Tasse universitarie: 11 atenei fuori legge

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

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Il diritto all’istruzione è sempre più a rischio, soprattutto quando si parla di università. Sarebbe un ateneo italiano su cinque ad esigere dagli studenti tasse superiori ai limiti imposti dalla legge. Intanto l’ateneo di Pavia, uno dei più cari in assoluto della Penisola, dopo il ricorso sul caro tasse del Coordinamento per il diritto allo studio e l’Unione degli Universitari e a causa della condanna del Tar Lombardia, dovrà risarcire i propri studenti con ben 1,7 milioni di euro, corrispondenti alla somma di tasse extra versate da quest’ultimi.

UN ITER COMPLICATO

- La legge riguardante tale capitolo alquanto delicato è stata soggetta nel corso del tempo a varie modifiche. Inizialmente prevedeva che le tasse versate dagli studenti non superassero il 20% del Fondo di finanziamento ordinario garantito agli atenei dallo Stato ogni anno. Poi con la riforma Gelmini qualcosa è cambiato, e a causa della politica dei tagli alle università, quella percentuale è aumentata. Infine la riforma di Profumo, in clima di spending review montiana, ha imposto che fosse tolta dal conteggio delle tasse versate annualmente dagli studenti agli atenei di riferimento, la quantità di quelle imposte ai fuori corso (circa due studenti su cinque), aggiungendo dall’altro lato, sempre ai fini del computo complessivo, al Fondo di finanziamento ordinario tutti i contributi statali versati alle università.

LA LEGGE

- Ad ogni modo allo stato attuale delle cose la legge che regolamenta il sistema di tassazione degli atenei prevede che quanto versato dagli iscritti non oltrepassi quella famosa percentuale. Insomma, laddove gli atenei impongano ai propri studenti tasse che se cumulate vanno ben oltre il 20% dei fondi stanziati dalle casse statali per le università, allora si elude la legge. “Il parametro del 20% non è un parametro indicativo, bensì vincolante, perché tutela il diritto allo studio e il carattere pubblico e universale del’università”: questa la dichiarazione a Repubblica.it di Luca Zecchin, segretario del Coordinamento per il diritto allo Studio/Udu di Pavia.

LE UNIVERSITA’ FUORI LEGGE

- Ebbene, se prima delle riforme del Governo Monti le università fuori legge in materia di tasse erano 35, ad oggi questa cifra è scesa decisamente ma resta ben lontana dall’azzerarsi. Sono 11 gli atenei italiani ad esigere tasse che sforano i limiti imposti dalla legge. In testa a tutti ci sarebbe l’università statale di Bergamo presso la quale il rapporto tra i contributi annuali degli iscritti e quelli statali andrebbe ben oltre il 20%, sfiorando il 30%. La seguono la Ca’Foscari di Venezia e la Bicocca di Milano dove le percentuali si assestano comunque al di sopra del 24%. L’Università di Pavia aprirà le danze delle restituzioni che, considerando gli 11 atenei al momento fuori legge, potrebbero arrivare in totale ad un “montepremi” di 37 milioni di euro complessivi da rimborsare agli studenti.

Le rette della tua università sono care?

Margherita Paolini

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