Billie Eilish, cos'è il "body shaming" di cui è stata vittima

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Fonte foto: facebook

A una settimana dall’uscita del nuovo singolo, No Time To Die, nonché nuova colonna sonora del prossimo 007, Billie Eilish è di nuovo uno dei temi in tendenza su Twitter. Purtroppo non per la sua musica, ma per il suo corpo, che in queste ore sta ricevendo duri attacchi da parte degli haters, non solo inglesi e americani, ma anche molti commenti italiani, nei quali si leggono insulti sul fisico considerato imperfetto della cantante.
Scopriamo insieme cosa sta succedendo.

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“Body shaming” nei confronti di Billie Eilish: cos’è successo?

Il tutto è nato da un paio di foto pubblicate su Twitter dal 'Daily Mail Celebrity', nelle quali l’artista è ritratta struccata, con i capelli raccolti, in canotta e pantaloncini mentre cammina per le vie di Los Angeles. Tanto è bastato a scatenare la furia dei leoni da tastiera che si sono sentiti liberi di commentare il fisico sfoggiato da Eilish. Tra i commenti più terribili in lingua inglese si legge “Nel giro di 10 mesi a Billie Eilish è venuto il corpo di una mamma alcolizzata trentenne”, ma noi italiani non siamo stati da meno, e un commento in particolare ha già fatto il giro del web; “Fa più schifo di Adele 10 anni fa”. Non ci è voluto molto dunque prima che l’insieme di questi commenti maligni facesse nascere un vero e proprio caso, portando Billie Eilish tra le prime posizioni delle tendenze nella classifica di Twitter.



Billie Eilish e il body shaming

Il body shaming, ovvero la derisione ai danni di qualcuno causata dal suo aspetto fisico, un tema non estraneo a Billie Eilish, ma anzi particolarmente caro all’artista, tanto che qualche mese fa aveva pubblicato un breve cortometraggio sul suo profilo Instagram dal titolo “Not My responsability”, proprio in risposta a tutti gli insulti di body shaming che in passato aveva ricevuto. Nel video in questione vediamo la giovane cantante spogliarsi dei suoi vestiti e immergersi totalmente in una vasca di acqua nera, mentre pronuncia un discorso molto toccante e pregno di significato: "Alcune persone odiano quello che indosso, altre lo lodano. Alcune persone lo usano per far vergognare gli altri, altre lo usano per farmi vergognare. Ma sento che guardi, sempre. E niente di quello che faccio passa inosservato. Se indosso ciò che è comodo, non sono una donna. Se lascio scoperti degli strati, sono una puttana. Anche se non hai mai visto il mio corpo, lo giudichi comunque e mi giudichi per questo. Vorresti che fossi più piccola? Più debole? Più morbida? Più alto? Vorresti che stia zitta? Le mie spalle ti provocano? Facciamo supposizioni sulle persone in base alle loro dimensioni. Decidiamo chi sono. Decidiamo quanto valgono. Chi decide cosa significa se sono più o meno vestita? Il mio valore come persona si basa solo sulla tua percezione? O la tua opinione su di me non è una mia responsabilità?”.


Altri casi recenti di body shaming

Un altro caso recente di body shaming è stato quello su Vanessa Incontrada. Infatti la conduttrice televisiva aveva posato senza veli per la copertina di Vanity Fair lo scorso mese, scatenando subito moltissime polemiche in merito. Infatti Incontrada voleva mandare un messaggio di body positivity, cercando di convincere tutti, in particolar modo le donne, ad accettare il proprio corpo. Molti sono stati invece i commenti sul fatto che il corpo della conduttrice non fosse “abbastanza imperfetto” per poter essere portavoce di questo messaggio, attivando quindi una vera ondata di body shaming anche su una foto che era nata per comunicare tutt’altro.

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«Questa copertina è il momento più bello degli ultimi anni», racconta sul numero di Vanity Fair in edicola dal 30 settembre l’attrice e conduttrice @vanessa_incontrada che in cover si mostra completamente nuda. «È il punto d’arrivo che vede il mio corpo diventare un messaggio per tutte le donne (e per tutti gli uomini): dobbiamo tutti affrontare, capire e celebrare una nuova bellezza». «Abbiamo voluto questa copertina per riflettere sul tema della Body Positivity e sulle implicazioni del concetto classico di bellezza sulle nostre vite», dichiara il direttore di Vanity Fair @marchettisimone. «La questione è complicata, vede il corpo delle donne in prima linea e annovera tutto quello che ci è stato insegnato con libri, spot, film, moda, cartoni animati e condizionamenti sociali, culturali e famigliari dagli anni Cinquanta a oggi. In fatto di bellezza, oggi sta succedendo quello che è successo alla terra dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo: là dove si pensava finisse il mondo, ne è iniziato un altro. E là dove si pensava finisse la bellezza forse e finalmente ne sta sorgendo una tutta nuova». #VFnessunomipuogiudicare Foto di @maxvadukul Fashion stylist on set @marchettisimone Assistente fashion per preparazione moda, Martina Antinori Assistente fashion on set, Camilla Fioravanti Producer @marinamoretti64 Hair @irenegrecomilano Make Up Arianna Campa @Closeupmilano Manicure Carlotta Saettone @W-MManagement Bracciali Iconica in oro rosa @pomellato

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