Il secolo dei fanciulli


Il XX secolo è detto ‘secolo dei fanciulli’ perché ha avuto luogo una rinnovazione per quanto riguarda il campo educativo: molti pedagogisti hanno apportato dei cambiamenti a partire da un libro di Ellen Key intitolato appunto “Il secolo dei fanciulli”, considerato un modello da seguire a livello mondiale; un esempio è stata Maria Montessori, prima donna a frequentare le facoltà di medicina e teologia, grazia alla quale molte donne hanno iniziato a frequentare l’Università.
Perché il XX secolo è così importante per l’educazione? Perché nell’800 l’educazione era basata sulla religione e quindi i bambini venivano istruiti presso i collegi gestiti dal clero e, per questo, studiavano prevalentemente le materie religiose.
Nel 900 si scopre un nuovo significato dell’educazione, grazie a John Dewey, che fa una rivoluzione in campo educativo paragonabile a quella di Copernico: non è più il maestro al centro del percorso educativo ma è il bambino.
Il primo cambiamento riguarda il luogo dove i bambini apprendevano, difatti inizialmente venivano “sorvegliati” nei centri di custodia dove però erano “abbandonati a loro stessi” e quindi non imparavano niente. Questi centri furono chiusi grazie a vari pedagogisti e fu inventata la scuola materna dalle sorelle Agazzi, che pensavano ad una pedagogia povera (es. usavano il materiale riciclato), rispetto a quella di Maria Montessori che era più elaborata, perché ritenevano che l’educazione dovessero riceverla tutti, anche chi non poteva permetterselo.
Venne preso in considerazione il bambino non solo dal punto di vista scolastico, ma anche medico infatti iniziarono ad esserci psicologi, medici pediatri, educatori d’infanzia, neuropsichiatri e educatori giovanili.

Cambia la fisionomia della pedagogia e vengono introdotte: biologia, psicologia e sociologia ovvero il primo nucleo delle Scienze Umane.
• Vennero affrontate le ricerche sull’intelligenza infantile e vennero comprese le differenze tra l’intelligenza dell’adulto e quella del bambino. Secondo Binet gli elementi che le costituiscono sono gli stessi: capacità di comprensione, invenzione, eccetera; ma la differenza è che nel bambino questi elementi devono essere stimolati.

• Molti pedagogisti (es. Maria Montessori in Italia) si sono occupati dei bambini definiti “anormali” per favorirne la crescita intellettuale. Claparède rivolse la sua attenzione alla preparazione degli insegnanti. Mentre Montessori e Decroly avviarono apposite scuole per i bambini ritardati ma anche per i normodotati.
• Perché ci si pensa solo nel 900 alle innovazioni nel campo educativo? Perché poco prima c’era stata la Rivoluzione Industriale quindi anche le donne avevano iniziato a lavorare quindi i bambini venivano lasciati nei centri di custodia che però non erano salutari.
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