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⇒ La figura dell’intellettuale della seconda metà dell’800
Il naturalismo si diffonde in Francia con Emile Zola(italo-francese), il quale è il fondatore. Si tratta di intellettuali che sono attratti dal moderno, loro credono nel positivismo(movimento che si contrappone nell’800 all’idealismo) il quale rappresenta il progresso.
Le discipline devono essere studiate con criteri scientifici, anche la letteratura con le sue novelle e romanzi; essa deve preoccuparsi di scegliere il soggetto della trattazione con precetti scientifici, infatti si studia l’uomo con 3 principi scientifici:
→ Momento storico
→ Ambiente (sociale, tecnologico, economico, fisico)
→ Razza
A seconda dei parametri che ci contraddistinguono, l’uomo è diverso. In questi termini si esprime il determinismo materialistico di Taine.
→ Cosa deve fare l’intellettuale
> avere la capacità di guardare oggettivamente l’uomo analizzato, il criterio più importante è l’impersonalità con l’uso di narratori esterni

> entrare nella psicologia dei personaggi per dare scientificità
> esaminare i documenti sociali da cui trarre delle esperienze di vita, devono essere dei modelli.
→ Precursori del naturalismo francese
>de Balzac con l’indagine psicologica
> Flaubert (il quale ideò Madame de Bovary) con l’impersonalità
> fratelli de Goncourt con l’indagine storica
⇒ La poetica di Zola
Le concezioni che stanno alla base della narrativa zoliana si trovano nel volume Il romanzo sperimentale del 1880. Prendendo spunto dal fisiologo Bernard, Zola sostiene che il metodo sperimentale delle scienze debba essere applicato non solo ai corpi inanimati, viventi ma anche alla sfera spirituale, la quale riguarda gli atti intellettuali e passionali dell’uomo. Proprio per questo anche la letteratura e la filosofia devono fare parte delle scienze.
Quindi il romanzo è come il resoconto di un'esperienza scientifica esposto al pubblico.
Questo perché le qualità spirituali sono un dato di natura così come quelle fisiche.
Attraverso la degradazione umana si studia meglio la patologia: la malattia sociale oggetto del naturalismo(già con Fosca). L’uomo è trattato come se fosse un paziente da studiare.
La scienza secondo Zola non ha ancora individuato delle leggi che regolano la vita passionale ed intellettuale dell’uomo ma ci sono due principi:
> l’ereditarietà biologica
> l’influsso esercitato dall’ambiente sociale
la conclusione a cui intende arrivare Zola è che il fine della scienza è far sì che l’uomo diventi padrone dei fenomeni per dominarli, così come il fine del romanzo sperimentale è quello di impadronirsi dei meccanismo psicologici per poi poterli coordinare.
Per questo il fine del romanziere è importantissimo: egli deve aiutare le scienze ad equilibrare la società, eliminando le storture, fornendo, quindi, ai legislatori e ai politici gli strumenti per dirigere i fenomeni sociali.
E’ ovvio il fatto che alla base della sua poetica vi sia una concezione progressista della società e del ruolo dello scrittore, il quale ha un forte impegno sociale.

⇒ Un manifesto del Naturalismo, dei fratelli Goncourt
Uno dei primi manifesti del naturalismo francese è sicuramente questa introduzione che è datata 1864(durante la 1 internazionale a Londra).
Il romanzo di questi fratelli parla di una serva, malata di isteria (anticipo di ciò che verrà poi trattato da Freud nella 1a topica) che peggiora sempre di più fino ad arrivare alla morte per amore. Questa storia è realmente accaduta e nel ricostruire la vicenda i fratelli si fondano su una rigorosa documentazione.
Dal principio la voce narrante, che quasi si identifica con l’autore, si scusa con il pubblico per il fatto che si tratta di un romanzo diverso da ciò a cui egli è abituato.Il pubblico ama i romanzi falsi, le operette maliziose, le confessioni di una fanciulla, le confessioni più intime ecc.. questo romanzo è vero, è rigoroso e puro perché viene dalla strada: si tratta dell’analisi anatomica dell’amore.
La motivazione è simile a quella di Manzoni quando scelse il romanzo: ci si è chiesti se le lacrime che si piangono in basso possono far piangere come quelle che si piangono in alto; in un periodo di suffragio universale, di democrazia, di liberalismo, anche la classi inferiori hanno diritto al romanzo.
Questi ragionamenti hanno indotto i poeti a pubblicare l’umile romanzo di Suor Philomene(1861) e Le due vite di Germinie Lacerteux.
La voce narrante dice che questo romanzo può tranquillamente essere calunniato, in quanto ai loro tempi il romanzo si era imposto gli studi della scienza così da rivendicarne la libertà e l’indipendenza descrivendo quadri di miseria.

