Decadentismo

Il decadentismo rappresenta una stagione del gusto, è un fenomeno estetico e letterario che si diffonde in Francia verso la fine dell’800 e si basa sull’esprimere la decadenza morale dell’arte e della società. Ha origine negli anni 80 del 19esimo secolo, quando nei cenacoli di artisti che animavano la rive gauche (lungosenna sinistro) di Parigi, si sviluppa l’idea che la civiltà stia finendo. L’aggettivo decadenti è stato dato dal critico Anatole Baju in seguito alla rivista “Le Decadent”. Importante per il Decadentismo è “Languore” di Verlaine che comincia col verso “Io sono l’Impero alla fine della decadenza”. Il senso di decadenza nacque con l’industrializzazione che portò ad una sensazione di instabilità nella popolazione soprattutto in seguito all’affermazione della classe borghese. In questo periodo l’editoria diventa una macchina economica dove il romanzo, a differenza della poesia, ha successo, qui Baudelaire parla di "perdita d’aureola" dello scrittore che ha l’unico ruolo di intrattenitore. In questo periodo si diffonde anche il parnassianesimo, i parnassiani sono coloro che rifiutano il presente, il progresso, il positivismo e il romanticismo, prediligono un ritorno all’età classica e all’ideale di Bellezza che il poeta raggiunge con la perfezione della forma metrica e stilistica.

Tra i Parnassiani troviamo Baudelaire, il quale fugge dal presente con i “paradisi artificiali” creati dalle droghe. Si diffonde lo Spleen che è una parola inglese, in origine indicava la milza, ora indica l’umore malinconico, una disperazione esistenziale, i poeti hanno l’impressione di essere nati troppo tardi rispetto alle grandi vicende e risultano così inutili. Scoperta è l’inconscio, alla ragione si oppone la vista interiore, il poeta diventa veggente, utilizza l’analogia , trapassi da un’immagine a un’altra e la sinestesia, intreccio di sfere sensoriali diverse. Si diffonde anche l’estetismo, si afferma che solo l’arte è ciò che conta nella vita, si diffonde il culto della bellezza e della forma, vita e arte devono coincidere. Il Decadentismo domina la prosa, in poesia si ha il simbolismo quando Verlaine pubblica i Poeti maledetti, il manifesto del simbolismo appare però nel 1886 sul Figaro firmato da Jean Moreas. La poesia simbolista è l’unica via di cui l’uomo dispone per raggiungere l’eternità, è l’Assoluto, essa è fatta di simboli che vanno compresi, che formano la realtà. In definitiva il Decadentismo rifiuta il positivismo, esalta l’irrazionale, rivaluta il soggetto e vi è una fiducia nella capacità d’azione dell’uomo.
A Ritroso È un romanzo di Joris-Karl Huysmans, decadente ed esteta. Con questo romanzo è stato creato il prototipo dell’eroe decadente(anche Dorian Gray). Protagonista è l’aristocratico Des Esseintes(simbolo estetismo) che dopo essersi lasciato andare nel piacere e nella dissolutezza si rinchiude in una casa a Parigi piena di oggetti preziosi, opere d’arte e libri tutti ispirati alla ricerca della bellezza. Questa prigionia lo porta alla nevrosi e alla sua sconfitta dovendo rientrare nel mondo da lui rifiutato.
Oscar Wilde È con D’Annunzio, il rappresentante del Decadentismo, lui punta a conquistare il pubblico attraverso l’eccentricità, vuole essere il dandy per eccellenza, cioè l’uomo di eleganza impeccabile, esagerato ed originale. Con questo atteggiamento vuole da una parte attirare il pubblico borghese, dall’altro lo disprezza.
Baudelaire Anche lui descrive la figura del dandy, per lui i soldi non sono che un mezzo, un tramite per avere qualcosa di ben più prezioso: la bellezza. Il dandy non desidera il denaro per averlo, ma per poterlo spendere. Il lavoro in quanto tale è denigrato dal dandy, come complicità con la classe al potere, come degradazione dell'individuo, come utilizzo del tempo noioso e ripetitivo. L’amore è l’occupazione naturale degli oziosi, non è il fine a cui tende il dandy. Il suo fine è la perfezione e la bellezza.

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