Sorpreso alla Maturità con lo smartphone: fa ricorso e viene promosso

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Utilizza lo smartphone durante l'Esame di Stato, ma viene beccato. La commissione lo punisce con l'annullamento della prova e la relativa bocciatura. Lui non ci sta: fa ricorso e con le prove suppletive passa la Maturità con il minimo.
Su Il Resto del Carlino c'è spazio per la storia di uno studente di istituto scolastico di Ascoli Piceno che ha ripetuto la prova della Maturità e potrà iscriversi all’università.
Lo studente ha ottenuto il voto di 60/100, il minimo, anche perché raggiungere la soglia che garantiva la promozione con una prova in meno non è stata impresa semplice. Infatti al ragazzo è stata annullata la seconda prova poiché era stato beccato con uno smartphone in tasca e la soluzione del compito. Allo studente non è stato permesso nemmeno di sostenere le altre prove malgrado si fosse presentato a scuola.


Ricorso al Tar

Lo studente non si è dato per vinto e ha fatto ricorso al Tar. Il 13 settembre i giudici amministrativi hanno dato ragione al ragazzo, dandogli la possibilità di svolgere la terza prova e il colloquio orale, fermo restando il voto zero nella seconda. Tutto questo, giusto in tempo per permettere al giovane di partecipare alla sessione suppletiva fissata dal Miur per il 20 settembre. Ieri sono usciti i risultati con grande sollievo per lo studente. La decisione del Tar, però, è ancora provvisoria. Nel senso che i giudici non sono entrati nel merito della vicenda e decideranno definitivamente a dicembre, ma un cambiamento sembra davvero ipotesi remota.

Cellulari

La normativa scolastica è categorica in tal senso: è assolutamente vietato nei giorni delle prove scritte, utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone di qualsiasi tipo, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare fotografie ed immagini, nonché apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, portatili di qualsiasi genere in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni wireless, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con qualsiasi protocollo. I dirigenti devono ricordare tale divieto anche ai presidenti ed ai commissari, che hanno il compito di vigilare sul rispetto del divieto stesso, al fine di evitare il verificarsi di episodi che, oltre a turbare il sereno svolgimento delle prove scritte, risulterebbero gravemente penalizzanti per gli stessi candidati.
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18 novembre 2017 ore 09:30

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