Decadentismo

Il termine “ Decadentismo” si riferisce ad un movimento letterario nato a Parigi nel 1880.
Il termine deriva dal francese dècadent e implica un'idea di decadenza, di consunzione.
Fu Verlaine ad inaugurare la corrente tramite la formulazione del sonetto “Languore”, pubblicato sul periodico parigino “Le Chat Noir” nel 1883: la poesia esprimeva uno stato d’animo diffuso nella cultura del tempo, ovvero quel senso di disfacimento e decadenza, di perdita di ogni speranza e di compiacimento autodistruttivo che preparavano ad un imminente crollo della civiltà e della vita.
Il movimento trovò il proprio portavoce nel periodico “ Le Décadent” da cui la denominazione.

La base della visione del mondo decadente è l’irrazionalismo. I decadenti rifiutano la visione positivistica che considerava la realtà regolata da leggi meccaniche e deterministiche. Rifiutano l’idea che la scienza, una volta individuate tali leggi, potesse garantire una conoscenza oggettiva e totale della realtà. Sostengono che l’essenza della reale sia al di là delle cose , sia misteriosa ed oscura: soltanto rinunciando al razionale si può attingere all’ignoto. (L’IRRAZIONALE)

Per questo il poeta decadente ricerca quegli stati di grazie e perdita di sé che gli permettano di entrare in contatto con l’assoluto e l’inconoscibile. Strumenti principi della conoscenza divengono gli stati abnormi della coscienza, come la l’allucinazione, la malattia, il delirio, la pazzia, il sogno e l’incubo.
Per poter sfruttare tali stati, spesso i poeti li producono artificialmente: fanno un uso massiccio di alcool, assenzio e droghe con la convinzione che tali sostanze stimolino la creatività artistica.

Vero nucleo della poetica decadente è la scoperta e valorizzazione dell’inconscio: esso non è studiato in maniera scientifica e razionalistica, come fece Freud con la sua psicoanalisi, ma è una specie di vortice in cui i Decadenti si lasciano annegare, con la speranza di poterci trovare dentro l’essenza della realtà e della verità.

Il Decadentismo ha caratteri specifici, ma nessuno di questi può essere definito come radicalmente nuovo: i suoi temi, infatti, trovano anticipazione nel movimento del Romanticismo. E’ così che il Decadentismo può essere inteso come una seconda fase – più estrema – del Romanticismo.
Troviamo però delle differenze nella maniera in cui le due correnti affrontano gli stessi temi.

Il Romanticismo rifiuta la realtà concreta e ricerca un mondo “altro”, ideale e fantastico: l’ “io” tende a questa dimensione con grande forza, slancio e entusiasmo. L’ “io” decadente, invece, vuole si accedere ad una realtà più profonda e vera, ma lo fa con un senso di crisi, di compiaciuta voglia di rinchiudersi in se stesso per autocommiserarsi.

La poetica e lo stile
Il poeta è celebrato come un vate o veggente, capace di cogliere significati che sono davanti agli occhi di tutti ma che nessun essere “comune” potrebbe mai individuare. Il poeta è colui che vive d’arte e per l’arte: arte e vita si vengono a coincidere ed egli accede alla realtà solo attraverso il filtro dell’arte. E’ questa la concezione di base dell’Estetismo, una sorta di stile di vita che spinge il poeta a contornarsi di oggetti preziosi e a vivere in maniera eccentrica.

Il Decadentismo inaugura una grande rivoluzione del linguaggio poetico. Non crede che vi siano fenomeni oggettivi e certi, né leggi studiate e invariabili: come tale, si ritiene che neppure le parole abbiano un nucleo e un significato netto e sicuro.
• Le parole sono esaltate nel modo in cui vengono dette, non più come parole stesse: sono pura fonicità e musicalità, insinuano nel lettore sensazioni acustiche che spingono a evocazioni e ricordi perduti.
• Viene usata sempre più frequentemente la metafora, che presuppone quella visione del mondo come rete tra cose e crocevia di indizi, la metafora non crea un legame tra due oggetti che si somigliano, instaura ora relazioni impensabili tra elementi diversissimi tra loro.
• Si usa inoltre il simbolo, che non è inteso come rapporto chiaro e da tutti accettato tra un significante e il suo significato, ma come legame nuovo, sfuggente e spesso mai sperimentato tra realtà lontane fra loro.

• Il linguaggio si fa vago, allusivo, oscuro, al limite della comprensibilità; le parole sono usate con significati nuovi o perdono una chiara caratterizzazione. L’arte si impone allora come qualcosa di difficile e indefinito che solo il poeta può capire, mentre il grande pubblico, privo di sensibilità, si trova ad essere tagliato fuori dal processo e diviene oggetto di un disprezzo più o meno esplicito dei grandi vati della cultura.

Tra i temi ricorrenti della letteratura decadente troviamo:
• La malattia e la morte, considerate come un affermazione di uno stato privilegiato e come consacrazione della superiorità o come stato di alterazione della coscienza.
• Vitalismo . Il vitalismo è legato all’idea del super uomo e simboleggia la volontà di potenza dell’uomo e il suo desiderio di agire, sia in campo pratico sia nella sfera artistica. Influenzati dalle idee di Nietzsche i decadenti esaltano la vita piena e senza freni che afferma sé stessa al di là dei vincoli morali, esaltando la forza e la vita.
• Il sogno, che è un’esperienza privilegiata con cui l’artista decadente riesce a evadere dai canoni imposti dalla ragione;
• Ammirazione per le epoche di decadenza : i decadenti ammirano le epoche di decadenza eleganti e raffinate come il periodo alessandrino ( III sc :a:C) , la tarda latinità imperiale, l’età bizantina. Sono epoche in cui le forze produttive e politiche si esauriscono , ma sono fortemente caratterizzate da raffinatezza ed eleganza .

Tra le figure ricorrenti nella letteratura decadente le più significanti sono:
• L’artista maledetto profana tutti i valori della società , sceglie il male, l’auto annientamento attraverso l’uso delle droghe e dell’alcool. Tale categoria è rappresentata dai poeti maledetti da Oscar Wilde.

• L’esteta ha orrore della vita comune della società dominata dal guadagno e dal profitto , si isola nella solitudine , circondato solo dalla bellezza e dall’arte . (Oscar Wilde)
• Il malato, è escluso dalla vita a cui non sa partecipare per mancanza di energie vitali e per mancanza di volontà corrosa dalla malattia.
• La donna fatale è dominatrice del maschio fragile e sottomesso, è lussuriosa, crudele torturatrice, l’uomo non può sfuggire al suo fascino e può essere portato alla follia. (D’Annunzio)
• Il superuomo. Afferma la propria eccezionalità infrangendo le regole della morale comune, fino a compiere azioni violente (D’Annunzio)

Il Decadentismo in Italia
Sul Decadentismo italiano pesa la valutazione del critico Benedetto Croce, che definendolo come
“ la lettura malata di una società malata” gettò un’ombra di disprezzo su una letteratura invece ricca e innovativa. Croce si scaglia contro la mancanza di ideali e valori costruttivi, deprecando l’autocommiserazione, la mancanza di impegno e il culto della sola forma esteriore, da lui giudicato cinico e immorale.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario 800?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email