Secondo Ottocento


Il Secondo Ottocento coincide con la stagione dell’imperialismo, la cui civiltà allenta i rapporti con la natura e si presenta come artificiale e urbana, improntata alla modernità; si ha un notevole progresso industriale e la cultura si identifica con il sapere meccanico e tecnico.

Si hanno: capitalismo, liberismo e liberalismo, seconda rivoluzione industriale, nascita società di massa.

Nascono i partiti di massa e i conseguenti movimenti (es. femminismo).
- partiti di destra (conservatori): avversano i progetti utopistici di società perfette e i mutamenti radicali, credono nella libertà, sono severi per ordine e legalità e rispettano la tradizione, la famiglia e la religione;

- partiti di sinistra (socialisti): ispirati alle idee marxiste, auspicano ad una società che veda l’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico; divisi in minimalisti, massimalisti, anarchici.

- partiti di centro (moderatori): aderiscono in parte ai partiti di destra, in parte a quelli di sinistra.

Chi mostra astio nei confronti della civiltà moderna non può far altro che prendere coscienza del proprio ruolo marginale. È la crisi definitiva del modello di vita prima umanistico e poi romantico, che individuava nella cultura e nella figura del letterato il principio stesso della civiltà.

L’intellettuale, che esalta il progresso del mondo ma ne accusa ingiustizie e contraddizioni, intraprende un cammino di specializzazione definendo la propria posizione rispetto ai grandi temi del mondo; libero da istituzioni religiose e statali, inizia a dipendere dal denaro e si attiene alle esigenze del mercato; la felicità da raggiungere è materiale e non vi è più spazio per l’interiorità e i valori dell’uomo: il pensiero e la cultura subiscono un processo di massificazione e borghesizzazione. Nasce, teorizzato da Baudelaire, il concetto di artista da bordello: come un uomo comune egli non può far altro che conformarsi al resto del popolo e perdere sacralità e prestigio: così come una prostituta vende il suo corpo, l’intellettuale vende la sua arte.

Le macchine e le scoperte scientifico-tecnologiche sono simbolo di modernità ed entrano nell’immaginario artistico e letterario perché rappresentano la possibilità per l’uomo di impadronirsi del mondo e modificarlo in base alle esigenze ma anche lo sconvolgimento dell’ambiente e del il rapporto uomo-mondo.

La donna non ha più le caratteristiche tradizionali, non è più passiva ma inizia ad imporsi come soggetto autonomo, ribelle e determinato le cui energia (sentimentale e sessuale) e forza suscitano timore e perplessità perché mettono in crisi il potere maschile individuale e sociale.

Nasce la fotografia e, acquisendo tutte le caratteristiche di una nuova arte, si impone come linguaggio autonomo con un ampio ruolo nella comunicazione grazie alla sua funzione documentaria; essa, pur riproducendo fedelmente la realtà, non esclude la creatività dell’autore poiché il suo vero valore non consiste solo nel soggetto che ritrae ma anche nel modo in cui ciò avviene.

Testi e movimenti chiave:
-Madame Bovary, Gustave Flaubert: viene descritto ciò che l’autore osserva precludendo la partecipazione emotiva; anticipa il Naturalismo;
-Les fleurs du mal, Charles Baudelaire: viene denunciata la modernità, ci si sente estranei alla società, l’arte è una verità superiore, l’intellettuale è in bilico tra dannazione e salvezza; anticipa il Decadentismo.

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