Lunga, formativa e con i prof ‘alleati’: i 6 punti dell’alternanza da ‘10 e lode’ secondo gli studenti

Marcello G.
Di Marcello G.

alternanza scuola lavoro che funziona aspetti positivi

A dispetto delle polemiche, l’alternanza scuola-lavoro inizia a ingranare la marcia giusta. A dirlo un’analisi di Skuola.net effettuata su 4500 studenti delle classi terze e quarte delle scuole secondarie superiori. Nell’ultimo anno scolastico, infatti, il 95% degli intervistati ha svolto attività di alternanza scuola lavoro (numeri confermati dalle prime proiezioni ufficiali del Miur) e più di 6 ragazzi su 10 - il 61% - ripeterebbe l’esperienza. Quindi non è tutto da buttare ma sicuramente da migliorare: non è un caso che una alternanza scuola lavoro di qualità, realmente formativa e coerente con le propensioni degli studenti rientri tra le priorità per la scuola del futuro espresse in #RemakeSchool, il Manifesto di Skuola.net per la ‘Nuova Scuola’, presentato alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli in occasione dell’uscita del libro “Chi se ne frega della scuola” e approvato online da 37mila studenti.

L'alternanza scuola lavoro che funziona

Ma quali sono gli ingredienti per una alternanza scuola lavoro che sia il più possibile soddisfacente per gli studenti? Analizzando e filtrando gli stessi dati, Skuola.net ha individuato quali sono gli aspetti che influenzano il giudizio positivo. Qual è, dunque, l’identikit dell’alternante ‘felice’?

6. È stato coinvolto dal soggetto ospitante in compiti operativi

Un buon tirocinio passa per un coinvolgimento effettivo nelle dinamiche dell’impresa. Il 42% degli alternanti felici ha apprezzato soprattutto il fatto di aver ‘lavorato’ sui compiti principali (in generale, invece, il dato si ferma al 33%). In pochissimi hanno svolto mansioni di contorno: solo il 12% è stato messo a fare le fotocopie o cose del genere, l’8% appena ha guardato senza mettere mano alle cose, solamente il 7% ha fatto poco o nulla (la media di tutti gli alternanti nel primo caso sale fino all’14%, nel secondo all’11%, nel terzo addirittura al 12%).

5. Ha passato più giorni sul posto di lavoro rispetto agli altri

Oltre la metà dei ragazzi soddisfatti – il 54% - ha passato almeno 15 giorni fuori dalle mura scolastiche (a fronte di una media del 35%). Ancora meglio se il tirocinio è effettuato per più giorni consecutivi: il 36% delle volte in cui il tirocinio va a buon fine è perché si ‘vive’ appieno la settimana lavorativa. Molto gradito sembra essere anche un periodo svolto durante le pause dalla didattica: il 35% dei ‘soddisfatti’ è tornato in azienda quando la scuola era chiusa (d’estate o nella pausa natalizia).

4. L'esperienza è stata coerente con gli studi o con le proprie passioni

Centrale anche la coerenza tra materie studiate a scuola e mansioni lavorative – riscontrata dal 47% degli alternanti soddisfatti (a fronte di una media del 33%) - nonché le prospettive per il post-diploma (nel 54% dei casi esaminati per la ricerca, le aziende hanno chiesto a ragazzi di rimanere in contatto per eventuali collaborazioni future). Il 53% di quelli che promuovono la loro alternanza, infatti, la giudicano molto utile per aver tracciato la strada verso il futuro (per la totalità dei ragazzi di terza e quarta superiore il dato si ferma al 34%).

3. Ha ricevuto un’adeguata formazione, sia a scuola che in azienda

Analizzando gli esempi virtuosi, ci accorgiamo che nel 56% dei casi la scuola ha spiegato agli studenti l’obiettivo e gli scopi del progetto (la media, invece, è solo del 44%). E che nel 64% all’alternante è stato affiancato un tutor aziendale per tutto il tempo del tirocinio (il dato generale è del 56%).

2. Ha potuto scegliere tra più offerte di tirocinio

Proprio la scuola nel suo complesso potrebbe fare di più. Se gli studenti hanno la possibilità di scegliere tra più offerte di alternanza, probabilmente avranno più chance di tornare soddisfatti: 3/4 dei ragazzi contenti dell’alternanza – il 74% - ha avuto un’ampia rosa di scelte (il 48% ha sfruttato l’occasione, il 26% si è affidato al caso).

1. I professori lo hanno aiutato al momento del ritorno in classe

Anche se l’elemento in grado di spostare l’ago della bilancia è soprattutto l’atteggiamento della scuola. Il 71% dei ragazzi ‘soddisfatti’ ha avuto docenti che hanno giustificato al rientro in classe, posticipando verifiche e interrogazioni. Proprio questo è uno dei nodi più ostici da districare: i professori ‘alleati’ fanno alzare i giudizi, ma non tutti gli insegnanti la pensano così (il 40% - dato generale - non permette che l’alternanza condizioni il proprio lavoro).


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