Tasse universitarie, la novità è che aumenteranno

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Tasse universitarie e spending reviews

In arrivo novità per le tasse universitarie grazie al nuovo decreto legge sulla spending review. Gli atenei di fatto aumenteranno le rette, ma ci saranno differenze tra studenti in corso, fuoricorso, comunitari e stranieri.

PRIMA E DOPO LA SPENDING REVIEW - Finora le tasse universitarie non dovevano superare il 20% del Fondo di finanziamento ordinario ricevuto da ogni ateneo. Tuttavia molte università non rispettavano questo limite. Il nuovo decreto legge sulla spending review approvato la scorsa settimana stabilisce che le università calcolino le rette annuali in relazione solo agli studenti in corso e comunitari e che non superino il tetto del 20% di tutti i finanziamenti pubblici ottenuti (quindi la somma di Fondo di finanziamento ordinario, risorse collegate ai bandi di ricerca nazionali, fondi per l’edilizia ecc.). Dal momento che il limite è lo stesso, ma le risorse sulle quali è calcolato sono maggiori, le rette universitarie potranno risultare più elevate rispetto a quelle attuali.

STANGATA PER FUORICORSO E STRANIERI - E poi è necessario puntualizzare sul fatto che questo calcolo non riguarderà gli studenti fuoricorso e gli stranieri. Non esistendo nessun limite nel decreto citato, per loro le tasse universitarie potrebbero lievitare anche notevolmente essendo gli atenei liberi di stabilirne la cifra. E tra gli studenti si alza il livello di preoccupazione: tra la crisi e l’aumento delle tasse, frequentare l’università potrebbe non essere più alla portata di tutti.

LE TASSE IN INGHILTERRA - Ma nel mondo c’è chi sta peggio. Uno dei Paesi in cui gli studenti pagano le tasse universitarie più alte è l’Inghilterra. Dopo la riforma del sistema universitario, qui le rette si sono pressoché triplicate e uno studente può arrivare a pagare anche fino a 9.000 sterline (ben oltre i 10.000 euro) ogni anno. Per far fronte alla spesa, gli universitari inglesi spesso ricorrono a un prestito con lo Stato, che sarà restituito solo quando il laureato inizierà a lavorare guadagnando circa 15.000 sterline l’anno (circa 20.000 euro).

Secondo te è giusto pagare le tasse se l’università è pubblica?

Cristina Montini

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