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Movimenti filosofici, letterari, economici e teorie del XIX secolo: sintesi


A cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, l’industria subisce un notevole sviluppo e questo favorisce un atteggiamento di fiducia nei confronti del progresso e della scienza in generale perché essa contribuisce a nuove scoperte ed invenzioni tecnologiche e quindi al miglioramento dell’economia e della qualità della vita.

Nella seconda meta del XIX secolo, in Francia si fa strada una nuova corrente filosofica: il Positivismo, termine usato per la prima volta da Saint-Simon, ma il cui iniziatore è Auguste Comte. Il Positivismo esalta la scienza ed estende il metodo scientifico (basato sull’esperienza e sul rapporto causa-effetto) anche alla società. Da questo, deriva una visione naturalistica della vita che porta al materialismo, cioè alla ricerca del benessere e all’esaltazione di tutto ciò che costituisce un bene materiale, particolarmente durante la Belle Époque.
Nello stesso periodo, Charles Darwin elabora la teoria evoluzionista secondo cui in natura sono presenti due principi:
1) evoluzione delle specie per potersi adattare all’ambiente.
2) selezione naturale in base alla quale l’essere più forte prevale su quello più debole (lotta per la sopravvivenza.
La teoria di Darwin viene applicata da H. Spencer alla società umana (darwinismo sociale) il quale riconosce la superiorità. della classe borghese sempre più ricca. Più tardi, Il darwinismo sociale sarà alla base delle teorie colonialiste.
L’industrializzazione fa nascere il Capitalismo che, se da un lato, vede il trionfo del ceto borghese, dall’altro, peggiora le condizioni delle classi meno abbienti. (soprattutto della classe operaia o proletariato)
La riflessione sulle misere condizioni di vita del popolo è all’origine del Socialismo che trova un teorico in Karl Marx con la teoría del capitale.
Anche la letteratura si interessa dello stesso problema; infatti molti scrittori, nei loro romanzi, descrivono la vita miserevole dei ceti più poveri. Le descrizioni sono molto realistiche e dettagliate e soprattutto oggettive: l’autore non deve mai giudicare od esprimere il proprio parere in proposito (teoria dell’impersonalità dell’opera d’arte). Nasce così in Francia una nuova corrente letteraria: il Naturalismo.
Il massimo esponente del Naturalismo francese è Zola che applica ai personaggi dei suoi romanzi (appartenenti alle classi più povere e disagiate dei bassifondi di Parigi) il metodo sperimentale proprio delle scienze. In Italia, il Naturalismo prende il nome di Verismo il cui iniziatore è Verga che si interessa soprattutto del mondo dei contadini e dei pescatori siciliani.
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