Esami universitari, come reagire davanti a un 18?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
rimandare esame
Tra pochi giorni quasi tutti gli atenei italiani ricominceranno a ripopolarsi di studenti dopo mesi di didattica a distanza dovuti all’emergenza sanitaria da Covid-19. In questi giorni, invece, continuano gli esami della sessione di settembre e una domanda che assilla molti studenti riguarda l’accettare o meno il 18 preso all’esame. È un voto minimo ma indispensabile, per alcuni un traguardo, per altri una sconfitta.
Ecco quando è fondamentale accettare il 18 e quando no.

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Università: quando accettare il 18 e quando no

Il percorso universitario a volte può avere qualche sbandata: tanti esami da sostenere, l’ansia del voto, le aspettative di chi generalmente studia molto e la fretta di arrivare dritti alla laurea. Molti studenti universitari, però, non sanno come reagire ad un voto molto basso perché potrebbero rovinare la media e cambiare la carriera universitaria brillante. Quindi, cosa bisogna fare se il voto ad un esame è 18? Ecco le ragioni per accettarlo o no.

18 al primo esame: i pro e i contro

Si sa, agli occhi delle matricole l’università è un mondo tutto da scoprire. Il passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado, infatti, non è semplice per tutti: non ci sono più gli stessi vincoli ma le responsabilità sono sicuramente più importanti. Al primo esame tutti si aspettano di iniziare “con il botto” ma non è sempre facile: il metodo di studio potrebbe essere stato non quello giusto e l’esame potrebbe andare differentemente da come si immaginava. Come fare in questa circostanza? Se decidi di accettarlo ti potrebbe tranquillizzare il fatto che c’è sempre modo di alzare la media con gli esami successivi. In caso contrario, dovresti valutare l’eventuale scoraggiamento dato dalla bocciatura. In altre parole, rimandare potrebbe solo portare a conseguenze negative.

18 all’ultimo esame: i pro e i contro

Anche in questo caso tutto dipende dalle priorità che si danno all’università: se l’obiettivo di uno studente è mantenere una media alta è plausibile che si rifiuti il 18 anche se è l’ultimo esame. Se invece l’obiettivo è finire l’università nel minor tempo possibile sarà meglio non soffermarsi troppo sui voti. Dopo l’ultimo esame, infatti, si dovrebbe concludere anche il lavoro di stesura della tesi e procedere con la concretizzazione degli studi fatti con la laurea.


Accetta il 18 se si è fuori corso

Diventare studenti fuori corso significa pagare tasse universitarie più alte e ritardare sempre di più il giorno della laurea. Per questo, sebbene rifiutare un voto dia la possibilità di migliorare la media alla sessione successiva, se si è fuori corso è sempre consigliabile accettare anche un 18.

Accetta il 18 se sono pochi crediti

Se un esame vale pochi crediti, ad esempio 6, si potrebbe accettare anche un 18 senza esitare perché non avrebbe molta valenza alla fine degli anni accademici. Inoltre, uno studente che riceve la borsa di studio, dovrebbe sempre pensare al numero di crediti da avere alla fine dell’anno: se l’esame, anche con un “brutto” voto come 18 o 19 può dare i crediti necessari per ricevere la borsa di studio, perché esitare ad accettare?
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23 settembre 2020 ore 15:30

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