Fase 2, coronavirus e aria condizionata: cosa sapere e quali sono i rischi

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Andando incontro all’estate ci si sta interrogando su come fare per poter convivere, almeno fino al vaccino, con il Coronavirus. Infatti questo non scomparirà, almeno non del tutto, per i prossimi mesi, estate compresa. In queste ultime ore però si sta affrontando un tema molto delicato: il Covid-19 può essere diffuso anche tramite l’uso dell’aria condizionata? Ne ha parlato al Corriere della Sera, il virologo e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco, scopriamo quali sono i suoi avvertimenti.



Come si propaga il Covid-19? Parola al virologo

Il virologo Pregliasco dalle pagine del Corriere.it chiarisce alcune nozioni fondamentali sul Coronavirus, spiegando che: “Il virus si può trovare nell’aria dopo essere stato emesso da una persona infetta che starnutisce, parla o tossisce, ma un conto è rilevare il genoma del virus, altro è capire se sia ancora vitale e in grado di infettare qualcuno. Gli studi in questo senso non sono facili, perché dovrebbero essere condotti contagiando esseri umani: non ci sono riscontri. Ad ora si sa che la via principale di propagazione del virus sono i droplets (goccioline) sopra i 5 micron emessi da un malato, ma ci sono anche i droplets più piccoli (aerosol) e si deve ancora stabilire quale carica virale abbiano quando sono sospesi in aria. Le indicazioni dicono che il rischio maggiore è la vicinanza con una persona infetta per più di 15 minuti.


L’aria condizionata può veicolare il Covid-19?

Con il caldo che avanza e con le attività che riaprono, una domanda che sta iniziando a sorgere riguarda proprio la capacità dell’aria condizionata di diffondere il virus. Il virologo ha cercato di rispondere anche a tale quesito, affermando che: “In alcuni casi l’aria condizionata favorisce il ricambio d’aria perché immette aria pulita dall’esterno. Gli impianti industriali a doppia mandata (una pompa per l’afflusso d’aria e una per il deflusso) in questo senso sono i più sicuri ed è bene tenerli sempre accesi (in contesti di comunità come gli uffici). Il flusso di ventilazione, però, può trasportare le goccioline respiratorie a maggior distanza, ma l’energia cinetica, oltre a spingerle, le abbatte prima al suolo, soprattutto quelle più grosse. L’importante è non dirigersi l’aria addosso ed effettuare la periodica manutenzione degli impianti. In casa la normale pulizia delle griglie dei condizionatori è sufficiente, ma non deve mancare la ventilazione degli ambienti con l’apertura delle finestre, perché gli impianti casalinghi con gli split riciclano l’aria interna.
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3 giugno 2020 ore 16:00

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