Coronavirus: verso il coprifuoco alle 23 in Lombardia

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
coprifuoco lombardia

Dopo l’aumento dei contagi da Covid-19 e il conseguente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dalla Regione Lombardia è arrivata la volontà di proseguire con nuove misure restrittive per evitare l’ulteriore diffusione del virus. Nelle ultime ore il governatore Attilio Fontana, infatti, ha annunciato che la regione ha ricevuto parere positivo dal Governo per istituire un vero e proprio coprifuoco dalle 23.0
0 alle 5.00 in Lombardia. Ecco cosa potrebbe accadere a breve.

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Abbiamo deciso di emanare un provvedimento che sia anche simbolico, che dalle 23 alle 5 di mattina le attività siano chiuse e la gente sia in casa e che, salvo il caso di urgenze, non si possa circolare per le strade in Lombardia”. Sono queste le parole di Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia, usate per commentare la probabile nuova misura da adottare sull’intero territorio regionale. Il governatore, infatti, è preoccupato dalla seconda ondata di contagi e ne trova la causa negli assembramenti fatti nell’ultimo periodo tra movida notturna, feste e incontri nelle piazze. La decisione di istituire un coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00 del mattino è stata presa all'unanimità, dai sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, dal presidente dell'Anci, Mauro Guerra, dai capigruppo di maggioranza e di opposizione e dallo stesso governatore Attilio Fontana, in risposta all’andamento della curva epidemiologica e ai nuovi dati con i contagi pubblicati in questi giorni. Il governatore ha anche confermato che nei prossimi giorni l’ospedale in Fiera sarà pronto per ricevere i malati sebbene auspichi di non avere “la necessità di usarlo”.


Regione Lombardia: altre possibili misure restrittive

Ma non è tutto, dalla regione è arrivata anche la proposta di chiudere alcuni centri di distribuzione nel fine settimana: “I numeri di ogni giorno e soprattutto le proiezioni degli esperti, che già avevano fatto anticipazioni in occasione della precedente infezione e che si erano dimostrate vere, ci inducono a essere molto cauti e ad avere il timore che entro 15 giorni, cioè entro fine mese, avremo una situazione che non sarebbe ancora da collasso ma che sarebbe impegnativa. Da qui abbiamo pensato di chiudere la media e grande distribuzione nelle giornate di sabato e domenica”. La proposta, condivisa con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, deriva dalla previsione della Commissione indicatori secondo cui il 31 ottobre ci potrebbero essere 4mila ricoverati in terapia non intensiva e 600 in terapia intensiva.
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27 novembre 2020 ore 15:00

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