Maturità 2018: bye bye web, i maturandi tornano sui libri. Ma non rinunciano alle chat

Marcello G.
Di Marcello G.

Chi fa da sé fa per tre. Per preparare gli esami di Stato, infatti, praticamente tutti faranno affidamento esclusivamente su sé stessi. Confermando il dato che, storicamente, vuole lo studio solitario la strada maestra per ripassare alla vigilia della maturità 2018. Più di 9 ragazzi su 10, infatti, nelle prossime due settimane si tapperanno in casa per tentare di incamerare il maggior numero di informazioni prima dell’inizio dell’esame. È questo il dato che emerge con più forza da una ricerca effettuata da Skuola.net su circa 4mila maturandi. Il 62% farà tutto da solo dalla A alla Z, il 30% ogni tanto si concederà dei momenti di confronto con i compagni.

Gruppi di studio: contatto fisico o virtuale?

Appena l’8%, dunque, organizzerà gruppi di studio. Peraltro, solo poco più di 1 su 3 tra questi (38%) s’incontrerà con in colleghi ‘fisicamente’ in una casa, in un parco o in una biblioteca. Gli altri si divideranno tra chat collettive su WhatsApp (18%) e chiamate effettuate online con Skype o con programmi simili (10%). Oppure si limiteranno a condividere le informazioni attraverso i servizi di archiviazione in cloud, passandosi file e appunti utili (17%).

Meglio soli che male accompagnati, ma non troppo

Anche i ‘solitari’, comunque, non abbandoneranno del tutto il contatto (pur solo ‘virtuale) con gli amici. Soprattutto in caso di dubbi su un argomento. WhatsApp sbaraglia la concorrenza: lo userà il 66% dei maturandi casalinghi. Qualcuno, invece, preferisce sentire la loro voce – probabilmente per avere un maggior conforto - e gli telefonerà (13%). Ma c’è pure chi metterà per una volta il naso fuori dalla porta per andare a trovarli a domicilio (6%). Meno convincenti le chat di Facebook (2%), i messaggi via Instagram (2%) e le conversazioni Skype (1%).

Maturandi come novelli Leopardi

Un altro elemento, però, accomuna i maturandi di oggi a quelli del passato: il metodo di studio vero e proprio. Perché i cari e vecchi libri non tramontano mai: la metà dei maturandi (50%) per la preparazione si affiderà principalmente ai tradizionali testi scolastici. L’alternativa più valida sembra essere il computer (30%). Ovviamente connesso online: 7 su 10 lo accenderanno per navigare su Internet e approfondire i concetti scritti sul libro. Smartphone e tablet? I ragazzi non li vedono come strumenti didattici: li userà solo 1 su 10. Forse perché la scuola non li abitua a farlo: il 47% degli studenti, infatti, non ha mai utilizzato una risorsa tecnologica (dispositivi, motori di ricerca o App) in classe.

Gli insegnanti non resteranno in disparte

E i professori? Quelli che potrebbero risolvere ogni tipo d’interrogativo? Una buona fetta di maturandi (26%) se ne terrà alla larga. Ma la maggior parte – circa 3 su 4 – sfrutterà volentieri l’opportunità data da qualche docente disponibile ad aiutarli. Qui le cose, però, si fanno più ‘istituzionali’: il 27% li ‘disturberà’ via mail. Ma il primato di WhatsApp, anche su questo terreno, rimane: il 30% si confronterà con l’insegnante via chat.


Marcello Gelardini


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