Governo Draghi, cosa cambia ora: il programma in punti (spiegato facile)

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Di paolodifalco01
Draghi discorso programmatico


Nel discorso programmatico al Senato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha fornito gli elementi chiave che guideranno la sua azione di governo, dedicando ampio spazio a delle tematiche che ci toccano da vicino come: il mondo dell’istruzione, il futuro delle nuove generazioni, la battaglia contro i cambiamenti climatici, la transizione ecologica e la lotta alla pandemia vista come un’opportunità per costruire una nuova Italia.
Prima di tutto, però, il premier ha voluto rivolgere un pensiero "a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari." Ma quali sono stati i pilastri del programma sul quale il governo Draghi chiede la fiducia al Parlamento? Andiamo a vederli.

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  • Cosa cambia nel mondo della scuola?

    Per quanto riguarda l’ambiente scolastico, Draghi ha evidenziato le carenze della Didattica a Distanza che "pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze." Proprio per questo, ha ribadito l’esigenza di tornare a un orario scolastico normale attraverso le modalità più adatte, come la distribuzione in diverse fasce orarie; ma questo dovrà per forza di cose avvenire in sicurezza. Inoltre, per far fronte alle carenze della Dad sarà necessario recuperare le ore di lezione in presenza perse negli scorsi mesi, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove la scuola ‘a distanza’ ha incontrato maggiori difficoltà.
    La novità più importante consiste però nella manifestata esigenza di disegnare un nuovo percorso educativo, con nuove materie e metodologie, per rispondere agli standard qualitativi richiesti dalla società attuale e, al contempo, di formare alle nuove professioni del futuro in modo da coniugare "le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo". Per fare questo, nel programma, si prevedono maggiori investimenti sulla formazione della classe docente che dovrà essere preparata per adeguarsi alle nuove esigenze dei ragazzi.
    Un ruolo di primo piano, nei piani del nuovo Esecutivo, dovrà essere assunto dall'istruzione tecnica, a cui il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (ovvero il piano di investimenti che l’Italia delle presentare alla Commissione Europea nell’ambito del Next Generation UE) assegna ben 1,5 miliardi. L’organizzazione di queste scuole andrà profondamente innovata, per evitare lo spreco di tali risorse. A questi investimenti, poi, si aggiungeranno quelli crescenti per i comparti della ricerca e dell’innovazione digitale delle scuole, le quali dovranno essere in grado di offrire strumenti digitali anche durante la didattica in presenza.

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    Come continuerà la lotta alla Pandemia?

    Per quanto riguarda la principale emergenza del nostro Paese, la pandemia, la priorità del nuovo governo è quella di distribuire in fretta il vaccino ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari presenti sul territorio e soprattutto sfruttando tutte le strutture disponibili (sia pubbliche e private) per una rapida vaccinazione di massa. Non è ancora chiaro se rimarranno in vigore gli attuali criteri per il contrasto alla diffusione del virus - come la distinzione del Paese in zone bianche, gialle, arancioni e rosse - ma il Premier ha sottolineato che è fondamentale investire sulla sanità territoriale, imbastendo una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità) per rispondere in maniera immediata ed efficace alle esigenze dei cittadini.

    Cosa cambia nella lotta ai cambiamenti climatici?

    Per il Governo, la lotta al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici rappresenta uno snodo fondamentale e, proprio per questo, nel suo discorso Draghi ha ribadito che occorre "proteggere il futuro dell'ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale". Per poterlo fare ci vuole però un approccio nuovo e organico verso i seguenti temi: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra.
    Naturalmente sarà necessario che alcune attività economiche cambino radicalmente, pur nel rispetto dei lavoratori. "La scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi". Ma come avverrà la tutela dei lavoratori? Attraverso un miglioramento degli strumenti esistenti, come l'assegno di riallocazione e un rafforzamento delle politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati.

    Cosa si farà per rendere il Sud più competitivo?

    Il piano dell’ex governatore della Banca d’Italia per il Sud è quello di far sviluppare al Mezzogiorno la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali in modo da creare posti di lavoro e di porre rimedio al declino demografico e allo spopolamento delle aree interne. Condizione essenziale per raggiungere questo obiettivo sarà sicuramente la creazione di un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite.
    "Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all'esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza": queste le parole che sottolineano l’esigenza di migliorare la preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi.

    Quali sono gli obiettivi cardine del Next Generation UE?

    Per quanto riguarda, infine, il piano per poter accedere agli aiuti europei, il Premier ha ribadito che le priorità stabilite dal precedente esecutivo rimarranno invariate ma verranno approfondite e adeguate ai canoni richiesti dalla Commissione Europea. Quindi i principali settori in cui si investirà saranno: l'innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l'equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.

    Paolo Di Falco
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    22 febbraio 2021 ore 15:30

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