Maturità 2019: tesina, quanto ci manchi! Nuovo esame promosso, ma l'orale rimane indigesto

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Manca ormai una settimana al debutto della nuova Maturità. In tanti si sono confrontati sulla bontà della riforma e sulla tempistica con cui sono state ufficializzate molte delle novità. Quasi mai, però, è stato chiesto il parere di chi le prove dovrà affrontarle in prima persona: gli studenti. A pochi giorni dal via ci ha pensato Skuola.net, attraverso un sondaggio online che ha coinvolto un campione di 1.100 maturandi. Ora che si avvicina il momento della verità, avranno iniziato a farselo piacere il nuovo esame di Stato? Dipende. Perché su alcuni aspetti – come l’eliminazione della terza prova, la nuova struttura dello scritto d’italiano e la redistribuzione dei crediti (con un peso maggiore attribuito alla carriera scolastica – i ragazzi promuovono la Maturità 2019. Mentre sul resto – scritto d’indirizzo e colloquio orale – le modifiche apportate dal Miur vengono sonoramente respinte al mittente. Peccato che indietro non si torni.

Nuova Prima Prova 2019: per gli studenti è promossa

Partiamo concentrandoci sui passaggi che hanno conquistato gli studenti. Una delle novità che ha fatto molto discutere ma che innegabilmente è andata incontro ai gusti dei maturandi è la scelta di eliminare il tema storico dalle tracce del primo scritto (che tra l’altro era tradizionalmente tra le meno scelte dai ragazzi). Va ricordato che la storia potrà tornare nelle altre tracce come ha assicurato in più occasioni il Miur stesso. Ma il cambiamento riceve comunque il placet del 30%, contro solo il 21% che preferirebbe tornare alla formula dell’anno scorso; anche se non va trascurato un 37% che tende a evitare tracce che chiamano in ballo la storia a prescindere dalla forma in cui esse vengono presentate.

Proseguendo con le note liete (almeno nell’ottica dei diplomandi) apprezzato anche l’addio al saggio breve, sostituito dal testo argomentativo: la nuova tipologia conquista il 43% dei consensi, complici l’assetto più snello e le simulazioni svolte a scuola nei mesi scorsi. Restando sulla prima prova, promossi anche il raddoppio degli autori protagonisti dell’analisi del testo: piace a circa 2 maturandi su 5.

La terza prova? Ai diplomandi 2019 non mancherà

Bene anche l’eliminazione della terza prova, novità che mette d’accordo il 45% dei maturandi, secondo i quali la struttura con due prove scritte e una prova orale, tutte con lo stesso punteggio (massimo 20 punti), è assolutamente un cambiamento in meglio. Elemento, quest’ultimo, che va a braccetto con l’altra grande approvazione accordata dagli studenti al lavoro del Miur: quello che riguarda il nuovo sistema di attribuzione dei crediti scolastici: ben il 59% vede l’aumento da un massimo di 25 punti al nuovo tetto posto a 40 crediti una decisione saggia, in grado di esaltare il percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio delle superiori.

Due materie in seconda prova 2019: sarebbe stato meglio evitare

Ma veniamo ora ai tasti dolenti. I maturandi, seppur d’accordo su buona parte dell’esame, criticano senza possibilità d’appello i cambiamenti in merito alla seconda prova e all’orale. Non a caso le due parti più controverse della riforma. La cara, vecchia, materia unica di indirizzo che caratterizzava il secondo scritto piaceva quasi a tutti: il 71% degli studenti avrebbe senza dubbio preferito replicare una prova simile a quella svolta dai colleghi dello scorso anno anziché doversi cimentare con la temuta prova multidisciplinare, con la doppia materia (come matematica e fisica in contemporanea al liceo scientifico o latino e greco assieme al liceo classico).

Maturità 2019, colloquio orale: agli studenti proprio non piace

Anche la tesina mancherà parecchio agli studenti: circa 6 su 10 (il 59%) avrebbero preferito svolgerla al posto della relazione sull’alternanza. E una maggioranza ancora più netta boccia in maniera inequivocabile le ormai famose buste dell’orale, dalle quali gli studenti dovranno pescare lo spunto iniziale del loro colloquio: contrario è addirittura il 79% dei maturandi. Infine, non vanno giù agli studenti neanche l’introduzione in sede d’orale delle domande su Cittadinanza e Costituzione: è il 58% che pensa non sia giusto, vista anche la scarsa preparazione fornita dalla scuola.

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20 novembre 2019 ore 16:00

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