Maturità 2018: gli autori usciti fino ad oggi in prima prova

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State pensando di scegliere l’analisi del testo per la prima prova maturità 2018 ma avete troppa paura dell’autore che potrebbe uscire? Nessuno saprà chi sarà scelto fino alla fatidica mattinata di mercoledì 20 giugno, certo, ma nulla ci impedisce di fare una lista degli autori usciti in prima prova dal 2000 fino ad oggi. Chissà, magari leggendola vi arriverà un’intuizione formidabile e azzeccherete l’autore oggetto dell’analisi del testo della prima prova di Maturità 2018!

Autori prima prova: le tracce maturità dal 2000 a oggi

  • 2000 – Umberto Saba, La ritirata in Piazza Aldrovandi a Bologna: la poesia tratta di un momento di serenità regalata dallo spettacolo dell’arrivo di bersaglieri da tutta Italia nella piazza bolognese. Dopo le esercitazioni il corpo si ritrova per suonare vari motivi diretto dal comandante e, così come si è riunito in piazza, scompare di nuovo in caserma ordinatamente.

  • 2001 – Cesare Pavese, La luna e i falò : questo è l’ultimo romanzo dello scrittore. Opera conduttrice della carriera come narratore, La luna e i falò presenta degli elementi autobiografici. Il romanzo si snoda tra passato e presente, tra eventi apparentemente non collegati tra loro ma che narrano della vita del protagonista e di una serie di personaggi che si relazionano con lui in un qualche modo lungo tutto il percorso.

  • 2002 – Salvatore Quasimodo, Uomo del mio tempo: anche in questo caso il testo scelto è stato una poesia. Il tema centrale è l’essere primitivo dell’uomo che, nel corso dei secoli, ha solo modificato il modo di combattere ma che continua a fare la guerra. Questa riflessione scaturisce dall’aver vissuto la Seconda Guerra mondiale.

  • 2003 – Luigi Pirandello, Il piacere dell’onestà: commedia in tre atti ispirata alla novella Tirocinio, Il piacere dell’onestà racconta la storia di Angelo Baldovino, uomo con uno scarso senso morale e inetto, che sposa per soldi Agata, l’amante del marchese Fabio Colli – già sposato – rimasta incinta per sbaglio.

  • 2004 – Eugenio Montale, Casa sul mare: la poesia parla del viaggio mancato degli uomini costretti a barcamenarsi tra le sofferenze della vita, con l’anima intrappolata e incapace di assecondare le sue necessità.

  • 2005 – Dante Alighieri, Canto XVII Paradiso – Cacciaguida: trisavolo di Dante, Cacciaguida è stato un militare crociato italiano di cui non si hanno molte notizie. Dante lo narra come uno spirito combattente che agisce sotto l’influsso di Marte.

  • 2006 – Giuseppe Ungaretti, L’Isola: uno spazio irrealistico e indefinito danno vita a una poesia dall’atmosfera sospesa, misteriosa e rarefatta. Il protagonista arriva su un’isola e la esplora, inoltrandosi nel buio della sua vegetazione. Da lì il personaggio seguirà degli elementi naturali, i suoni di ciò che lo circonda, fino ad arrivare in una radura dove dormono delle fanciulle.

  • 2007 – Dante Alighieri, Canto XI Paradiso – Tommaso d’Aquino: il canto chiarisce i dubbi che Dante ha rispetto alle parole di San Tommaso d’Aquino, evidenziando come i ragionamenti degli esseri umani siano fallaci e volti alle cose terrene.

  • 2008 – Eugenio Montale, Ripenso al tuo sorriso: in questa poesia, parte della raccolta Ossi di seppia, Montale trova motivo di speranza nella rievocazione memoriale. Il tutto parte dal sorriso di un amico, ispiratore della poesia.

  • 2009 – Italo Svevo, La coscienza di Zeno: questo romanzo costituisce in tutto e per tutto l’analisi psicologica di Zeno, un uomo che cerca in tutti i modi di guarire il suo malessere esistenziale, la sua “inettitudine”, arrivando a creare situazioni assurde e controproducenti.

  • 2010 – Primo Levi, La ricerca delle radici: si tratta di un’antologia scritta nel 1981 che raggruppa tutti quei brani che maggiormente hanno contato nella formazione dell’autore.

  • 2011 – Giuseppe Ungaretti, Lucca: questa poesia può essere definita di ricapitolazione, in cui si nota che il fermento della gioventù è passato e si affaccia la morte, rendendo il pensiero dell’autore più maturo.

  • 2012 – Eugenio Montale, Ammazzare il tempo: nel componimento Montale fronteggia il problema dell’ammazzare il tempo, subordinandogli le questioni storiche come la guerra. Il tempo ucciso non si recupera e questo concetto viene reso creando una relazione col lavoro, occupazione che impedisce all’uomo di avere troppi momenti liberi.

  • 2013 – Claudio Magris, L’infinito viaggiare: in questo libro l’autore ripercorre i viaggi più importanti della sua vita, passando anche e soprattutto attraverso i dettagli dei luoghi e delle persone conosciute. Il viaggio è vissuto come momento di ricerca, di profondo possesso del presente e come quella libertà dalla vita di tutti i giorni che tende a legare l’anima e a limitarla all’esperienza della vita degli altri.

  • 2014 – Salvatore Quasimodo, Ride la gazza, nera sugli aranci: la poesia prende forma attorno al concetto di ricordo. La riflessione di Quasimodo si snoda a partire dalla sua infanzia, ripercorrendo la sua vita e i dettagli impressi che hanno caratterizzato i vari momenti.

  • 2015 – Italo Calvino, Il sentiero dei nidi si ragno: primo romanzo di Calvino, gli eventi legati alla Liguria della Resistenza e della Seconda Guerra mondiale vengono raccontati attraverso gli occhi di un bambino. Le vicende del bambino e delle persone attorno a lui si intrecciano dando così vita a un’interpretazione al contempo realistica e romanzata del tempo.

  • 2016 – Umberto Eco, Sulla letteratura: a cosa serve la letteratura? Attorno a questa domanda gira il contenuto di questo saggio. L’analisi mira a dimostrare il ruolo fondamentale della letteratura e della sua tradizione per l’umanità, arrivando a definirla un potere immateriale.

  • 2017 – Giorgio Caproni, Versicoli quasi ecologici: in questa lirica l’autore mette l’uomo sotto accusa per la distruzione della natura che lo circonda, portatrice di un amore meraviglioso per l’uomo. Questo amore viene però a mancare dal momento in cui l’uomo distrugge ciò che lo circonda per profitto. L’amara riflessione non da spazio ad altro se non all’amara convinzione che il paese si stia guastando.

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