Appunti: dimmi come li prendi e ti dirò chi sei

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

gli appunti sono molto frequenti tra gli studenti

Hai mai sentito parlare di grafologia? Si tratta di quella tecnica che deduce, o pretende di farlo, caratteristiche psicologiche delle persone dall’analisi della loro grafia. Oggi parleremo di quanto il tuo metodo di prendere appunti possa dire qualcosa di te, del tuo carattere, della tua vita da studente. Pochissimi, infatti, sono i giovani che non hanno l’abitudine di segnare concetti, date, e frasi riassuntive che possano essere d’aiuto nella fase dello studio e del ripasso: si tratta di geni o di alunni particolarmente svogliati. Ma il panorama generale della scuola, per non parlare di quello universitario, ci rivela come gli appunti, le note, i promemoria, siano i protagonisti indiscussi di quaderni, libri, diari e agende di ogni studente. Le tecniche sono svariate: c’è chi ha il dono della sintesi estrema, chi, invece, preferisce appuntarsi frasi intere, e non sono pochi i giovani che affidano il ripasso ai riassunti diligentemente elaborati per ogni materia teorica.

DIMMI COME SOTTOLINEI E TI DIRÓ CHI SEI - La tendenza generale è quella di utilizzare evidenziatori di vari colori, finendo con il ridipingere intere pagine di libri. Bastano poche settimane di scuola per fare in modo che non esista più alcuna traccia di quello che era l’aspetto originario del testo. I più precisi assegnano ad ogni colore una categoria specifica: il giallo per le date e i concetti, il verde per i luoghi e le regole generali, il blu per i personaggi e le correnti, il rosa per gli eventi e i titoli delle opere. Non pochi sono quelli che preferiscono ricorrere semplicemente alla matita e al massimo ad un unico evidenziatore, nella maggior parte dei casi giallo. Questa è la tendenza dei secchioni, anche un po’ spilorci, che tengono particolarmente ai propri libri, e non vogliono rischiare di imbrattarli troppo. La stragrande maggioranza degli studenti sottolinea praticamente pagine intere, lasciando spazi bianchi ogni 10 righe. Pochi sono capaci di cogliere i concetti fondamentali, riservando, come sarebbe logico, solo a quest’ultimi l’evidenziazione. Poi ci sono i casi dei libri che, anche dopo anni, hanno conservato tutto il profumo di carta tipico delle pagine nuove, e sono rimasti praticamente intatti e immacolati. Il proprietario di questi sarà sicuramente un tipo che a scuola ci è capitato per caso.

APPUNTI AL MARGINE - Gli studenti che hanno l’abitudine di prendere appunti durante le spiegazioni, tengono particolarmente al rendimento scolastico, o hanno l’obiettivo pratico di economizzare i tempi durante lo studio, facilitando la memorizzazione dei concetti essenziali legati ad ogni paragrafo del libro. Certo non si tratta di un metodo alla portata di tutti. Bisogna essere rapidi scribacchini, appuntare frasi alla velocità della luce, e trovare a colpo d’occhio il paragrafo, la riga, la parola a cui la prof si sta riferendo. Ecco perché molto spesso si intraprende questa ardua impresa, ma ben presto, sopraffatti dalla fatica e spazientiti, si getta la spugna.

POST-IT MON AMOUR - Un altro metodo veloce di segnare parole chiave, date e nomi da ricordare è quello di ricorrere ai pratici Post It. I foglietti colorati semi-adesivi spopolano tra gli studenti proprio perché consentono di essere direttamente applicati sulle pagine di libri e quaderni, e rinfrescare la memoria, ogni volta che ce ne sia necessità, con un semplice e rapido colpo d’occhio. Innegabile il tocco colorato e trendy che i post-it conferiscono alle monotone pagine dei manuali scolastici, rendendo lo studio e la lettura quasi più piacevoli. Gli studenti che ricorrono a questa tecnica sono tendenzialmente tipi pratici che vogliono economizzare tempo e spazio senza scrivere direttamente sul testo. Chi è particolarmente amante dell’ordine comprerà post-it monocolore. Chi, invece, vuole vivacizzare le ore di studio, oltre che il materiale, adotterà post-it dalle svariate tonalità, optando per quelle fluo.

E tu prendi appunti durante la lezione?

Margherita Paolini

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19 ottobre 2017 ore 16:30

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