metafora Deweyana, un cavallo non si reca sul Greto di un fiume se non ha sete e anche se viene condotto sulla riva non verrà nemmeno sotto costruzioni. Allo stesso modo non basta collocare il bambino in una situazione stimolante per garantire la sua partecipazione ma occorre far leva sui desideri che nascono da domande che si pongono all'interno le cui risposte trovano nell'ambiente educativo la possibilità di essere affrontate e risolte.
Il cosiddetto metodo dei problemi procede in maniera unitaria secondo linee generali di tendenza che di illustra in modo sintetico e scuola e società.
Per primo,C’è il tentativo di valutare il lavoro del singolo allievo piuttosto che valutare rigidamente gli allievi stessi, infatti le materie possono essere meglio assimilate se non sono considerate come materie ma come fattori di vita del ragazzo Infatti il ragazzo deve venire a scuola per fare: cuocere cucire lavorare con legno
La centralità dell'attività educativa diventa un pensiero autonomo diventando occasioni di riflessione e di dibattito di fronte a situazioni concrete
Si opera un notevole Progresso intellettuale Quando si usa la discussione per svolgere questo argomento di dubbio di divergenza in un preciso problema per portare il ragazzo ad avvertire Qual è propriamente la difficoltà e far fuori appello alle sue risorse per ricercare il materiale pertinente a quella argomento e alla sua capacità di giudizio nel adoperare quel materiale o nel trovare la soluzione
L'attenzione deve sempre avere il connotato della riflessività e non può essere mai rivolta il semplice apprendimento presuppone sempre un grande giudizio.

Scuola di Chicago: Il modello educativo proposto da dewey deve amare la psicopedagogia contemporanea salvando nella propensione all'innovazione continua delle forme culturali il metodo attivo sollecita un continuo contatto con il mondo da cui nascono situazioni problematiche che il singolo concorre a risolvere partecipando attivamente ad una crescita complessiva del sapere assicurata da un autentica E pertanto critica cultura personale
Il valore del credo pedagogico da un lato trasmette all'individuo una parte del sapere che costituisce la cultura di un popolo dall'altro lato educazione deve contribuire allo sviluppo dei processi intellettivi e far sì che l'individuo sia capace di procedere al di là delle forme culturali del mondo a cui appartiene.
L'impulso alla partecipazione critica alla cultura da parte di ogni essere umano accogliere senza dell'attivismo Infatti l'essere umano è ben consapevole del fatto che la razionalità sia una Costituzione collettiva Ma non astratta dal momento che serve ad ognuno per realizzare una collaborazione cosciente

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