⇒ Emile Zola
Emile Zola era figlio di un ingegnere italiano e di una francese e nacque a Parigi nel 1840. Quì dopo la morte del padre fu costretto a lavorare prima come spedizioniere e poi come capo della pubblicità. In seguito si dedicò al giornalismo e ai romanzi.
Scrisse racconti di impronta romantica e fu attratto dalle idee positive. Dopo aver aderito al naturalismo scrisse Therese Raquin nel 1867 che, però, non ebbe molto successo. In seguito scrisse il suo primo ciclo romanzesco, il quale ebbe molto successo economico, i Rougon-Macquart(testo in cui emerge il determinismo materialistico di Taine), che trattano di una dinastia.Il primo volume uscì nel 1871(anno in cui nasce la 3a repubblica francese) e l’ultima pubblicazione è quella dell’anno 1893. Nel 1877 scrisse l’Assammoir, grazie al quale ottiene il successo e grazie al quale riunisce intorno a se giovani scrittori che lo consideravano un maestro e un caposcuola.
Zola espresse le sue idee ne Il romanzo sperimentale del 1880 e nello stesso anno pubblica Nana(a cui si ispirano i circoli milanesi). Questo romanzo tratta dei degradati ambienti del teatro e delle cortigiane(il degrado era un elemento comune ai romanzi naturalistici e probabilmente è a causa di ciò se non ebbero molto successo). 5 anni dopo pubblica Germinal, sulla vita dei minatori.
→ Affare Dreyfus e J’accuse
Durante la terza repubblica francese esplose “l’affare Dreyfus” (dal nome dell’ufficiale ebreo accusato ingiustamente da un millantatore di spionaggio). A causa di ciò la Francia si divise in due parti, chi contro e chi con. Zola si impegnò generosamente a favore di Dreyfus e, quindi, scrisse un articolo: J’accuse(Io accuso 1898). Questo articolo causò la sua condanna a un anno di prigione e l’esilio in Inghilterra.

Muore nel 1902.

→ L’Assammoir
Questo termine significa letteralmente mattatoio.
Gervaise, venuta a Parigi con l’amante Lantier, viene da lui abbandonata con due figli piccoli; così è costretta ad arrangiarsi e fa la lavandaia.
Gervaise conosce Coupeau: un operaio onesto e laborioso. I due si sposano e la famiglia prospera finché un giorno Coupeau ha un incidente a lavoro cadendo da un tetto. Dopo questo incidente , l’uomo trascura il lavoro e si da all’alcol. La famiglia sopravvive grazie al lavoro di Gervaise, la quale ha aperto una lavanderia.
Dopo un po’ di tempo Lantier ritorna e riallaccia i rapporti con la donna mentre Coupeau si degrada sempre di più. La figlia Anna(futura protagonista di Nana) inizia a corrompersi, probabilmente diventa una prostituta come Gervaise, la quale muore a causa dell’alcolismo.
Il finale rappresenta la disgregazione del nucleo familiare nel più brutale dei modi.
In questi racconti le donne vengono rappresentate come inferiori.
Viene usato l’indiretto libero che verrà poi affinato nel verismo con Verga così da rendere la narrazione più vera, si ha infatti un forte senso di realismo. Emergono i tratti psicologici, sociali, ideologici dei personaggi. Quando essi parlano, il narratore tace.
La gente viene “fotografata” (infatti in quel periodo nasce la fotografia): il narratore non compare ma vengono riportati i pensieri dei personaggi; quindi il narratore è esterno ed onnisciente.
→ L’alcol inonda Parigi, da l’Assammoir di Zola
In questo testo emerge in modo chiaro il degrado che caratterizza Parigi in quegli anni: l’Assammoir si è riempito di uomini che fanno la fila di un quarto d’ora per tracannarsi un bicchierino, travolti dal fumo delle pipe e dall’odore acre di tutti quegli uomini. Tutta questa aria consumata provoca in Gervaise una tossettina intermittente(probabilmente tisi).

I compagni di Coupeau gli danno l’appellativo di aristocratico di Cadet-Cassis in quanto, anzichè bere acquavita, beve solo sciroppo di cassis.
Questa circostanza fa riflettere i due protagonisti sull’abitudine ad ubriacarsi.
Gervaise racconta che molto tempo prima beveva l’anice con sua madre a Plassans ma, un giorno, a causa di ciò, stava per perdere la vita e quindi ora la vista dell’alcol la disgusta.
Coupeau invece racconta di odiare l’alcol in quanto suo padre, a causa dell’ebbrezza, muore a causa di un incidente a lavoro. Per questo lui continua a dire che per il lavoro che svolge bisogna essere lucidi: le gambe devono essere ben salde.
Dopo aver riflettuto sull’alcol, Gervaise esplicita i suoi desideri: lavorare tranquilla, avere sempre un tozzo di pane e un buco un po’ decente per dormire[...]un letto, un tavolino, due seggiole e anche educare i suoi figli a diventare dei bravi ragazzi; un altro desiderio è quello di non essere mai bastonata; infine lei desidera morire nella sua casa. Desideri approvati pienamente da Coupeau.
I due successivamente fanno un giro per visitare e guardare i macchinari, spiegati da Coupeau. Però Gervaise, colpita dai vari odori e dai macchinari, sente un brivido di freddo così ripensa ai suoi desideri. Coupeau risponde a un desiderio in particolare: quello di non esser battuta, dicendo che lui non lo farebbe mai anche perchè non beve e quindi le propone di riscaldarsi un po’ i piedi quella sera stessa. La donna però continua a dire di no anche se si volta a sorridergli spesso. Sicuramente avrebbe risposto di si se non avesse giurato di non rimettersi più con gli uomini.
I due si allontanano anche se ancora si sente il frastuono dell’Assammoir.

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