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I caratteri della cultura romantica

Dopo la Rivoluzione Francese in Europa cominciò a maturare una nuova sensibilità chiamata Romanticismo (già anticipato con il preromanticismo). Esso rifiutava i principi del relazionismo illuministico e della compostezza neoclassica, in nome di un’arte e di una cultura fondate sul sentimento, sulla riscoperta dell’interiorità e della dimensione spirituale. Nacque in Germania, poi si diffuse in Inghilterra, in Francia, in Italia e in Russia.
L’aggettivo romantic in Inghilterra (inizio 600), era riferito agli elementi fantastici dei romanzi cavallereschi, poi nel 700 venne usato da Rousseau, che definì romantique lo stato d’animo malinconico. In Germania romantisch indicava una nuova sensibilità inquieta. Infine Schengel utilizzò il termine romantico per definire la letteratura da lui considerata moderna in contrapposizione a quella classica. In Italia il termine romantico designò ogni dimensione dello spirito in cui il sentimento prevale sulla razionalità.

Novità del pensiero:
-rivalutazione della religione in tutte le sue forme
-esaltazione del sentimento di tutto ciò che è legato alla dimensione irrazionale dello spirito
-aspirazioni nazionali
-nuova concezione rapporto uomo-natura
-aspirazione nostalgica all’infinito (andare oltre la dimensione materiale dell’esistenza
-concezione dell’arte come espressione spontanea del genio individuale portato a rifiutare regole e modelli
-desiderio di fuga dalla mediocrità delle vita quotidiana
-attrazione per la morte
-celebrazione dell’eroe ribelle, che odia la vita quotidiana (titanismo)
-esaltazione dell’eroe vittima che si isola nel proprio dolore (vittimismo)

Il Romanticismo assegnò il primato alla spiritualità, intesa sia come ritorno alla religione tradizionale, sia come aspirazione al divino. Molti romantici avevano l’esigenza di evadere dalla realtà attraverso i riti esoterici, la magia e la ricerca di dimensioni soprannaturali.
Lo spirito romantico esaltava le passioni (amore) e le manifestazioni irrazionali dello spirito, come la follia e il sogno, che mettono l’uomo in contatto con il mistero e con l’ignoto.
La nature era una fonte di contatto con l’Assoluto, di un messaggio mistico e spirituale che solo l’artista è in grado di cogliere. Il panismo era appunto il sentimento che l’uomo prova di fronte alla natura. La natura veniva anche percepita anche come forza selvaggia e ostile, responsabile del dolore (pensiero di Giacomo Leopardi)
L’uomo romantico soffre di una profonda inquietudine, che nasce dall’insoddisfazione e dall’aspirazione dell’Assoluto. I romantici tedeschi definiscono Sehnsucht (male che nasce dal desiderio) questo stato d’animo che porta all’artista romantico a fuggire nella natura , nell’arte, nella morte, nell’interiorità e a vagheggiare scenari lontani, specialmente il Medioevo (per passionalità e autenticità) e la Grecia antica (per serenità e armonia).

I romantici aveva forte attrazione per la morte, vista sia come fuga dal dolore sia come ricongiunzione con l’Assoluto. Infatti molti considerano il suicidio l’unico modo per sfuggire alla mediocrità della vita.

Dai personaggi romanzeschi nasce un eroe romantico:
-consapevole delle propria profondità d’animo e d’intelletto (eccezionale capacità di soffrire)
-afflitto dal tormento che gli deriva dalla sua superiorità spirituale
-proteso verso grandi mete (titanismo)
-soggetto alle frustrazioni (vittimismo)
-generoso, idealista, animato da idee libertarie e ribelle alle oppressioni.
I romantici esaltarono la specificità delle culture nazionali (al contrario del principio illuminista) e rivalutarono la lingua e le tradizioni proprie di ciascun popolo (recuperarono leggende, canti popolari, fiabe). Il patriottismo romantico indicava però l’esigenza di libertà da parte dei paesi che avevano perduto la loro indipendenza (non indicava la superiorità di alcune nazioni su altre)

Gli intellettuali e la diffusione del pensiero romantico
Nell’800 troviamo due tipi di intellettuali:
-l’intellettuale militante, che si faceva promotore di libertà politiche e civili e sostenitore di rivendicazioni liberali e indipendentistiche
-l’intellettuale escluso, che viveva isolato dalla società, sentendosi incompreso e rifiutato

Nei primi decenni essendoci sempre più alfabetizzazione, cambiarono anche i destinatari delle diverse opere: il popolo. Troviamo il popolo per cui si scrive che non è identificabile con una precisa classe (spicca media e piccola borghesia), e il popolo su cui si scrive identificabile con la povera gente che lavora, rispettosa della famiglia e delle tradizioni (gli umili).
In Italia gli intellettuali romantici avevano una missione sociale, che aveva come fine la conquista della libertà e della formazione di uno stato unitario. Essi cercavano di stimolare la società a partecipare alla lotta contro il dominio straniero.
Durante la Restaurazione in Italia per la stampa è un momento di grande fermento. La maggior parte dei giornali nacque per diffondere le idee liberali e romantiche, e pure gli austriaci si dedicarono alla stampa. Il più famoso periodico filo-austriaco era “La Biblioteca Italiana” dove apparve l’articolo di Madame de Stael (guardo esposizione fatta in classe) dal quale ebbe origine la polemica classico-romantica. In Lombardia le pubblicazioni erano soggette a censure, il caso più famoso fu quello del Conciliatore, in quanto molto polemico con il suo spirito liberale e patriottico che esprimeva nei confronti della Biblioteca Italiana, suscitò sospetti dal governo che la soppressero nel 1819.

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