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Romanticismo

Il Romanticismo è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX secolo in Europa. In Italia i più grandi esponenti di questo movimento sono: Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi.
La cultura romantica riguarda tematiche negative: il dolore, la malinconia, il tedio, l’inquietudine, l’angoscia, la paura, l’infelicità, la delusione, il disgusto, il rifiuto della realtà, il vagheggiamento della morte, il fascino del male, dell’orrore e del mistero. Infatti è difficile trovare uno scrittore o un artista di questo periodo che abbia una visione del mondo totalmente serena o ottimistica.
Il periodo in cui si sviluppa il Romanticismo è segnato da rapide trasformazioni che coinvolgono le istituzioni politiche, l’organizzazione economica e sociale e le idee. Questo processo inizia con la rivoluzione politica in tutta l’Europa, c’è il crollo della monarchia e si inizia a credere che la fonte della sovranità sia il popolo; infatti alle idee di autorità e gerarchia si contrappongono quelle di libertà e di uguaglianza.
La rivoluzione economica determinata dall’industrializzazione più lenta e meno evidente alla coscienza collettiva. La rivoluzione industriale si origina a metà dell XVIII secolo in Inghilterra e in seguito si estende durante il XIX secolo nel resto d’Europa determinando un dinamismo irruente nella società. Si apre la strada all’energia dell’inddividuo attraverso l’intraprendenza e la mancanza di scrupoli, grazie a ciò si creano potenze economiche colossali in poco tempo. Cambia anche il modo di vivere grazie all’uso delle macchine che moltiplicano la produzione aumentano le quantità di merci sul mercato. Sorgono quindi nuove città industriali e cambia il rapporto città-campagna. Entra in crisi il lavoro artigiano è muta la forma del lavoro che diventa spersonalizzato. I trasporti diventano più rapidi e anche gli scambi di merci e di idee.
Questi mutamenti generano anche tensione e paura; una forza antagonista è il proletariato operaio sfruttato dall’industria che si ribella a volte con violenza o con gli scioperi. L’industria cambia il volto del paesaggio naturale: la natura era considerata come sacra dalla tradizione e come fonte dei valori più autenti. Ma al senso di colpa per aver abbattuto gli istituti politici e sociali tradizionali si associa quello di aver violato la sacralità della natura.
È opinione diffusa che il Romanticismo abbia le sue radici storiche nella delusione del razionalismo illuministico e nelle speranze della rivoluzione. In realtà alcune tendenze romantiche erano in atto anche prima della Rivoluzione francese. Quindi il Romanticismo è l’espressione di tutto il grande moto di trasformazione di quell’età. L’intellettuale anche se si apparta è pur sempre immerso nella realtà, né patisce le contraddizioni e trasmette la sua esperienza nella sua opera. In questo nuovo concetto artistico l’intellettuale perde la sua posizione privilegiata, è sempre più raramente proveniente dall’aristocrazia o dal clero e può godere di una rendita. Quindi deve trovare un’occupazione per vivere, spesso di scarso prestigio sociale. Si trova ai margini della società e ciò genera in lui frustrazione, rabbia e risentimento verso di essa. Il suo punto di vista è estraniato e questo gli consente un atteggiamento più critico.
Il Romanticismo è caratterizzato dalla razionalità organizzatrice e produttiva, il rifiuto romantico si indirizza in primo luogo contro la ragione. Viene presentato come esplorazione dell’irrazionale, questa indagine su ciò che sfugge alla ragione si manifesta in un’attenzione per la vita dei sentimenti, per le passioni, per gli stati della psiche che escono dalla normalità razionale: il sogno, l’ebbrezza, il delirio, l’allucinazione e la follia. Il romantico tende a sprofondare nell’interiorità concepita come unica realtà esistente. Il mondo esterno non esiste, è solo una proiezione dell’io, da qui scaturisce l’ironia romantica che consiste nel guardare il mondo con distacco.
Le caratteristiche del Romanticismo inizialmente si diffondono in Italia in maniera più velata questo perché i letterati che si avvicinavano al Romantcismo svegliavano la sua vena realistica e storica. Quindi questi letterati vengono definiti come preromantici, tra gli esponenti di questa corrente si trovano Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri.
La data convenzionale della nascita del Romanticismo italiano è il 1816, anno in cui viene fondata la rivista “Biblioteca italiana” dove comparve l’articolo di Madame de Staël “Sulla maniera e la utilità delle traduzione” che portò alla discussione tra i sostenitori del Romanticismo e quelli del Classicismo.
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