Scuole che danno lavoro: i diplomi e gli sbocchi occupazionali

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Diplomi e occupazioni: l'analisi del Miur e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il Ministero dell'Istruzione ha recentemente pubblicato i risultati di un’analisi condotta in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per studiare le tendenze e i rapporti fra istruzione e mondo del lavoro. I dati che emergono abbracciano diversi fattori fra cui il tasso di occupazione, il settore di impiego e il tipo di contratto, calcolati nei due anni dal conseguimento del diploma di scuola superiore.
Per questo motivo, gli ultimi dati aggiornati a disposizione fanno quindi riferimento ai diplomati nell’anno 2016.

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Il primo elemento preso in considerazione è sicuramente il tasso di occupabilità dei diplomati, considerata come la “capacità di trovare un impiego” nei due anni successivi al conseguimento del diploma.
Quel che è emerso è che almeno il 37% dei diplomati ha trovato un impiego nel periodo di tempo preso in considerazione. Tra questi, il 62% proviene da Istituti Professionali, il 49,5% da Istituti Tecnici e infine il 22,4% dai Licei.
Tra i Licei, l’indirizzo che tra tutti facilita l’accesso nel mondo del lavoro è il Liceo artistico (35,7%), seguito da quello delle Scienze Umane (32,4%), dal Musicale e Coreutico (31,5%) e dal Linguistico (29,2%). All’ultimo posto si piazza invece il Liceo Classico (14,1%). Leggermente meglio lo Scientifico (16,5%) e lo Scientifico indirizzo Scienze Applicate (16,5%).
Tra i Tecnici invece quelli con più ampia possibilità di occupazione dopo il diploma sono quelli di indirizzo tecnologico (50,2%). Pochissimi punti più sotto stanno invece gli indirizzi del settore economico (48,9%).
Infine, tra i Professionali in testa alla classifica si piazzano quelli ad indirizzo Industria e Artigianato (65,1%), che superano di qualche punto quelli specializzati nel settore Servizi(61%).


Che tipo di contratto hanno i diplomati?

Dopo due anni dal conseguimento del diploma, tra tutti i tipi di contratto - con un netto vantaggio numerico rispetto agli altri - si trovano quelli di tipo determinato (49,4%), mentre solo il 3,2% dei diplomati ottiene un contratto a tempo indeterminato. Il 9,1% invece frequenta un tirocinio.
Le percentuali sui contratti di apprendistato rimangono comunque basse (8,3%) così come quelle relative ai contratti di collaborazione (3,6%).
In generale tutti i tipi contratti si attestano in netta maggioranza nel settore dei Servizi (76%), seguito da quello dell’Industria (19,2%) e da quello dell’Agricoltura (4,8%) all’ultimo posto.

Che tipo di lavoro hanno?

Tra i diplomati nel 2016 con un occupazione, circa la metà è reclutata in Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (47,9%), mentre il 16,9% svolge professioni non qualificate. L'11% è impiegato; il 7,9% è artigiano, operaio specializzato o agricoltore; il 6,8% esercita una professione tecnica. Poi abbiamo il 5,2% che è Conduttore di impianti o operaio semiqualificato addetto a macchinari fissi e mobili e, infine, il 4,3% impegnato in Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione.

Il primo contratto di lavoro: quanto tempo ci vuole dopo il diploma?

Gran parte dei diplomati occupati (28,8%) impiega dai tre ai sei mesi per ottenere il primo contratto dopo il titolo, mentre un numero leggermente inferiore ma altrettanto cospicuo riesce a firmare un contratto in un tempo compreso fra i sei mesi e un anno (24,4%). Il 20% invece impiega un massimo di tre mesi e il 12,4% in meno di un mese. Solo il 14,5% infine trova un impiego a più di un anno di distanza dal diploma.
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