Ominide 18319 punti

La nostalgia vista attraverso alcuni poeti Pascoli e Leopardi


La nostalgia può sorgere in qualsiasi momento e a qualunque età; può sorgere per una persona cara che ci ha lasciato, per un luogo che evoca in noi, ricordi indelebili, per qualsiasi cosa cui siamo particolarmente legati. La matrice più profonda della nostalgia è rappresentata dalla patria, intesa come luogo in cui si fondano le radici più profonde della nostra esistenza; luogo dove ritroviamo sempre la nostra vera identità, paese natio dove nostra madre ci ha dato alla luce, luogo dove sono racchiusi i nostri affetti più cari. Così come il Pascoli quando ricorda nella sua poesia “Patria” il periodo della sua fanciullezza, quando in un giorno d’estate il poeta sogna con una dolcezza e una nostalgia delicata di ritornare nella sua terra d’origine, il paesello di S. Mauro. Egli rivive in una sorta d’estasi quel dolce e lontano paesaggio dell’infanzia, popolato da semplici piante di melograni e di tamerici. Poi però, come accade nei sogni, il dolce incantesimo è spezzato dal suono delle campane che riporta il poeta alla realtà e il latrato acuto e stridulo di un cane lo fa sentire come un forestiero, gli fa avvertire il senso di totale estraneità nella sua terra.
Quello stesso senso di dolce amara malinconia che pervade la mente dei giovani che vogliono intraprendere un viaggio in solitudine per staccarsi dai propri cari, per fare un’esperienza culturale e lavorativa all’estero, meta delle grandi opportunità e di una mente aperta alle novità che purtroppo noi italiani spesso tendiamo a dimenticarci.
Il tema della nostalgia è sovente celebrato nelle opere dei grandi poeti del passato. Mi sovviene in particolare “A Silvia” di Giacomo Leopardi, in cui egli scrive “Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi. E tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi”. Il tema principale di questa strofa è quello della rimembranza, evidenziato dai sostantivi, “rimembri”, “tempo”. Il poeta si rivolge a Silvia ricordandole il tempo felice della giovinezza in cui entrambi coltivavano speranze per il futuro, tradite poi dalla dura realtà della vita. Nella fantasia del Leopardi Silvia rappresenta soprattutto il simbolo della sparanza nella giovinezza, fatta di attese, illusioni e delusioni.
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere 800?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email